27 MAGGIO 2025

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27 MAGGIO 2025 - 10:27


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BOLOGNA: L'annuncio di Urso, "La Perla è salva"

“La Perla è salva! Il simbolo del Made in Italy sarà rilanciato da un investitore che garantirà marchio, sito produttivo e tutti gli occupati". È quanto ha annunciato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo La Perla in corso a Bologna, presso lo stabilimento di via Mattei.

“Sono qui con voi, perché questa era la battaglia del Made in Italy e l'abbiamo combattuta insieme, senza mai mollare. Grazie all’impegno straordinario dei commissari, dei curatori italiani, dei liquidatori inglesi e dello staff del Mimit, abbiamo individuato una soluzione industriale per una delle crisi più emblematiche del settore moda, tra le più complesse mai affrontate dal Ministero, per la prima volta alle prese con più procedure in diversi Paesi, con una complessità legale che appariva inestricabile. Un grande successo frutto di un lavoro di squadra". È quanto ha affermato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo La Perla in corso a Bologna.

"Siamo pronti ad assegnare La Perla - ha aggiunto - a un soggetto unitario che ha manifestato il proprio interesse per il marchio, il sito produttivo e i lavoratori, presentando un progetto industriale concreto per il rilancio di questa storica realtà, icona della moda italiana. Abbiamo voluto che questo momento decisivo si svolgesse qui – ha continuato Urso – nel sito produttivo di Bologna, di fronte ai sindacati, ai lavoratori e alle istituzioni di questo territorio, perché lo devo alle lavoratrici che avevo incontrato all'inizio di questa vertenza e che mi hanno spronato a non mollare. Qui, in questo stabilimento è cominciata la storia di una grande icona del Made in Italy e qui si misura la resilienza del Made in Italy che stupisce e affascina il mondo”. 




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ROMAGNA: Medio Oriente, Confindustria, “60% aziende stima cali di produzione” | VIDEO

Quasi due industrie romagnole su tre si attendono un rallentamento dell'attività per il prossimo trimestre, a causa delle incertezze internazionali e del loro impatto su logistica, costi delle materie prime e internazionalizzazione, anche se tale rallentamento è previsto in modo diverso in funzione alla durata dei conflitti in corso.    È quanto emerge da un'indagine condotta a metà aprile su un campione di circa 100 imprese associate dal Centro Studi di Confindustria Romagna, allo scopo di valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici e sulle attività di import/export delle industrie del territorio.    "Dopo una chiusura positiva del 2025, con un consolidamento trainato dall'export, il nuovo conflitto in Medio Oriente e il blocco delle principali rotte di transito marittimo hanno provocato tensioni sui mercati energetici e delle materie prime, con un aumento dei costi di petrolio, gas e input produttivi - spiega il presidente, Mario Riciputi - L'impatto maggiore riguarderà i comparti energivori e le catene logistiche, più integrate nelle filiere globali e orientate all'export, con il rischio di un rallentamento della produzione e di una perdita di competitività se le tensioni dovessero protrarsi".    Il report di Confindustria Romagna, che conta circa 900 imprese associate per un fatturato di oltre 22 miliardi e 40mila addetti, sarà poi aggregato ai dati delle altre territoriali del sistema a livello regionale, fotografando le esigenze delle industrie romagnole e consentendo di misurarne orientamenti e aspettative. A questo si aggiunge una simulazione curata da Confindustria Emilia-Romagna dell'incremento delle bollette energetiche 2026 ai medesimi consumi del 2024, che stima un maggior costo di luce e gas per le tre province romagnole di 92 milioni di euro: "Questa situazione rende ancora più urgente non solo l'adozione di provvedimenti mirati, ma l'attuazione di politiche industriali strutturali per la produzione dell'energia e in favore del sistema delle connessioni infrastrutturali, come i positivi provvedimenti assunti recentemente dalla Regione" aggiunge Riciputi