14 NOVEMBRE 2025

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NOTIZIA DI CRONACA

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14 NOVEMBRE 2025 - 09:32


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FORLÌ: Fratelli schiacciati dal silos, si tratta per il risarcimento | VIDEO

Torniamo a parla della tragedia dei tre fratelli morti sotto a un silos in una azienda agricola di Bertinoro. La famiglia ha chiesto un risarcimento milionario all’assicurazione.

4 milioni di euro di risarcimento, un milione e mezzo per ciascun genitore e un milione per il figlio superstite.
Questa è la somma richiesta dai familiari dei tre fratelli che il 7 aprile 2023 persero la vita in un’azienda agricola di Bertinoro, dopo che l’auto su cui viaggiavano urtò contro un silos di mangime, provocandone il crollo e rimanendo schiacciata sotto la struttura.

Le vittime erano Fatima, 18 anni, Ousama, 14, e la piccola Marva, 10. Quel giorno si trovavano nel cortile dell’azienda insieme allo zio, proprietario della vettura. L’auto finì contro il silos e l’impatto fece cedere la struttura, che cadde sopra il veicolo senza lasciare scampo ai tre fratelli.

Sul piano penale la giustizia sta seguendo il suo corso, con il rappresentante legale dell’azienda indagato per omicidio colposo, assieme allo zio delle vittime. Sul piano civile, invece, il giudice ha autorizzato una trattativa tra la famiglia e la compagnia assicurativa. L’udienza è stata rinviata al 29 gennaio 2026 per permettere alle parti di tentare un accordo.

Per quanto riguarda il risarcimento, la richiesta di 4 milioni si basa sui parametri normalmente applicati in casi di perdite familiari così gravi. Sarà ora la trattativa con l’assicurazione a stabilire se tale cifra verrà riconosciuta integralmente, ridotta o contestata, in un percorso che potrebbe influire sull’evoluzione della vicenda civile ma non su quella penale, destinata a proseguire indipendentemente dall’esito dell’accordo economico.




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RIMINI: La morte di Pantani, per la Procura non ci fu alcun pestaggio

Integrazione alla richiesta di archiviazione per l'ultima indagine sulla morte di Marco Pantani. Il pm di Rimini, Luca Bertuzzi, ha inoltrato al gip Raffaele Deflorio, una nota aggiuntiva alla richiesta già presentata nel febbraio del 2024, dopo una lunga analisi, la terza nel corso di questi 22 anni in cui si è indagato sul decesso del campione di ciclismo, ritrovato cadavere il 14 febbraio del 2004 in una stanza del residence "Le Rose". Per tre volte gli inquirenti riminesi sono giunti alla stessa conclusione, non fu omicidio. L'ultima indagine, quella del pm Bertuzzi, si è chiusa con un'archiviazione su cui si attende la fissazione d'udienza da parte del gip Deflorio. Nel frattempo a più ondate, l'avvocato Fiorenzo Alessi che rappresenta i genitori di Pantani, ha presentato alcuni nuovi elementi chiedendo alla Procura di indagare. L'ultimo in ordine di tempo di questi nuovi elementi su cui i familiari hanno chiesto di indagare riguarda le parole di un detenuto, nel carcere di Rimini riferite ad un agente penitenziario, secondo cui "Marco fu massacrato di botte per un credito di droga di circa 260mila euro". Per non lasciare dubbi, la Procura quindi ha incaricato i carabinieri di verificare quanto riportato. Nell'indagine durata dal febbraio al giugno di quest'anno, durante la quale sono stati sentiti sia il detenuto che l'agente, non sarebbero stati riscontrati elementi di prova per cui il pm ha integrato la richiesta di archiviazione.