CESENA: Stalking estremo, madre e figlia “Incapaci di intendere e di volere” | VIDEO
Sono state dichiarate incapaci di intendere e di volere le due donne che, per anni, hanno perseguitato un autotrasportatore di Borello, a cui facevano arrivare a casa di tutto. Le due però non saranno liberate.
“La fine di un incubo”. Commentava così Paolo Zignani, lo scorso febbraio, la notizia del ricovero nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Arezzo delle due donne, madre e figlia di Badia Prataglia, che lo perseguitavano da mesi.
Come scrive il Resto del Carlino, l’incubo era iniziato nel giugno del 2024, quando avevano cominciato a fargli recapitare a casa ogni genere di consegna non richiesta: corrieri con pacchi, restauratori, fiorai e persino cinquanta carri funebri. In totale, 847 consegne. Il motivo? Ancora oggi sconosciuto.
Un modus operandi che le due donne avevano già messo in atto anche contro alcuni concittadini di Badia Prataglia, tanto che, a seguito delle numerose denunce ricevute, il sindaco aveva disposto un accertamento sanitario obbligatorio.
Cinque mesi dopo il ricovero, madre e figlia sono state dichiarate incapaci di intendere e di volere e verranno trasferite in due strutture psichiatriche specializzate.
Le molestie ai danni di Zignani, autotrasportatore di Borello che occasionalmente faceva tappa a Badia Prataglia — pur non conoscendo personalmente le due donne — avevano raggiunto livelli estremi: madre e figlia persino a pubblicare annunci online con falsi appuntamenti sessuali, dirottando gli uomini direttamente a casa sua, a tutte le ore del giorno e della notte.
Una vicenda dai contorni surreali che si conclude, per ora, con l'intervento della giustizia e della sanità, ponendo fine a mesi di vessazioni inspiegabili e angoscianti.
ALTRE NOTIZIE DI CRONACA