12 NOVEMBRE 2025

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NOTIZIA DI CRONACA

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12 NOVEMBRE 2025 - 16:31


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RIMINI: Caso Pierina, i legali dei figli, "'ristabilire la verità"

Fuorvianti.  Così hanno definito, gli avvocati delle parti civili alcune ricostruzioni fatte all'indomani dell'udienza in Corte d'Assise nel processo a carico di Louis Dassilva, durante la quale hanno testimoniato i figli di Pierina Paganelli, la donna assassinata il 3 ottobre del 2023 a Rimini.  "Fuorvianti rispetto a quanto realmente accaduto durante le circa sei ore di audizione di due dei tre figli di Pierina Paganelli - scrivono in una nota gli avvocati - per cui la parte civile ritiene doveroso per una corretta informazione ricondurre gli eventi a verità". Al centro la ricostruzione delle telefonate di due dei tre figli della vittima, Chiara e Giacomo Saponi, intercorse con la mamma e - scrivono i legali "ascoltate prima e riferite poi da Valeria Bartolucci, moglie dell'imputato Louis Dassilva, a Manuela Bianchi. Ebbene in quelle telefonate Chiara e Giacomo hanno testimoniato in assise "che non avevano neppure parlato della cognata. Viene così smentita la versione della Bartolucci che riferì alla Bianchi che Pierina Paganelli parlava male di lei e stava tramando con i figli alle sue spalle. Gran parte di quanto riferito da Valeria Bartolucci in quell'occasione risulterebbe quindi non attinente al vero", sostengono i legali delle parti civili. Proprio quella telefonata, secondo la ricostruzione fatta anche dagli inquirenti, potrebbe essere stata l'innesco che poi in qualche modo avrebbe generato l'omicidio dell'anziana. Infine i difensori della famiglia di Pierina hanno ribadito "che mai né loro né Giuliano Saponi (marito di Manuela e figlio maggiore di Pierina) hanno ritenuto Loris Bianchi violento o pericoloso, al di là di alcuni comportamenti o alcune esternazioni talvolta inopportune. Infine hanno contestualizzato l'attitudine da loro attribuita a Manuela Bianchi di vivere ogni situazione della vita in modo estremamente drammatico e dandone una lettura soggettiva. Questa propensione caratteriale che era stata descritta nei momenti successivi al delitto all'interno delle sommarie informazioni testimoniali con l'improprio termine di 'manipolatrice', spiegherebbe come la donna abbia rappresentato agli occhi di Louis Dassilva delle dinamiche di contrasto comuni a moltissime famiglie in modo drammatico, al punto tale da armare la mano dell'amante contro la suocera (nell'ipotesi che lo ha visto rinviare a giudizio, ritenuta assolutamente credibile dai figli della vittima)".




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RIMINI: Torce accese in hotel chiuso, una denuncia e un arresto

I carabinieri di Rimini hanno arrestato un 38enne, destinatario di un provvedimento restrittivo, e deferito in stato di libertà un 26enne, rispettivamente il primo cittadino di origini straniere ed il secondo italiano, intervenendo tempestivamente all’interno di una struttura alberghiera chiusa dopo la stagione estiva. L’intervento è scaturito da una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112 da parte di un residente, che aveva notato movimenti sospetti e il bagliore di alcune torce all’interno di un hotel cittadino. Giunte in pochi minuti sul posto, le pattuglie hanno dapprima cinturato il perimetro per precludere possibili vie di fuga, accedendo poi alla struttura per un accurato controllo. All’interno i militari hanno sorpreso alcune persone e dalla ricostruzione è emerso che il 26enne, dopo essersi verosimilmente introdotto in modo abusivo danneggiando gli arredi della hall, avrebbe finto di essere il titolare dell’attività per favorire l’ingresso ad altre persone, successivamente identificate e allontanate. Le verifiche hanno fatto emergere a carico del 38enne un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Rimini. L’uomo deve espiare una condanna con pena definitiva di 3 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione e pagare 800 euro di multa per rapina pluriaggravata e resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso, reati commessi a giugno 2023.