6 LUGLIO 2024

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6 LUGLIO 2024 - 15:07


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BOLOGNA: Rapinarono portavalori, arrestati tre uomini

I carabinieri di Bologna, coordinati dalla pm Maria Gabriella Tavano, hanno eseguito tre misure cautelari, due in carcere e una ai domiciliari, emesse dal Gip nei confronti di tre italiani di 46, 37 e 36 anni, sospettati di essere gli autori della rapina a mano armata avvenuta il 27 gennaio 2023 davanti all'ufficio postale di Castel Maggiore (Bologna) ai danni di un furgone portavalori. Il primo è originario di Bologna mentre gli altri due della provincia di Foggia: tutti pregiudicati, sono accusati di rapina aggravata, porto di armi in luogo pubblico e ricettazione. Gli investigatori hanno ricostruito che due dei tre uomini, hanno aggredito e rapinato una delle due guardie giurate, mentre, appena scesa dal portavalori, si è diretta verso l'ingresso dell'ufficio postale con in mano un sacchetto contenente 60mila euro in contanti. Il terzo uomo, invece, armato di fucile a pompa, ha tenuto bloccato all'interno del furgone portavalori la seconda guardia giurata. Durante l'aggressione, oltre al bottino è stata sottratta anche la pistola alla guardia giurata. Portata a termine l'operazione, durata pochi minuti, il commando si è dileguato a bordo di due veicoli rubati con targhe clonate. Al termine delle indagini, sia il 46enne che il 36enne sono stati portati in carcere, il 37enne, invece, ai domiciliari. Durante gli accertamenti è emerso anche un quarto complice, un 34enne originario della provincia di Foggia, che risulta indagato.




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ROMAGNA: Medio Oriente, Confindustria, “60% aziende stima cali di produzione” | VIDEO

Quasi due industrie romagnole su tre si attendono un rallentamento dell'attività per il prossimo trimestre, a causa delle incertezze internazionali e del loro impatto su logistica, costi delle materie prime e internazionalizzazione, anche se tale rallentamento è previsto in modo diverso in funzione alla durata dei conflitti in corso.    È quanto emerge da un'indagine condotta a metà aprile su un campione di circa 100 imprese associate dal Centro Studi di Confindustria Romagna, allo scopo di valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici e sulle attività di import/export delle industrie del territorio.    "Dopo una chiusura positiva del 2025, con un consolidamento trainato dall'export, il nuovo conflitto in Medio Oriente e il blocco delle principali rotte di transito marittimo hanno provocato tensioni sui mercati energetici e delle materie prime, con un aumento dei costi di petrolio, gas e input produttivi - spiega il presidente, Mario Riciputi - L'impatto maggiore riguarderà i comparti energivori e le catene logistiche, più integrate nelle filiere globali e orientate all'export, con il rischio di un rallentamento della produzione e di una perdita di competitività se le tensioni dovessero protrarsi".    Il report di Confindustria Romagna, che conta circa 900 imprese associate per un fatturato di oltre 22 miliardi e 40mila addetti, sarà poi aggregato ai dati delle altre territoriali del sistema a livello regionale, fotografando le esigenze delle industrie romagnole e consentendo di misurarne orientamenti e aspettative. A questo si aggiunge una simulazione curata da Confindustria Emilia-Romagna dell'incremento delle bollette energetiche 2026 ai medesimi consumi del 2024, che stima un maggior costo di luce e gas per le tre province romagnole di 92 milioni di euro: "Questa situazione rende ancora più urgente non solo l'adozione di provvedimenti mirati, ma l'attuazione di politiche industriali strutturali per la produzione dell'energia e in favore del sistema delle connessioni infrastrutturali, come i positivi provvedimenti assunti recentemente dalla Regione" aggiunge Riciputi