24 LUGLIO 2026

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24 LUGLIO 2026 - 16:31


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CERVIA: Omicidio Musiani, 5 persone nel mirino degli investigatori

Cinque persone nel mirino degli investigatori. È su questo gruppo che si stanno concentrando le indagini dei carabinieri per fare luce sull'omicidio di Nicola Musiani, il 54enne originario di Forlì, morto dopo il violento pestaggio avvenuto domenica mattina nel parcheggio di viale Tritone, a Pinarella di Cervia, dove viveva da tempo all'interno di un camper.

Come riportato dal Resto del Carlino sono due, al momento, le principali piste investigative. La prima riguarda un filmato di videosorveglianza, di qualità non elevata, nel quale si vedrebbe una persona vestita di scuro allontanarsi dal parcheggio subito dopo il pestaggio. Gli specialisti stanno cercando di migliorare le immagini per ricavare elementi utili all'identificazione. La seconda passa invece dalle testimonianze: in queste ore vengono ascoltate numerose persone che potrebbero avere assistito ai fatti o conoscerne il contesto.

Con la certificazione del decesso, avvenuta mercoledì dopo l'accertamento della morte cerebrale, il fascicolo coordinato dal pubblico ministero Angela Scorza è stato formalmente riqualificato in omicidio, al momento contro ignoti.




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Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.