28 NOVEMBRE 2015

10:40

NOTIZIA DI ECONOMIA

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28 NOVEMBRE 2015 - 10:40


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FORLÌ - CESENA: Dati positivi per il manifatturiero - VIDEO

Nel terzo trimestre 2015 è proseguita una fase congiunturale positiva per le imprese manifatturiere della provincia di Forlì-Cesena sostenuta prevalentemente dal comparto metalmeccanico, dai “mobili” e dalle “altre industrie”. E' la sintesi dell'indagine della locale camera di commercio sulle dinamiche delle imprese manifatturiere a Forlì-Cesena nel terzo trimestre 2015. Nell’arco degli ultimi 12 mesi le performance produttive appaiono positive anche se più contenute rispetto a quelle desunte dalle ultime rilevazioni; i risultati appaiono tuttavia non omogenei fra i settori analizzati. Sostanzialmente stabile la percentuale di imprese in crescita: il 44,2% ha dichiarato un aumento della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno mentre il 33,2% ha indicato una diminuzione. In questo trimestre l’occupazione ha segnato una crescita, tuttavia, in base alle aspettative espresse per il quarto trimestre, i livelli potrebbero essere più contenuti nei prossimi mesi. Nonostante la pausa estiva i mesi di luglio, agosto e settembre hanno segnato una crescita dei ritmi lavorativi rispetto al trimestre precedente; si è, infatti, registrato un aumento del volume fisico della produzione (+4,2%) accompagnato da crescita del fatturato (+6,0% a valori correnti) e della domanda estera (+3,5%) mentre quella interna è apparsa in calo (-3,7%). Nel corso di questo trimestre il numero degli addetti occupati è leggermente aumentato (+0,3%). L’occupazione è risultata in aumento nei settori “alimentare”, “prodotti in metallo” e “macchinari”; in calo, invece in quelli della “chimica e plastica”, dei “mobili” e delle “confezioni”.




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.