20 MARZO 2025

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NOTIZIA DI CRONACA

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20 MARZO 2025 - 13:40


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BOLOGNA: Comunicazioni criptate per lo spaccio di droga al livello internazionale, cinque arresti | VIDEO

Un’importante operazione della Polizia di Stato di Bologna, in collaborazione con le autorità giudiziarie europee e internazionali,  ha permesso do smantellare un gruppo criminale dedito allo spaccio di droga, aggravata dal possesso di armi.

Sono finiti in carcere cinque membri di un’organizzazione criminale, individuata dalla Polizia di Stato di Bologna: 4 albanesi e un tunisino, arrestati tra Bologna, Verona, Rimini, Treviso e la Spagna, insieme a altri 12 soggetti indagati, per traffico illecito di sostanze stupefacenti. Un’indagine che parte nel 2020 dove la squadra mobile, indagando nei confronti di una associazione criminale per alcuni reati in materia fiscale e tributaria, aveva captato alcune utenze criptate. Dopo un anno d’indagini, era stato scoperto un sistema di messaggistica criptato, sulla piattaforma Sky ECC, tramite la quale venivano scambiati messaggi, file audio e video, non intercettabili, che permettevano di organizzare le importazioni di droga dall’Olanda e la vendita a livello locale e nazionale.

Una struttura criminale tra l’Italia, l’Olanda e l’ Albania, con a capo un 45 enne albanese (residente a bologna e arrestato in spagna) e una collaborazione tra le diverse autorità giudiziarie internazionali, tra Belgio Olanda Francia insieme a Europol e Eurojust. Il grande lavoro degli agenti impegnati che hanno decriptato la messaggistica di questa piattaforma, ha portato a capire che tra l’aprile e il novembre del 2020 ci sono state 9 importazioni di cocaina, per un totale di 41.5 kg e altrettante di marijuana per un totale di 76.5 kg oltre a una partita di hashish di 280kg destinata al territorio italiano, per un valore complessivo una volta immesso sul mercato quantificabile in oltre 5 milioni di euro.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.