11 LUGLIO 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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11 LUGLIO 2026 - 17:22


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LUGO: Morti sospette in corsia, archiviati gli ultimi 3 casi

l Gip Federica Lipovscek del Tribunale di Ravenna ha deciso di archiviare gli ultimi tre casi di morti sospette di pazienti all'ospedale 'Umberto I' di Lugo, nel Ravennate, per i quali la 53enne ex infermiera Daniela Poggiali risultava ancora indagata per omicidio plurimo pluriaggravato.

I tre - tutti ricoverati nella struttura lughese quando vi lavorava l'ex infermiera - facevano parte, come riportato dai due quotidiani locali il Resto del Carlino e Corriere Romagna, di un insieme di 12 fascicoli sui quali la Procura aveva acceso un faro. Ma gli elementi raccolti al netto di una consulenza medico legale, non erano sembrati ai Pm sufficienti per potere portare la Poggiali a processo: da qui la richiesta di archiviazione a cui si erano opposti i legali dei familiari dei tre defunti. Il caso Poggiali si era innescato l'8 aprile 2014, giorno del decesso della 78enne Rosa Calderoni di Russi, sempre all'ospedale di Lugo. Le conseguenti indagini dei carabinieri, anche su periodi precedenti, erano valse all'ex infermiera una condanna definitiva per vari furti in corsia pari a un totale di circa quattro anni e mezzo. In quel medesimo contesto investigativo, erano emerse due foto scattate da una operatrice socio-sanitaria il 22 gennaio 2014 nelle quali Poggiali appariva sorridente e con i pollici alzati accanto a una paziente di 102 anni, appena morta. Lei aveva perso il lavoro e poi anche la qualifica di infermiera; sul fronte penale aveva incassato l'archiviazione del fascicolo aperto per vilipendio di cadavere.

Altri guai giudiziari erano arrivati con la morte del 94enne Massimo Montanari di Conselice deceduto sempre a Lugo il 12 marzo 2014 alla vigilia delle paventate dimissioni e in passato datore di lavoro del compagno della Poggiali: a metà dicembre 2020 il Gup di Ravenna aveva condannato la 53enne in abbreviato a 30 anni. Ma a fine ottobre 2021 la donna era stata assolta con formula piena e scarcerata. Lo stesso esito il medesimo giorno era arrivato anche per il caso Calderoni, faldone che però giungeva dall'annullamento dell'assoluzione-bis in Cassazione e che era stato contrassegnato da una condanna all'ergastolo in primo grado sconfessata dai primi due appelli. La Cassazione-ter aveva chiuso il caso definitivamente




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