24 MAGGIO 2025

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NOTIZIA DI CRONACA

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24 MAGGIO 2025 - 10:44


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RAVENNA: Aggredita per strada, la vittima, “Colpita perché senza velo”

“Mi hanno avvicinato alcune persone e hanno iniziato a insultarmi davanti a mia figlia, poi hanno mi hanno rifilato calci e pugni”. Questo il racconto di una donna algerina residente a Massa Lombarda, nel Ravennate, aggredita sabato scorso in pieno centro, a pochi passi dal municipio. Il motivo? A detta della vittima, intervistata da “L’altra Imola”, sarebbero i suoi usi e costumi da occidentale. “Pur essendo araba sono molto integrata, non porto velo, ho tatuaggi e frequento italiani”, ha dichiarato la donna, a cui i volti erano tutt’altro che sconosciuti (“li vedo sempre in piazza ubriachi”, ha aggiunto). Dopo la denuncia della vittima, che ha rimediato una prognosi di 10 giorni, i carabinieri sono riusciti a individuare uno dei tre responsabili, mentre sono ancora in corso le ricerche per gli degli due autori del pestaggio.




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FORLÌ: Morti in ambulanza, figlia anziano, "L'indagine peggio del lutto"

"Per noi è una situazione pesantissima, la stiamo vivendo malissimo. E' un'ipotesi difficile da accettare, è peggio del lutto. Ci auguriamo con tutto il cuore che alla fine emerga che nostro padre non risulti coinvolto". Valeria Benini è una delle quattro figlie di Vittorio 'Victor' Benini, sassofonista morto il 13 ottobre a 84 anni e che si sospetta possa essere una delle vittime delle condotte contestate a Luca Spada, l'autista della Croce Rossa indagato dalla Procura di Forlì per omicidio volontario premeditato. La donna e le sue sorelle hanno conferito il mandato agli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli per verificare se il caso di loro padre sia effettivamente uno di quelli attribuiti dalle indagini al 27enne di Meldola e per poi valutare quali azioni mettere in campo: "Spero possa esserci un po' di serenità e rispetto del nostro lutto", ha detto ancora. Vittorio Benini è morto il 12 ottobre dopo che quattro giorni prima aveva avuto un arresto cardiaco su un'ambulanza, a quanto pare guidata dall'indagato, durante un trasferimento dalla struttura di lungodegenza dove era ricoverato a Santa Sofia, verso l'ospedale di Forlì, dove avrebbe dovuto fare esami di routine. La donna ha spiegato di non aver mai sospettato nulla. "E' stato ancora più devastante imparare tutto dai giornali", ha aggiunto.