15 LUGLIO 2026

10:50

NOTIZIA DI CRONACA

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15 LUGLIO 2026 - 10:50


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RAVENNA: Morìa di pesci alla Baiona, indagati due dirigenti comunali | VIDEO

Una lenta agonia, che ha portato alla morte per asfissia di 16 tonnellate di pesci. Due dirigenti comunali sono stati iscritti nel registro degli indagati per la moria di pesci avvenuta la scorsa estate alla Pialassa Baiona, area naturale protetta del Ravennate. Le accuse ipotizzate dalla Procura comprendono uccisione di animali, pericolo di inquinamento ambientale e violazioni della normativa sulle aree protette. Tra i pesci asfissiati figurano anche gli storioni Cobice, specie antichissima e protetta, reintrodotta nella laguna per garantirne la conservazione. Secondo le indagini dei Carabinieri Forestali, la crisi ambientale avrebbe potuto essere gestita con interventi diversi, evitando la morte di migliaia di esemplari. Il prosciugamento dei bacini mediante idrovore, effettuato per contrastare gli effetti delle alte temperature, avrebbe provocato un grave deterioramento delle acque. I dati di Arpae hanno infatti rilevato livelli di ammoniaca e di inquinamento organico incompatibili con la vita. Inoltre, l'abbandono delle carcasse in decomposizione avrebbe aumentato il rischio di diffusione del batterio del botulino. Gli investigatori contestano anche il mancato rispetto delle procedure ambientali, poiché l'intervento di prosciugamento sarebbe stato eseguito senza la necessaria valutazione di impatto ambientale prevista dalla legge.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO

Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.