12 LUGLIO 2025

16:45

NOTIZIA DI CRONACA

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12 LUGLIO 2025 - 16:45


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RAVENNA: Infermiere in carcere dopo la morte sospetta di un paziente

Decisione del gip Ravenna, un paziente morì ad Argenta.

Un infermiere del Ravennate è in carcere con l'accusa di omicidio volontario in relazione alla morte di un paziente 83enne che era ricoverato nel reparto lungodegenza dell'ospedale di Argenta (Ferrara), avvenuta il 5 settembre 2024. L'uomo è stato fermato nei giorni scorsi dai carabinieri di Ferrara, che indagano. Oggi il gip di Ravenna, pur non convalidando il fermo per non aver ravvisato pericolo di fuga, ha disposto la misura di custodia cautelare in carcere valutando la gravità del quadro indiziario e il pericolo di possibile inquinamento prove. A spiegare i dettagli in conferenza stampa il procuratore di Ferrara, Andrea Garau, la pm titolare dell'indagine Barbara Cavallo, il comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Ferrara, Luca Treccani e il comandante del Nucleo carabinieri Antisofisticazioni e Sanità di Bologna, Fabrizio Picciolo. In seguito agli esami svolti da un pool di consulenti nominati dalla pm, sono emerse nel corpo dell'anziano deceduto tracce di un farmaco - l'Esmeron - un miorilassante che può avere esiti letali e che normalmente è usato per intubare o in casi di emergenza. Nel caso specifico dell'83enne il farmaco non rientrava nel piano terapeutico e oltretutto dal carrello delle emergenze mancavano quattro fiale, non riscontrate nemmeno in altri piani terapeutici.    L'inchiesta partì lo scorso autunno in relazione a due morti sospette ma l'ipotesi di reato contestata all'infermiere è solo per l'83enne. C'è anche un secondo filone dell'indagine, che riguarda maltrattamenti, per il quale gli accertamenti sono ancora in corso, sempre condotti dai carabinieri di Ferrara col supporto del Nas di Bologna. L'infermiere è in carcere a Ravenna.

(foto: Ipa Agency)




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Lavoro irregolare e carenze, licenza sospesa e 70mila euro di sanzione a locale

La Questura di Bologna ha sospeso
per 15 giorni la licenza a locale di ristorazione in zona San
Donato, al termine di un'ispezione che ha fatto emergere un
quadro di presunte irregolarità diffuse. Secondo la Polizia,
sono stati accertati 14 lavoratori in nero su 17 identificati,
uno spettacolo abusivo con 450-500 persone e varie carenze in
materia di sicurezza. Sono così scattate sanzioni complessive per circa 70.000 euro. Il controllo è stato condotto nella notte tra il 5 e il 6 giugno da personale della divisione Polizia Amministrativa della Questura insieme a Polizia Locale, Ispettorato del Lavoro, Ausl, Vigili del Fuoco e Siae. Quella
sera il locale ospitava, sempre secondo la Questura, un'attività
di pubblico spettacolo abusiva, con consolle DJ, impianti
acustici professionali e centinaia di clienti che ballavano. Sul fronte del lavoro, l'Ispettorato ha rilevato che 14 dei 17
dipendenti identificati sarebbero stati privi di contratto e di
coperture previdenziali e assicurative. Per una delle due
imprese operanti nella struttura è scattata la sospensione
dell'attività per superamento della soglia del 10% di lavoratori
irregolari.  I funzionari dell'Ausl hanno riscontrato irregolarità riguardanti l'impianto elettrico e l'inadeguatezza degli spogliatoi. C'era anche una piscina piena d'acqua, priva di transenne e senza alcun bagnino di salvataggio. Il personale Siae ha contestato il mancato rilascio dei titoli di accesso, l'omessa installazione del misuratore fiscale e il mancato
assolvimento dell'imposta sugli intrattenimenti. I Vigili del Fuoco hanno invece rilevato la mancanza della Scia antincendio, l'assenza di estintori, carenze nelle vie di fuga, nella
cartellonistica di sicurezza e nell'illuminazione di emergenza,
nonché la mancanza di addetti antincendio. Nel corso
dell'ispezione è stato inoltre rinvenuto, sopra un tavolo
accessibile a chiunque, materiale esplodente costituito da un
pacco di fuochi d'artificio del peso complessivo di circa 480
grammi, circostanza che ha rappresentato un ulteriore elemento
di rischio per la sicurezza degli avventori.