23 LUGLIO 2026

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23 LUGLIO 2026 - 10:37


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CERVIA: Massacrato di botte, la città si stringe per l’ultimo saluto a Nicola | VIDEO

Si indaga per omicidio per la morte di Nicola Musiani, il 54enne di Pinarella di Cervia vittima di un violento pestaggio all’alba di domenica. Ieri i suoi concittadini si sono incontrati sul luogo del delitto per un ultimo saluto.

Un lungo applauso, una raccolta fondi e un abbraccio al padre Giorgio. Così i cittadini di Pinarella di Cervia hanno voluto ricordare Nicola Musiani, il 54enne morto in seguito alla violenta aggressione avvenuta domenica all'alba davanti al Parco Cinque Pini, a pochi passi dal camper in cui viveva. Ricoverato in ospedale in gravissime condizioni, ha lottato per due giorni tra la vita e la morte. Martedì i medici ne hanno dichiarato il decesso.

La notizia ha sconvolto la comunità di Pinarella. Nicola Musiani, raccontano i suoi concittadini, aveva avuto una vita difficile, ma era benvoluto da tutti. «Nicola era un personaggio, una persona molto particolare. A vedere tutto quello che c'è oggi attorno a lui, era anche molto amato – racconta una delle organizzatrici dell'iniziativa –. Era una persona a cui tutti hanno voluto bene, anche se evidentemente non da tutti. Speriamo che si arrivi presto alla verità, perché non è ammissibile che accada una cosa del genere a un uomo che pesava appena 40 chili».

Sul fronte delle indagini, la Procura procede per omicidio. È stata disposta l'autopsia, che dovrà chiarire con precisione le cause del decesso e accertare il nesso tra le lesioni riportate e la morte. Gli investigatori stanno ricostruendo quanto accaduto nelle fasi precedenti al pestaggio. Alcuni testimoni riferiscono di una lite scoppiata con un gruppo di persone e rapidamente degenerata in una brutale aggressione. Al momento, però, non sarebbero ancora emersi elementi sufficienti per identificare gli autori del delitto.

La speranza della comunità è che le indagini facciano presto piena luce sull'accaduto. Lo chiedono amici, conoscenti e familiari di Nicola Musiani, che in queste ore lanciano un appello affinché chiunque abbia visto qualcosa si rivolga agli investigatori. «Chi ha fatto questo a Nicola non deve restare impunito», è il messaggio che si leva da Pinarella, mentre il paese attende risposte e giustizia.

(immagini Massimo Argnani)




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CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO

Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.