19 GENNAIO 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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19 GENNAIO 2026 - 19:19


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FERRARA: Chiama i Carabinieri, “ho colpito la mia fidanzata, arrestatemi”

Un uomo di 47 anni ha chiamato sabato pomeriggio il 112 dicendo: "ho colpito alla testa la mia fidanzata, voglio essere arrestato". È successo a Poggio Renatico, nel Ferrarese, dove i Carabinieri sono intervenuti trovando la donna in lacrime, molto agitata e con una ferita alla testa.

La donna ha confermato di essere stata aggredita fisicamente e verbalmente dal compagno dopo una lite per futili motivi. Ai militari ha raccontato che le violenze andavano avanti da circa tre anni, dall'inizio della convivenza, ma fino a sabato non aveva trovato il coraggio di denunciare.

La donna è stata trasportata all'ospedale di Cona e dimessa con una prognosi superiore ai quaranta giorni. L'uomo è stato arrestato per lesioni gravi e portato agli arresti domiciliari. Il Tribunale di Ferrara ha convalidato l'arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

FORLI’-CESENA: Arresti e sequestri per riciclaggio di rifiuti metallici

I Finanzieri di Forlì-Cesena hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di 6 persone ritenute le componenti di un sodalizio criminale responsabile di traffico illecito di rifiuti, riciclaggio ed utilizzo/emissione di fatture per operazioni inesistenti. E’ stato anche eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni riconducibili alle persone fisiche e giuridiche coinvolte per un valore complesso di oltre 12,5 milioni di euro. L’operazione denominata «SCRAP COUNTRY», ha preso avvio da una verifica fiscale nei confronti di un’impresa di medie dimensioni inserita nel distretto dei rottami metallici di Gambettola (FC), conclusa con la constatazione di rilevi di carattere fiscale per circa 22,5 milioni di euro e con la denuncia della società alla locale Autorità Giudiziaria. Gli accertamenti - svolti anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali - hanno consentito di accertare come il rottamaio romagnolo, utilizzando denaro contante ricevuto da soggetti di origine campana, acquistasse “in nero” il materiale ferroso (rame, bronzo, ottone, acciaio e ferro) che, mediante l’impiego di autotrasportatori compiacenti, veniva, dapprima trasferito in una società pesarese, dove rimaneva per il tempo strettamente necessario per simulare il carico e predisporre falsa documentazione di origine dei metalli, per poi essere ceduto a fonderie ed impianti di recupero. La medesima società marchigiana legittimava l’operazione di vendita mediante la sistematica emissione di fatture per operazioni inesistenti per un valore ricostruito in oltre 16 milioni di euro, incassando i pagamenti dei rottami ferrosi sui propri rapporti bancari. L’illecito meccanismo ha coinvolto 13 persone  e 2 società di capitali.