9 GIUGNO 2026

13:17

NOTIZIA DI CRONACA

DI

489 visualizzazioni


9 GIUGNO 2026 - 13:17


NOTIZIA DI CRONACA

DI

489 visualizzazioni



RAVENNA: Guardia Costiera, indagini per falsità e truffa aggravata nel settore della formazione

Diverse squadre di militari della Guardia costiera hanno eseguito provvedimenti di perquisizione e sequestro emessi dalla Procura della Repubblica di Ravenna nell'ambito di un'indagine preliminare tuttora in corso. Le operazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ravenna, hanno interessato le sedi operative e legali di una società attiva nel settore della formazione professionale che operava nel territorio di Ravenna, ditte collegate alle società ritenute funzionalmente connesse alle condotte. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato materiale probatorio di vario tipo, tra cui documentazione cartacea e informatica, supporti digitali e ogni altro elemento ritenuto utile ai fini dell'accertamento dei fatti. Le ipotesi riguarderebbero la presunta predisposizione sistematica di documentazione per nascondere un profondo stato di insolvenza della società già autorizzata allo svolgimento di corsi di formazione professionale.

 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RAVENNA: Morìa di pesci alla Baiona, indagati due dirigenti comunali | VIDEO

Una lenta agonia, che ha portato alla morte per asfissia di 16 tonnellate di pesci. Due dirigenti comunali sono stati iscritti nel registro degli indagati per la moria di pesci avvenuta la scorsa estate alla Pialassa Baiona, area naturale protetta del Ravennate. Le accuse ipotizzate dalla Procura comprendono uccisione di animali, pericolo di inquinamento ambientale e violazioni della normativa sulle aree protette. Tra i pesci asfissiati figurano anche gli storioni Cobice, specie antichissima e protetta, reintrodotta nella laguna per garantirne la conservazione. Secondo le indagini dei Carabinieri Forestali, la crisi ambientale avrebbe potuto essere gestita con interventi diversi, evitando la morte di migliaia di esemplari. Il prosciugamento dei bacini mediante idrovore, effettuato per contrastare gli effetti delle alte temperature, avrebbe provocato un grave deterioramento delle acque. I dati di Arpae hanno infatti rilevato livelli di ammoniaca e di inquinamento organico incompatibili con la vita. Inoltre, l'abbandono delle carcasse in decomposizione avrebbe aumentato il rischio di diffusione del batterio del botulino. Gli investigatori contestano anche il mancato rispetto delle procedure ambientali, poiché l'intervento di prosciugamento sarebbe stato eseguito senza la necessaria valutazione di impatto ambientale prevista dalla legge.