4 DICEMBRE 2015

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4 DICEMBRE 2015 - 13:28


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EMILIA ROMAGNA: 56 milioni per il turismo costiero

56 milioni per la costa romagnola. L’assessore regionale al Turismo e al Demanio Andrea Corsini porta buone notizie agli operatori turistici del territorio, che potranno contare su corposi investimenti inseriti nel bilancio 2016 dell’Emilia-Romagna, appena approvato. Nel dettaglio, 20 milioni di euro saranno destinati ai Comuni costieri che proporranno progetti validi per migliorare l’attrattività turistica. Alla promozione e alla commercializzazione sono riservati 16 milioni di euro, mentre i restanti 20 sono destinati dal Governo al ripascimento del litorale, da Comacchio a Cattolica, con il via ai lavori già dal prossimo mese. “E’ un investimento importante – spiega l’assessore Corsini – che dimostra quanto la Regione creda nel turismo come distretto industriale, da valorizzare e da finanziare”.




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.