28 APRILE 2025

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28 APRILE 2025 - 16:14


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BOLOGNA: Amianto, la “strage dimenticata” dei lavoratori delle ex Ogr

Sono oltre 350 le vittime dell’amianto a Bologna fra i lavoratori delle ex Officine Grandi Riparazioni di via Casarini, dove operai, istituzioni e l’associazione regionale AFeVA si sono ritrovati in occasione della Giornata internazionale per la sicurezza sul lavoro. “Da Fs ancora nessuna risposta sulla bonifica dell’area, non è più accettabile” ha sottolineato durante la cerimonia l’assessore comunale all’urbanistica, Raffaele Laudani

Giornata internazionale per la sicurezza sul lavoro celebrata a Bologna con una manifestazione davanti ai cancelli delle ex Officine Grandi Riparazioni di via Casarini, dove a causa dell’amianto, ampiamente utilizzato per decenni, sono ad oggi già scomparse oltre 350 persone occupate in quegli spazi da Ferrovie dello Stato. Una strage per molti dimenticata, il cui elenco di vittime è destinato tristemente a salire. “Qui di vecchiaia non è mai morto nessuno” ricorda dolorosamente Salvatore Fais, ex lavoratore delle officine di via Casarini e custode della sua memoria. Da tempo si parla di bonifica dell’area, che spetta proprio a Fs, e di un nuovo museo dedicato alle ex Ogr bolognesi, progetto che rientra in quello più ampio di rigenerazione dell’ex Scalo Ravone, ma ancora senza novità. “Insieme al sindaco abbiamo chiesto a Ferrovie di dare risposte certe ma ancora oggi non sappiamo a che punto è lo stato di caratterizzazione e quindi non abbiamo ancora certezze sui tempi -spiega l’assessore all’urbanistica Laudani – questa cosa non è più accettabile”. Milco Cassani, presidente regionale dell’Associazione Familiari e Vittime Amianto infine ricorda: “La legge del 1992 ha messo al centro la fermezza della messa al bando di questo materiale ma non ha dato soluzione alle milioni di tonnellate che ancora restano tra di noi”.




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CERVIA: Omicidio Musiani, spunta un terzo filmato

È emersa l'esistenza di un terzo filmato circa l'inizio dell'aggressione della notte tra 18 e 19 luglio a Pinarella di Cervia, sul litorale ravennate, costata la vita al 53enne Nicola Musiani, nato a Bologna e deceduto il 22 luglio successivo all'ospedale 'Bufalini' di Cesena. Nelle mani dei carabinieri c'erano già un video di una dash cam di un camion sempre sulla prima parte del pestaggio. E un video di cellulare circa i danni patiti dal camper vicino a quello dove viveva Musiani. Il nuovo filmato - come riferito da 'il Resto del Carlino' - è stato girato da una ragazza con il proprio cellulare all'interno della sua auto e mostra l'avvio del pestaggio letale per il quale il Pm Angela Scorza - sulla base delle verifiche dei carabinieri del nucleo Investigativo di Ravenna - ha disposto il fermo di quattro giovani tra i 19 e i 23 anni del Forlivese, per omicidio in concorso aggravato dai futili motivi. Gli inquirenti cercano un quinto maggiorenne mentre per un 16enne è scattata la trasmissione atti alla Procura dei Minorenni di Bologna. In quanto ai quattro fermati, davanti al Gip di Forlì Massimo De Paoli - che ne ha convalidato i fermi disponendo la custodia cuatelare in carcere -, alcuni di loro hanno riferito che Musiani quella notte sarebbe stato armato di coltello. E che a spalleggiarlo, ci sarebbe stato il suo vicino di camper del piazzale di viale Tritone - dove tutto è accaduto - a sua volta armato di bastone o di manganello.