16 OTTOBRE 2025

18:51

NOTIZIA DI CRONACA

DI

613 visualizzazioni


16 OTTOBRE 2025 - 18:51


NOTIZIA DI CRONACA

DI

613 visualizzazioni



MILANO: Femminicidio, 'Soncin resta in carcere'

Deve restare in carcere Gianluca Soncin per l'omicidio pluriaggravato di Pamela Genini, uccisa due giorni fa con 24 coltellate. Lo ha deciso il gip di Milano Tommaso Perna che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare, come richiesto dalla pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunta Letizia Mannella nelle indagini condotte dalla Polizia. Il giudice ha confermato tutte le aggravanti contestate: premeditazione, stalking, futili motivi, crudeltà e relazione affettiva.

Ha colpito con ben 24 fendenti Pamela Genini, molti dei quali "non hanno attinto organi vitali, con la conseguenza che hanno determinato una sofferenza non trascurabile" alla ragazza, la quale "peraltro per un tempo" al momento "non quantificabile, ma sicuramente non istantaneo, ha acquisito consapevolezza dell'imminente fine". Si è resa conto che stava per morire la giovane uccisa da Gianluca Soncin, l'uomo in cella a San Vittore, nei cui confronti il gip Tommaso Perna ha convalidato il fermo e disposto il carcere per omicidio pluriaggravato. Il particolare emerge dall'ordinanza nel punto in cui è stata riconosciuta la crudeltà. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Caso Musiani, i sospettati si accusano a vicenda

Il colpevole della morte di Nicola Musiani sarebbe un 16 enne. Questo è quello che viene sostenuto da due dei 4 fermati per la morte del 53 enne avvenuta il 22 luglio a Pinarella di Cervia. Secondo quanto dichiarato dai due, il 16 enne avrebbe colpito a morte Musiani, vantandosi di aver ucciso un tossico e che lo avrebbe anche rifatto se necessario. Sicuro della sua incolumità essendo minorenne, avrebbe minacciato i 4 ragazzi, tra i 19 e i 23 anni, di accusarli responsabili qualora venisse fermato dalle forze dell’ordine. Ciò è realtà, dato che la Procura di Ravenna non può investigare sul minore, lasciando la palla in mano alla procura dei Minorenni di Bologna. Tra i 4 in custodia cautelare, ha destato fin da subito sospetti il viaggio in Marocco di Ragme Oussama, avvenuto tra il 22 luglio e il 6 agosto. Il ragazzo sarebbe partito per il paese magrabino spinto dalla paura di un coinvolgimento una volta appresa la notizia della morte di Musiani. Lo stesso Oussama punta il dito contro il 16 enne così come Finn Long Conor, 19 enne residente di Meldola: per loro il vero e unico responsabile è il minore, di cui le generalità sono ancora ignote. Oltre a questa deposizione, la difesa si avvale anche di un altro dettaglio: il coltello usato da Musiani. Second Conor, Musiani sarebbe stato colpito da un membro del gruppo per disarmarlo. L’arma, di cui non c’è traccia, sarebbe stato raccolta da Oussama, ma  poco dopo se ne sarebbe disfatto. Infine, nelle ultime ore sarebbe emerso un terzo filmato, girato da una ragazza, che riprende l’inizio del pestaggio al 53 enne. Nell’attesa di far luce sulla vicenda, gli inquirenti stanno valutando tutte le prove ottenute, ricercando anche un quinto maggiorenne che sarebbe coinvolto.