26 NOVEMBRE 2025

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26 NOVEMBRE 2025 - 14:13


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EMILIA-ROMAGNA: PMI e produttività, Colla, “inserire più robotica” | VIDEO

Il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna è fondato in larga parte su piccole e medie imprese, che rappresentano oltre il 95% delle realtà economiche del territorio. La priorità della Regione è accompagnare le PMI nei processi di innovazione e digitalizzazione, considerati indispensabili per evitare rischi di perdita di competetività.

Punto strategico, per l’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Colla, l’introduzione di nuove tecnologie all’interno delle aziende, a partire da robotica e automazione dei processi. Secondo Colla infine, questi interventi sono fondamentali per aumentare la produttività e preservare la capacità delle imprese emiliano-romagnole di mantenere e rafforzare quelle produzioni di nicchia e di alta qualità che caratterizzano l’export regionale.

 




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.