13 DICEMBRE 2025

11:56

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13 DICEMBRE 2025 - 11:56


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ROMAGNA: Allarme Patuelli su infrastrutture, “servono quelle pubbliche” | VIDEO

In Romagna lo sviluppo dell’iniziativa privata corre più veloce delle infrastrutture pubbliche. È il quadro delineato dal presidente dell’ABI Antonio Patuelli intervenuto a Rimini in occasione della presentazione del primo report dell’Osservatorio sugli investimenti promosso dalla Camera di commercio della Romagna in collaborazione con l’Università di Bologna. Secondo Patuelli il territorio esprime un’elevata vitalità economica con numerose attività e opportunità ma sconta un forte ritardo infrastrutturale che non è in grado di sostenere adeguatamente cittadini e imprese. Un divario reso evidente dall’età delle principali opere strategiche come l’autostrada la cui realizzazione risale a oltre mezzo secolo fa l’aeroporto di Rimini e San Marino operativo da più di trent’anni e una rete ferroviaria in larga parte quasi secolare sia nei collegamenti con Ravenna sia sulle direttrici verso Bologna e Ancona.

Un rallentamento che secondo il presidente dell’Abi non risponde alle esigenze di un territorio dinamico e competitivo e che rischia di frenare la crescita complessiva della Romagna in un contesto in cui le infrastrutture dovrebbero procedere con maggiore rapidità per accompagnare lo sviluppo economico e sociale.

 




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.