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RIMINI: Fiera, Ieg punta a 365mln di ricavi nel nuovo Piano strategico

Ricavi fino a 365 milioni e EBITDA oltre quota 100 milioni entro il 2030. Espansione internazionale, nuove fiere ogni anno, investimenti per 210 milioni e dividendi con payout minimo del 20%. Italian Exhibition Group (IEG) rilancia la propria strategia di sviluppo e guarda con decisione al 2030. Il Consiglio di amministrazione della società, leader in Italia nell’organizzazione di eventi fieristici internazionali e quotata su Euronext Milan, ha approvato all’unanimità il nuovo Piano Strategico 2025-2030, che aggiorna ed estende il precedente piano 2023-2028 alla luce dei risultati conseguiti negli ultimi due esercizi. Un aggiornamento che non cambia la rotta, ma rafforza e accelera le direttrici già tracciate, disegnando un percorso di crescita focalizzato sullo sviluppo del portafoglio di eventi proprietari in Italia e all’estero, su una progressiva crescita della marginalità e su una solida generazione di cassa a supporto di investimenti e operazioni di M&A. Peraboni: “Crescita organica e accelerazione internazionale” «L’aggiornamento del Piano Strategico conferma con decisione la direzione intrapresa, facendo leva sui risultati raggiunti nel 2023 e nel 2024 e rafforzando una visione di crescita di lungo periodo», ha dichiarato Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group. Il CEO ha sottolineato come l’estensione dell’orizzonte temporale consenta al Gruppo di sostenere in modo strutturato la propria evoluzione: «La nostra ambizione è proseguire in un percorso di crescita principalmente organica e accelerare lo sviluppo internazionale. In questo contesto proseguono gli investimenti sulle venues di Vicenza e Rimini, a sostegno dell’evoluzione dell’offerta e del posizionamento competitivo del Gruppo». Guardando al 2030, IEG si pone l’obiettivo di raggiungere ricavi compresi tra 360 e 365 milioni di euro e un Adjusted EBITDA tra 100 e 105 milioni, «in un quadro di gestione finanziaria equilibrata e orientata alla creazione di valore nel tempo, costruendo le basi per operazioni di scala anche significative». Un piano rafforzato dopo risultati oltre le attese Il nuovo Piano Strategico nasce dai risultati particolarmente positivi conseguiti dal Gruppo nel biennio 2023-2024, durante il quale IEG ha superato gli obiettivi fissati dal piano precedente. Da qui la decisione di aggiornare le guidance e di estendere l’orizzonte temporale al 2030, mantenendo al centro il core business fieristico e potenziando ulteriormente il piano di investimenti. L’ambizione dichiarata è quella di consolidare la posizione di Italian Exhibition Group tra i player di riferimento del settore a livello internazionale, ampliando il modello di business attraverso un portafoglio diversificato di eventi, una presenza globale selettiva e l’integrazione di piattaforme fisiche e digitali. I quattro pilastri della strategia 2025-2030 Il Piano si fonda su quattro driver strategici che dovrebbero sostenere l’accelerazione di tutti i principali indicatori economico-finanziari nel periodo 2025-2030. 1. Crescita del portafoglio eventi Il primo pilastro riguarda l’ampliamento del portafoglio fieristico, con l’obiettivo di diversificare i ricavi e rafforzare i brand già leader. Il Piano prevede il lancio di almeno una nuova fiera ogni anno, lo sviluppo degli eventi di seconda fascia, l’incremento del profilo internazionale delle manifestazioni e il rafforzamento dei servizi digitali a elevato valore aggiunto. Centrale anche l’espansione dei quartieri fieristici di Rimini e Vicenza, per garantire spazi adeguati alla crescita. 2. Espansione internazionale Sul fronte internazionale, IEG punta a consolidare la leadership rafforzando i brand di punta e cogliendo opportunità di crescita selettive attraverso acquisizioni mirate. Nei Paesi dove il Gruppo è già presente, come Brasile ed Emirati Arabi, sono previste nuove acquisizioni e il lancio di ulteriori fiere. Nei mercati emergenti considerati strategici, come Turchia e India, l’ingresso avverrà principalmente tramite operazioni di M&A. A supporto, una piattaforma commerciale unica a servizio di tutte le fiere in Italia e all’estero. 3. People & Culture Il capitale umano è individuato come leva chiave per sostenere crescita e innovazione. L’Academy interna offre percorsi di formazione mirati al business fieristico, favorendo lo sviluppo delle competenze critiche. Iniziative di attrazione e retention mantengono basso il turnover e contribuiscono a un elevato livello di engagement, elemento ritenuto strategico per la performance di lungo periodo. 4. Creazione di valore e sostenibilità Il quarto pilastro riguarda una crescita sostenibile, supportata da un modello operativo scalabile ed efficiente, che non comprometta la redditività. L’ESG Plan 2030 è pienamente integrato nella strategia e nella governance. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il Piano introduce una politica dei dividendi con payout minimo del 20% del risultato netto lungo l’arco del piano. Investimenti per 210 milioni e leva finanziaria in calo Il Piano Strategico prevede investimenti complessivi per circa 210 milioni di euro nel periodo 2025-2030, finanziati principalmente attraverso la robusta generazione di cassa e solo in via residuale con ricorso all’indebitamento. Nonostante l’importante piano di investimenti, IEG prevede una progressiva riduzione dell’indebitamento e della leva finanziaria, fino a una posizione finanziaria netta positiva (cash positive) stimata a –44 milioni di euro nel 2030. Nel complesso, il Piano evidenzia una crescita attesa con CAGR 2025-2030 di circa il +7% sia per i ricavi sia per l’Adjusted EBITDA, a conferma di un percorso di sviluppo equilibrato e orientato alla creazione di valore nel tempo. Preconsuntivo 2025 sopra le attese Le basi del nuovo Piano poggiano su un preconsuntivo 2025 superiore alla fascia alta della guidance, nonostante l’assenza di rilevanti manifestazioni biennali. I ricavi consolidati sono attesi intorno a 265 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto al 2024 e dell’8% rispetto agli obiettivi del piano precedente. L’Adjusted EBITDA è previsto a 71 milioni di euro, in aumento del 9% su base annua e del 20% rispetto ai target del Piano 2023-2028, con un margine nell’intorno del 27%. La posizione finanziaria netta è stimata a circa 95 milioni di euro, di cui 45 milioni di componente monetaria. Guidance 2026 e obiettivi al 2030 Per il 2026, IEG prevede ricavi compresi tra 290 e 295 milioni di euro e un Adjusted EBITDA tra 77 e 80 milioni, con una posizione finanziaria netta attesa tra 70 e 77 milioni di euro. Nel lungo periodo, il Piano conferma gli obiettivi al 2030: ricavi tra 360 e 365 milioni, EBITDA Adjusted tra 100 e 105 milioni e una solida struttura finanziaria a supporto di ulteriori opportunità di crescita, anche per linee esterne.

