2 OTTOBRE 2025

14:52

NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1407 visualizzazioni


2 OTTOBRE 2025 - 14:52


NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1407 visualizzazioni



EMILIA ROMAGNA: Diminuisce la produzione industriale, in calo anche export e fatturato | VIDEO

Sono stati presentati a Bologna i dati relativi all’andamento industriale delle imprese regionali. Dall’indagine, effettuata da Confindustria e Unioncamere dell’Emilia Romagna e Intesa San Paolo, emergono alcuni numeri in calo, complice uno scenario internazionale particolare

Diminuisce la produzione del -1,4% e il fatturato del -1,3%. Sono i dati relativi all’andamento delle imprese industriali emiliano romagnole nel periodo tra aprile e giugno del 2025. Restano stabili gli ordini, con quelli provenienti dall’estero aumentati dell’1%. Un periodo legato al complesso scenario geopolitico ed economico, con l’export che ha subìto un calo del 5% verso i paesi extra UE, complice la  presenza dei dazi americani che hanno fatto registrare alcune perdite sul fatturato.  Tengono i settori dei servizi e dell’edilizia come tiene l’occupazione, mentre l’industria manifatturiera fa registrare alcuni arretramenti, con le previsioni che parlano di una ripresa nei prossimi mesi.

Valerio Veronesi, presidente Unioncamere Emilia-Romagna: «Il quadro congiunturale che emerge mostra segnali di notevole resilienza che si scontrano con preoccupanti arretramenti. Dobbiamo però ricordare che solo pochi anni fa con il Covid il mondo sembrava sprofondare ma, ai primi segnali di ripresa, i nostri territori sono stati immediatamente pronti a partire. I nostri imprenditori sono veloci e flessibili. Se c'è una corsa da fare, corriamo per essere in testa. Ora il momento è cruciale per sostenere investimenti, formazione e semplificazione. Dobbiamo affrontare insieme l'incertezza e per farlo è necessaria meno ideologia e più economia reale».

«In questo quadro - dichiara Confindustria Emilia-Romagna - è fondamentale creare un clima di fiducia per far ripartire gli investimenti, che in questa fase sono favoriti dalla riduzione dei tassi di interesse nell'Eurozona e dalla progressiva attuazione del PNRR. Ora l'obiettivo primario deve essere rimettere l'industria al centro delle politiche regionali affrontando i segnali di debolezza per rilanciare la competitività del tessuto economico.
Per questo come Confindustria Emilia-Romagna riteniamo necessario rivitalizzare il Patto per il Lavoro, che deve tornare ad essere una sede operativa di indirizzo, verifica e co-progettazione delle politiche regionali. La semplificazione delle normative e procedure regionali è un importante fattore abilitante di competitività. Proponiamo, partendo dal Patto per la Semplificazione del 2021, di attuare provvedimenti specifici da realizzare in tempi precisi sul modello dei "Regolamenti omnibus" europei. La Regione ha avviato la definizione del nuovo Piano Energetico Regionale, che deve supportare e incentivare gli investimenti delle imprese per il processo di transizione verde. In questo ambito è possibile adottare soluzioni innovative come i crediti di sostenibilità, strumento che valorizzerebbe i benefici ambientali generati dalla gestione attiva e certificata del patrimonio boschivo dell'Emilia-Romagna.
In vista della scadenza del ciclo dei Fondi Strutturali nel 2027, non possiamo permetterci di rallentare il supporto alle imprese che la Regione ha dato sinora: occorrono maggiori risorse per la legge sull'attrattività, per i progetti di internazionalizzazione e la produzione di tecnologie digitali e verdi.
Guardando al futuro, l'indirizzo che sta emergendo per la nuova Politica di Coesione, ispirato a una gestione centralizzata, rischia di escludere le Regioni e i territori dalla programmazione delle risorse: è invece opportuno mantenere una governance multilivello per garantire la dimensione territoriale delle
Politiche di coesione, soprattutto per le PMI».




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

CESENA: Fiera chiude il 2025 con 11,3 milioni di euro alla produzione e un fatturato di 10 milioni di euro

Cesena Fiera chiude un ennesimo bilancio positivo e rinnova il Consiglio di amministrazione. Questo l’esito dell’Assemblea dei soci che ha visto l’approvazione dell’esercizio di bilancio 2025 e la nomina del consiglio di amministrazione che guiderà la società nel prossimo triennio. La mattinata si è aperta con la presentazione del bilancio 2025 approvato all’unanimità dai soci. Decisamente positivo l’esercizio di gestione che ha evidenziato una società in salute con numeri in crescita. Nel dettaglio, il valore della produzione è stato di 11,3 milioni di euro con una crescita del +17% sul 2024. Il fatturato è salito a 10 milioni di euro, mentre l’utile netto è risultato di 349 mila euro. A determinare questa crescita è stato il contemporaneo sviluppo dall’anima internazionale della società, rappresentata da Macfrut (fatturato 8,9 milioni di euro) e Fieravicola, insieme a una crescita dell’attività del centro fieristico cesenate che ha registrato un’impennata delle manifestazioni nei padiglioni (+33%) insieme a un altrettanto incremento dell’attività del centro congressi (+17%). Consistenti gli investimenti effettuati presso la struttura fieristica cesenate per un totale di 529 mila euro per l’efficientamento, manutenzione e riqualificazione estetica dell’area. Nello specifico, nel corso del 2025 sono stati stanziati 444mila euro per investimenti strutturali, a cui si aggiungono 85mila euro per manutenzioni ordinarie. L’Assemblea dei soci, a seguire, ha nominato i nove consiglieri che guideranno la società nel prossimo triennio. Decisamente rinnovata la governance della società che ha visto l’ingresso di quattro nuovi componenti in rappresentanza dell’intera filiera del settore ortofrutticolo: Valentina Borghi, imprenditrice agricola Minerbio; Marcello Guidi, Responsabile Mercati esteri Apofruit; Cristian Moretti, Direttore Generale Agrintesa; Maddalena Zortea, azienda agricola Fungar. Cinque i componenti confermati: Carlo Costa, Alessandra Graziani, Paolo Lucchi, Patrizio Neri e Lorenzo Tersi. “Ringrazio il consiglio di amministrazione uscente per l’ottimo lavoro che è stato fatto nel corso di questi 8 mesi, dalla nomina alla mia presidenza – ha affermato il Presidente uscente, Patrizio Neri – Due sono gli aspetti che mi preme evidenziare: il lavoro di squadra che ci ha caratterizzato, consapevoli che attraverso l’inclusione delle competenze si possono ottenere risultati. In secondo luogo, la forza della filiera ortofrutticola italiana che ha trovato in Macfrut la vetrina nella quale riconoscersi e affermarsi nel panorama internazionale”. Nel corso del prossimo consiglio di amministrazione in programma lunedì 15 giugno saranno nominate le cariche della società (presidente e vicepresidente) con l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri.