5 AGOSTO 2026

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5 AGOSTO 2026 - 11:11


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CESENATICO: Residence fantasma, salgono a 150 i turisti truffati | VIDEO

Proseguono le indagini per individuare gli artefici della truffa del residence fantasma a Cesenatico. Intanto cresce il numero dei turisti arrivati in riviera per alloggiare nel finto appartamento di viale Giovanni Pascoli

L'emergenza sembra essersi arrestata, anche se il conto delle persone assistite continua a salire. Sono circa 150 i turisti che il Comune di Cesenatico ha dovuto accogliere dopo essere rimasti coinvolti nella truffa dei residence fantasma, trenta in più rispetto ai primi giorni dell'emergenza.

Dopo il caos del fine settimana, negli ultimi giorni non si sono registrati nuovi arrivi di famiglie convinte di avere una prenotazione nell'appartamento di viale Pascoli che, in realtà, non esiste. La preoccupazione, però, non è del tutto rientrata: con il cambio dei vacanzieri previsto nel prossimo fine settimana potrebbero presentarsi altre vittime che ancora non sanno di essere state raggirate. Nel frattempo è proseguita la macchina della solidarietà. Alberghi, residence e altre strutture ricettive hanno messo a disposizione camere e appartamenti applicando prezzi calmierati per limitare i disagi alle famiglie già colpite dalla truffa. Un contributo importante è arrivato anche dal Cesenatico Camping Village, che ha offerto gratuitamente alcune case mobili per ospitare i turisti rimasti senza alloggio.

Intanto proseguono le indagini di carabinieri e Polizia postale sul sistema dei falsi affitti. Gli investigatori stanno ricostruendo la rete delle prenotazioni, i flussi di denaro e i collegamenti tra gli annunci pubblicati online per risalire ai responsabili della maxi truffa che avrebbe coinvolto centinaia di famiglie. E l'inchiesta potrebbe presto allargarsi. Sotto la lente degli investigatori c'è anche il caso del presunto "Residence Ferrino" di Milano Marittima, un'altra struttura inesistente utilizzata per raccogliere caparre dai turisti. Il sospetto è che dietro i due residence fantasma possa esserci la stessa organizzazione, capace di pubblicare annunci apparentemente credibili, incassare i pagamenti e sparire nel nulla, lasciando alle famiglie soltanto vacanze rovinate e una lunga serie di denunce.




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CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO

Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.