20 MAGGIO 2024

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20 MAGGIO 2024 - 14:43


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SAN MARINO: Lavoro, i frontalieri salgono a quota ottomila | VIDEO

Raggiungono quota ottomila i transfrontalieri che ogni giorno si recano a lavorare nella Repubblica di San Marino, e rappresentano il 36% della forza lavoro. È quanto emerge dagli ultimi dati dell’Ufficio di statistica del Titano.

 

L'Ufficio di Statistica di San Marino ha diffuso i dati relativi al mercato del lavoro per i primi tre mesi del 2024, rivelando una dinamica positiva dell’occupazione con una crescita del numero di lavoratori di cui è protagonista l’incremento significativo dei frontalieri.

Al 31 marzo, il numero complessivo dei lavoratori ha superato le 24.000 unità con un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il tasso di disoccupati sfiora il 3%, ma oltre la metà di questi si definisce immediatamente disponibile all’impiego.

Significativa la crescita dell’occupazione nel settore privato nell'ultimo anno, soprattutto nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nella riparazione di veicoli insieme alle agenzie di viaggio e ai servizi di informazione e comunicazione. Una leggera flessione, invece, per la manifattura.

Un dato di rilievo riguarda i lavoratori frontalieri, che hanno superato le ottomila unità, ovvero il 36% di tutti i dipendenti presenti a San Marino. Un incremento notevole rispetto allo stesso periodo del 2023, +9%. La maggior parte dei frontalieri è impiegata come operai e impiegati. Pochissimi quelli che ricoprono posizioni dirigenziali.




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

ROMAGNA: Cassa di Ravenna chiude il 2025 con utili in forte crescita

Crescono utili, dividendi e solidità patrimoniale per la Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo gruppo bancario privato e indipendente fondato nel 1840. Il Consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale Nicola Sbrizzi, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2025, illustrati dal presidente Antonio Patuelli in una lettera agli azionisti. La Cassa ha chiuso l’esercizio con un utile lordo di 64,5 milioni di euro, in aumento del 22,83%, e un utile netto di 48,7 milioni (+31,62%), dopo il pagamento di 17,157 milioni di euro di imposte, comprese quelle sulla riserva indisponibile costituita nel bilancio 2023. Il Consiglio ha deliberato la proposta di distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, e uno straordinario derivante dall’affrancamento della riserva inizialmente indisponibile. La somma complessiva equivale a un’azione ogni 17 possedute, senza oneri fiscali per gli azionisti, oppure – a richiesta – a un dividendo in contanti pari a 97 centesimi lordi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari). Una scelta che, sottolinea la banca, ha anche una rilevante utilità sociale, in particolare per le iniziative della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, principale azionista. Nel 2025 si è ulteriormente rafforzata la solidità patrimoniale: il CET1 ratio della Cassa si attesta al 25,44% e il Total Capital Ratio al 26,13%. Positivi anche i principali indicatori economici, con un margine di interesse pari a 79,4 milioni (+3,69%), commissioni nette a 57,4 milioni (+8,45%) e un margine di intermediazione di 161,9 milioni (+9,98%). Le rettifiche e gli accantonamenti per rischio di credito, definiti prudenti, scendono a 14,1 milioni (-4,68%). In crescita la raccolta, con quella diretta che sale a 4.684 milioni (+1,10%) e quella indiretta a 6.532 milioni (+16,41%), per una raccolta globale di oltre 11,2 miliardi (+9,5%). I crediti deteriorati netti si riducono del 65,37% e rappresentano lo 0,79% dei crediti totali. Le erogazioni di mutui alle famiglie segnano un balzo del 36,8%, mentre gli impieghi complessivi diminuiscono del 2,46% per effetto di cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e della minore domanda da parte delle imprese. Nel corso dell’anno sono state inaugurate due nuove filiali, a Cervia e Comacchio. Positivo anche il bilancio consolidato del Gruppo Cassa, che chiude il 2025 con un utile lordo di 78,8 milioni (+3,98%) e un utile netto di 51,3 milioni (+7,92%). I coefficienti patrimoniali di vigilanza risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari: il CET1 ratio sale al 20,87% a fronte dell’8,66% richiesto, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 21,89% contro il 12,86% previsto. La raccolta globale consolidata cresce a 15,8 miliardi di euro (+8,3%), con un forte aumento del risparmio gestito, mentre i crediti deteriorati netti del Gruppo scendono allo 0,83% degli impieghi (-37,2%). Risultati che, sottolinea la banca, sono legati anche ai significativi interventi di efficientamento tecnologico, realizzati con il contributo del CSE, centro servizi innovativo del Gruppo.