24 FEBBRAIO 2025

17:46

NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1632 visualizzazioni


24 FEBBRAIO 2025 - 17:46


NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1632 visualizzazioni



EMILIA-ROMAGNA: Aeroporti, verso una legge regionale, cosa prevede

La Regione Emilia-Romagna avvia un confronto per definire una strategia condivisa di sviluppo del sistema aeroportuale regionale. L'obiettivo, secondo l'ente, è raggiungere, nel medio-lungo periodo, 20 milioni di passeggeri, garantendo una crescita sostenibile e coordinata tra gli scali di Parma, Bologna, Forlì e Rimini. Questa mattina si è tenuto il primo incontro tra il presidente della Regione, Michele de Pascale, l’assessora alla Mobilità e Infrastrutture, Irene Priolo, e l’assessora al Turismo, Roberta Frisoni, insieme ai sindaci delle città sede di scalo – Matteo Lepore (Bologna), Michele Guerra (Parma), Jamil Sadegholvaad (Rimini) e Gian Luca Zattini (Forlì) – e ai rappresentanti delle quattro società di gestione aeroportuale. "Lavoriamo per un piano di crescita che rafforzi la competitività dei territori, garantendo uno sviluppo sostenibile ed equilibrato", ha dichiarato de Pascale. "Vogliamo costruire un modello di crescita integrato, in cui ogni scalo contribuisca allo sviluppo regionale. La legge sarà uno strumento fondamentale per garantire una pianificazione strategica di lungo periodo e un dialogo stabile tra istituzioni e gestori aeroportuali". L’incontro ha posto le basi per una legge regionale che regoli in maniera organica il sistema aeroportuale, promuovendo l’integrazione con le infrastrutture di mobilità e il potenziamento degli scali, nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità del Green Deal. La Regione si propone di coordinare il settore, pur nel rispetto delle differenti gestioni e concessioni statali, per garantire un equilibrio tra sviluppo economico, tutela ambientale e coesione territoriale. "Il rafforzamento del sistema aeroportuale – concludono de Pascale, Priolo e Frisoni – deve andare di pari passo con una strategia turistica e industriale che valorizzi le specificità di ogni scalo, accrescendo la competitività dell’Emilia-Romagna nel panorama nazionale e internazionale". Attualmente in Emilia-Romagna i quattro scali hanno proprietà diverse: Bologna lavora al limite della saturazione, Rimini riporta numeri in costante ma seppur lenta crescita, mentre Forlì e Parma hanno seri problemi di sostenibilità economica.




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

ROMAGNA: Medio Oriente, Confindustria, “60% aziende stima cali di produzione” | VIDEO

Quasi due industrie romagnole su tre si attendono un rallentamento dell'attività per il prossimo trimestre, a causa delle incertezze internazionali e del loro impatto su logistica, costi delle materie prime e internazionalizzazione, anche se tale rallentamento è previsto in modo diverso in funzione alla durata dei conflitti in corso.    È quanto emerge da un'indagine condotta a metà aprile su un campione di circa 100 imprese associate dal Centro Studi di Confindustria Romagna, allo scopo di valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici e sulle attività di import/export delle industrie del territorio.    "Dopo una chiusura positiva del 2025, con un consolidamento trainato dall'export, il nuovo conflitto in Medio Oriente e il blocco delle principali rotte di transito marittimo hanno provocato tensioni sui mercati energetici e delle materie prime, con un aumento dei costi di petrolio, gas e input produttivi - spiega il presidente, Mario Riciputi - L'impatto maggiore riguarderà i comparti energivori e le catene logistiche, più integrate nelle filiere globali e orientate all'export, con il rischio di un rallentamento della produzione e di una perdita di competitività se le tensioni dovessero protrarsi".    Il report di Confindustria Romagna, che conta circa 900 imprese associate per un fatturato di oltre 22 miliardi e 40mila addetti, sarà poi aggregato ai dati delle altre territoriali del sistema a livello regionale, fotografando le esigenze delle industrie romagnole e consentendo di misurarne orientamenti e aspettative. A questo si aggiunge una simulazione curata da Confindustria Emilia-Romagna dell'incremento delle bollette energetiche 2026 ai medesimi consumi del 2024, che stima un maggior costo di luce e gas per le tre province romagnole di 92 milioni di euro: "Questa situazione rende ancora più urgente non solo l'adozione di provvedimenti mirati, ma l'attuazione di politiche industriali strutturali per la produzione dell'energia e in favore del sistema delle connessioni infrastrutturali, come i positivi provvedimenti assunti recentemente dalla Regione" aggiunge Riciputi