BAGNACAVALLO: Rogo al calzaturificio, una vendetta dietro l’incendio | VIDEO
Tre persone sono state arrestate per l’incendio avvenuto nel dicembre scorso in un calzaturificio di Bagnacavallo. Alla base di tutto ci sarebbe una drammatica disputa familiare
La prima ideatrice del piano, il secondo organizzatore e il terzo esecutore materiale. Sarebbero questi, secondo la Procura, i ruoli delle tre persone arrestate per l’incendio al calzaturificio Emanuela di Bagnacavallo, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 dicembre. Si tratta di una donna di origine marocchina residente a Fusignano, del suo attuale compagno originario di Salerno e di un complice proveniente da Manfredonia.
Alla base del gesto, secondo gli inquirenti, ci sarebbero stati un forte risentimento e il desiderio di vendetta. L’ideatrice del piano era infatti la compagna dello zio della proprietaria dello stabilimento e, dopo la morte dell’uomo, sarebbe nata una disputa a una procedura di sfratto in corso. L’incendio, appiccato all’interno di un capannone adibito allo stoccaggio delle materie prime, ha provocato la distruzione dei materiali e ingenti danni strutturali, stimati in circa 500mila euro, con conseguente interruzione dell’attività produttiva. I rilievi tecnici avrebbero inoltre accertato la presenza di un liquido accelerante, confermando la natura dolosa del rogo. Ad incastrare i tre sarebbero state le immagini delle telecamere, la lettura dei varchi targhe e ulteriori attività tecniche investigative. Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che il gruppo stava pianificando ulteriori azioni violente, tra cui possibili rapine e sequestri di persona ai danni della titolare, poi sventate grazie al monitoraggio dei carabinieri.
I due uomini si trovano attualmente in carcere, mentre la donna è agli arresti domiciliari. Nei prossimi mesi si terrà il processo
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