17 LUGLIO 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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17 LUGLIO 2026 - 13:39


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BOLOGNA: Aggressione in Pronto Soccorso, arrestato 22enne

La polizia di Bologna ha arrestato un 22enne italiano responsabile di un’aggressione ai danni di un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Secondo la ricostruzione dei fatti l'infermiere, nel tentativo di prestare soccorso all'uomo, che era stato notato disteso a terra all'interno del pronto soccorso ortopedico, è stato improvvisamente colpito con un violento pugno al volto. Il sanitario ha riportato lesioni guaribili in 5 giorni. Il 22enne, privo di documenti al momento del controllo, è stato accompagnato in Questura per accertamenti. A suo carico sono emersi diversi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e la persona, nonché la sottoposizione a una misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di San Miniato (PI).

 




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CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO

Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.