24 GIUGNO 2025

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24 GIUGNO 2025 - 10:41


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RAVENNA: Terremerse, bilancio 2024 con utile sopra 1,2 milioni

Il 2024 rappresenta per Terremerse un ulteriore passo avanti sulla strada di una crescita solida e costante. I dati del bilancio appena presentato nel corso delle Assemblee dei soci confermano che, nonostante uno scenario economico segnato da sfide complesse e fattori di instabilità internazionali, la Cooperativa ha saputo consolidare e rafforzare la propria posizione sul mercato. La visione strategica che punta su integrazione, innovazione e attenzione ai soci e ai territori, ha permesso di ottenere risultati significativi. Nell’esercizio 2024 il valore della produzione è stato pari a 288 milioni di euro, in aumento di 25 milioni rispetto all’anno precedente, mentre il volume d’affari del bilancio consolidato del Gruppo Terremerse è stato di 302 milioni di euro. L’utile netto di 1.203.408 euro, comprende accantonamenti prudenziali a protezione del valore del patrimonio della Cooperativa. In crescita anche il patrimonio netto, che si attesta a 42,6 milioni di euro. Il 2024, dunque, si può considerare un anno di rafforzamento per Terremerse, confermando un trend di irrobustimento patrimoniale e finanziario ormai costante dal 2018. Al netto delle dinamiche dei prezzi dei prodotti agricoli, l’azienda prosegue il proprio percorso di crescita dimensionale, sia nei volumi di fatturato, sia nel numero di dipendenti e di territori serviti. «In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni e incertezze, Terremerse continua a distinguersi grazie anche a una strategia che pone al centro innovazione e sostenibilità. I positivi indicatori economico-finanziari del 2024 rappresentano non solo la conferma della solidità dell’azienda, ma anche una valida base per affrontare con fiducia le sfide future. L’impegno nella ricerca, lo sviluppo di nuove partnership e di investimenti evidenziano un approccio lungimirante, che consente alla nostra Cooperativa di guardare con ottimismo alle opportunità che il futuro potrà offrire», sottolinea Emilio Sabatini, Direttore Generale Terremerse. Che prosegue: «Riteniamo che il modello integrato di Terremerse sia quello più utile alle dinamiche gestionali della Cooperativa e per i soci agricoli: alle spalle dell’attività di vendita dei mezzi tecnici, del ritiro e commercializzazione di cereali e ortofrutta, l’Ufficio Ricerca e Sviluppo è in grado di integrare orientamenti tecnici e produttivi alle aziende agricole per tutte le principali cultivar, dalle orticole industriali, alle varietà di frutta e cereali, alla vite, su tutti i territori presidiati».




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EMILIA-ROMAGNA: Caro bollette, spesi 2.270 euro a famiglia nel 2025 | VIDEO

Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran rischiano di avere ripercussioni anche sulle bollette energetiche. Secondo gli esperti, l’aumento del prezzo delle materie prime potrebbe tradursi in nuovi rincari per famiglie e imprese nei prossimi mesi. In questo contesto, i dati del 2025 fotografano già una spesa elevata per le famiglie dell’Emilia-Romagna. Secondo un’analisi di Facile.it basata sui consumi dichiarati da oltre 103 mila utenze domestiche, lo scorso anno la spesa media per luce e gas è stata di 2.270 euro, di cui 745 euro per l’energia elettrica e 1.525 euro per il gas. Il valore è leggermente inferiore al 2024, ma resta molto più alto rispetto al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.300 euro. A livello provinciale, per la luce la spesa più alta si registra a Ferrara con 793 euro, seguita da Modena (783 euro) e Reggio Emilia (763 euro). Le bollette più leggere sono invece a Bologna (696 euro), davanti a Rimini e Forlì-Cesena (737 euro). Per il gas, la provincia più costosa è Parma, con una spesa media di 1.726 euro, seguita da Ferrara (1.655 euro) e Ravenna (1.649 euro). Costi più contenuti a Bologna (1.330 euro), Piacenza (1.442 euro) e Forlì-Cesena (1.477 euro). Secondo gli esperti, proprio l’instabilità geopolitica rende ancora più importante monitorare periodicamente le offerte sul mercato e valutare eventualmente il cambio di fornitore per limitare l’impatto di possibili nuovi rincari.