BOLOGNA: Caso Fakir, spuntano nuovi video, attesa per l'autopsia
Trenta minuti di dialogo prima dell'intervento, poi l'immobilizzazione e il tentativo di rianimazione quando ormai era troppo tardi. Sono le nuove immagini acquisite nell'inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica al Pilastro durante un fermo di polizia.
Nei primi filmati l'uomo in evidente stato confusionale. È sdraiato sull'asfalto, urla e si dimena. Quando arrivano gli agenti, questi mantengono inizialmente le distanze e cercano di tranquillizzarlo. Solo dopo circa mezz'ora, quando Fakir si scaglia contro le porte dei garage e poi contro un'auto in transito, scatta l'intervento.
Le immagini mostrano i due poliziotti che lo bloccano a terra e utilizzano lo spray al peperoncino a distanza ravvicinata dal volto. L'uomo viene immobilizzato con le fascette alle caviglie e alle braccia dietro la schiena. Successivamente perde conoscenza.Immagini che, secondo il legale della famiglia Fabio Anselmo, sollevano interrogativi sulla correttezza delle procedure. Risposte potrebbero arrivare già nelle prossime ore. Venerdì saranno infatti resi noti i primi risultati dell'autopsia affidata a un collegio di specialisti, chiamato a chiarire le cause del decesso, l'eventuale ruolo dello spray urticante, l'origine delle lesioni e la correttezza delle manovre di soccorso.
Nel frattempo emergono anche nuovi elementi sullo stato di salute del quarantaduenne. Un mese prima della morte era stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore per una crisi di natura psichiatrica, con ferite a un polso riconducibili a possibili gesti autolesionistici. Pochi giorni prima era stato inoltre segnalato ai carabinieri per comportamenti molesti in un condominio del Bolognese. Circostanze che fanno parte del quadro investigativo, ma che restano distinte dall'accertamento delle responsabilità per la sua morte.
ALTRE NOTIZIE DI CRONACA