15 GENNAIO 2026

11:02

NOTIZIA DI CRONACA

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15 GENNAIO 2026 - 11:02


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ROMAGNA: Pusher a 75 anni, la polizia lo arresta e finisce ai domiciliari

Un settantacinquenne, nonostante l’età avanzata e una lunga carriera criminale alle spalle, continuava a spacciare cocaina tra Ravenna e Forlì. È quanto emerso da un’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto dell’anziano, già noto negli ambienti della microcriminalità romagnola.

Gli uomini della Squadra Mobile lo hanno notato aggirarsi in auto nei pressi del centro storico di Forlì, a poca distanza dalla Questura, e lo hanno seguito fino a un appartamento, dal quale è uscito dopo pochi minuti. Un comportamento che ha insospettito gli investigatori della sezione narcotici, i quali hanno accertato sul posto l’avvenuta cessione di cocaina.

La successiva perquisizione nell’abitazione dell’uomo, un 75enne residente nelle campagne tra Forlì e Ravenna, ha permesso di rinvenire circa 70 grammi di cocaina e 20mila euro in contanti, nascosti in due casseforti e suddivisi in mazzette. L’anziano è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari.

In sede di convalida, il giudice ha confermato la misura cautelare, tenendo conto anche dei 15 precedenti specifici per reati legati agli stupefacenti, che delineano una lunga biografia criminale non interrotta nemmeno dall’età.

L’operazione rientra nel rafforzamento dei controlli sul territorio disposto dal Questore, anche a seguito di segnalazioni dei cittadini. Negli ultimi giorni l’attività investigativa ha portato all’arresto in flagranza di tre persone, al sequestro di oltre quaranta dosi di eroina, circa un centinaio di dosi di cocaina e al recupero di più di 20mila euro in contanti.

(foto archivio)




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RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava