4 DICEMBRE 2015

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4 DICEMBRE 2015 - 15:16


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FORLÌ: Puntadiferro, ecco il cambio di mano - VIDEO

Cambio di proprietà per il grande centro commerciale Puntadiferro di Forlì. E' stato infatti firmato l'accordo preliminare fra l'attuale proprietà, Unipolsai assicurazione spa e l'acquirente, cioè il gruppo Igd - Immobiliare Grande distribuzione Spa. A passare di mano sarà l’intero capitale sociale della società Punta di Ferro Srl, per un valore di 127,9 milioni di euro. L'operazione  verrà ratificata e conclusa il prossimo 16 dicembre. Esattamente a passare di mano sarà l'intera galleria commerciale (cui è stato attribuito un valore di mercato di 124,5 milioni), mentre l’ipermercato a insegna Conad, di proprietà di terzi, non è oggetto dell’operazione. A comporre la galleria del puntadiferro sono 97 unità commerciali, di cui 7 medie superfici, 9 punti di ristoro e 81 negozi, dunque con una offerta quanto mai vasta e diversificata, per una superficie commerciale utile complessiva pari a 21.223 mq, oltre ai 2.854 posti auto a disposizione della clientela. Tutti elementi alla base del successo registrato dal centro commerciale sin dal momento della sua apertura, avvenuta nell'aprile del 2011. La galleria commerciale Puntadiferro di Forlì, precisa la società acquirente Igd che gestisce già diversi centri commerciali a Ravenna, Faenza, Cesena, Rimini e Bologna, presenta caratteristiche di particolare interesse: posizionamento dominante all’interno del proprio bacino di riferimento, anche grazie ad una collocazione ottimale in termini di visibilità e accessibilità, parametri di performance operativa di assoluto rilievo: 4,7 milioni di visitatori nel 2014, tasso di occupazione pari a circa il 99% ,volume di vendita medio degli operatori commerciali superiore a 3500 euro al mq, acino d’utenza rilevante e con capacità di spesa superiore di oltre il 20% rispetto alla media italiana.




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.