22 LUGLIO 2026

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22 LUGLIO 2026 - 14:46


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RIMINI: Controlli nei minimarket, chiusa un’attività e multati diversi gestori

Controlli interforze della Polizia di Stato nei minimarket del centro e del litorale sud di Rimini, con il supporto di AUSL Romagna e Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. Nel centro storico un esercizio è stato chiuso per gravi carenze igienico-sanitarie: sequestrati oltre 100 chili di alimenti scaduti o mal conservati, mentre sono state riscontrate diffuse condizioni di degrado e l’assenza del manuale HACCP. In un minimarket nei pressi della stazione, invece, sono emerse numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui impianti non a norma e scaffalature non adeguatamente fissate, con sanzioni superiori a 15mila euro. Infine, a Miramare, i controlli hanno accertato la vendita di superalcolici a quattro minorenni e la violazione dell’ordinanza comunale sulla vendita di bevande in vetro dopo le 22. Il titolare è stato sanzionato per circa 1.500 euro, mentre sono in corso ulteriori accertamenti.




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CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO

Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.