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EMILIA-ROMAGNA: Pnrr, 1,9 miliardi spesi e 1280 cantieri | VIDEO

A meno di dodici mesi dalla scadenza del PNRR, l’Emilia-Romagna arriva all’ultimo miglio con numeri già consolidati: 1,9 miliardi di euro spesi, 1.280 cantieri avviati o conclusi e oltre 10mila nuovi occupati. I dati sono stati presentati al Tecnopolo Dama di Bologna durante l’incontro “Emilia-Romagna: l’ultimo miglio del Pnrr. Bilanci e prospettive future”, con la partecipazione del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti e del vicepresidente regionale Vincenzo Colla. Sul rispetto delle scadenze, Foti è netto: «Sui fondi Pnrr non vi è alcuna possibilità di deroghe decise a livello comunitario: la Commissione europea lo ha già ribadito più volte. Questa è la fase in cui bisogna dare il colpo di reni, perché abbiamo lavorato bene in questi anni e sarebbe un peccato perdersi nell’ultimo miglio». Il ministro ha spiegato che esistono «alcune facility che consentono, su interventi particolari – dall’housing universitario a quelli in ambito idrico – di scavalcare il termine del 30 agosto 2026», ma ha ribadito la necessità di «concludere nel massimo possibile dei tempi gli interventi in essere, anche per rendicontare per tempo». A livello nazionale, «le sei missioni sono state tutte adeguatamente rappresentate»: «Abbiamo più di 550mila interventi in corso, di cui 380mila già conclusi», con percentuali di lavori terminati in Emilia-Romagna superiori alla media, soprattutto nel Nord. Guardando oltre il PNRR, Foti ha ricordato che «nei prossimi cinque anni sono disponibili altri 120 miliardi di euro» tra fondi europei, accordi di coesione e investimenti infrastrutturali. Sul fronte regionale, Colla ha posto il tema della casa come emergenza strutturale: un paradosso, ha spiegato, quello di una società stabile che non riesce più a garantire accesso all’abitare. La risposta passa dalla rigenerazione urbana, ma senza nuovo consumo di suolo: servono strumenti stabili e un fondo strutturale da 10 miliardi per realizzare foresterie e soluzioni abitative dedicate a lavoratori e studenti, oggi sempre più spinti a cercare opportunità all’estero.


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