4 DICEMBRE 2015

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4 DICEMBRE 2015 - 15:14


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EMILIA ROMAGNA: Mercato immobiliare, è ripresa

Si conferma, nella prima metà del 2015, l'andamento positivo intrapreso nel 2014 dal mercato immobiliare residenziale in Emilia-Romagna. E' quanto emerge dai dato dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate secondo cui tra gennaio e giugno le compravendite in regione sono ammontate a 17.686 con un incremento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A livello provinciale, in Romagna Ravenna ha registrato un progresso del +5,9%, Rimini (+4,6%), chiude Forlì-Cesena con (+3,7%). In calo, invece, le quotazioni immobiliari: la quotazione media di un immobile, stimata a fine giugno 2014 in 1.640 euro al metro quadro si attesta a fine giugno 2015 sui 1.580 euro.




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L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.