EMILIA-ROMAGNA: Dazi Usa, 1,6 miliardi di perdite per le imprese | VIDEO
C’è preoccupazione anche in Emilia-Romagna per l’accordo sui dazi raggiunto tra Stati Uniti e Unione Europea. Le condizioni poste da Trump potrebbero costare molto alle imprese della nostra regione.
“Un accordo asimmetrico e penalizzante, che rischia di mettere in forte difficoltà la nostra economia.” Questo il commento a caldo di Michele de Pascale dopo l’intesa trovata tra Stati Uniti e Unione Europea sui nuovi dazi da imporre alle merci che dal Vecchio Continente arriveranno in America.
La tassazione è fissata al 15% per tutti i prodotti, ad eccezione dell’acciaio e dell’alluminio, che restano addirittura al 50%. I conti sono presto fatti: la nostra regione nel 2024 ha esportato negli Stati Uniti beni per 10,5 miliardi di euro, pari al 16,2% di tutta la quota italiana. Se i dazi fossero confermati, il costo per le imprese sarebbe di circa 1,6 miliardi.
Tra i settori più a rischio ci sono l’automotive, i macchinari industriali e l’industria alimentare. Rimane comunque molta incertezza, visto che l’accordo raggiunto sabato tra Ursula von der Leyen e Donald Trump è stato solo verbale. Niente è, insomma, ancora scritto.
“Quando saranno diffusi i contenuti di dettaglio – prosegue il presidente – comprenderemo meglio quanto sarà grave l’impatto di quella che è una supertassa sui nostri prodotti, un macigno per il nostro export su cui non si può minimizzare.”
De Pascale chiama poi direttamente in causa il governo italiano, tra i maggiori alleati in Europa di Trump: “Ci aspettiamo che l’esecutivo esca dall’angolo e si faccia parte attiva in questa vicenda, individuando fin da subito le contromisure per sostenere e compensare i settori più colpiti, oltre a definire un perimetro chiaro sui tempi di intervento.”
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CESENA: Fiera chiude il 2025 con 11,3 milioni di euro alla produzione e un fatturato di 10 milioni di euro
Cesena Fiera chiude un ennesimo bilancio positivo e rinnova il Consiglio di amministrazione. Questo l’esito dell’Assemblea dei soci che ha visto l’approvazione dell’esercizio di bilancio 2025 e la nomina del consiglio di amministrazione che guiderà la società nel prossimo triennio. La mattinata si è aperta con la presentazione del bilancio 2025 approvato all’unanimità dai soci. Decisamente positivo l’esercizio di gestione che ha evidenziato una società in salute con numeri in crescita. Nel dettaglio, il valore della produzione è stato di 11,3 milioni di euro con una crescita del +17% sul 2024. Il fatturato è salito a 10 milioni di euro, mentre l’utile netto è risultato di 349 mila euro. A determinare questa crescita è stato il contemporaneo sviluppo dall’anima internazionale della società, rappresentata da Macfrut (fatturato 8,9 milioni di euro) e Fieravicola, insieme a una crescita dell’attività del centro fieristico cesenate che ha registrato un’impennata delle manifestazioni nei padiglioni (+33%) insieme a un altrettanto incremento dell’attività del centro congressi (+17%). Consistenti gli investimenti effettuati presso la struttura fieristica cesenate per un totale di 529 mila euro per l’efficientamento, manutenzione e riqualificazione estetica dell’area. Nello specifico, nel corso del 2025 sono stati stanziati 444mila euro per investimenti strutturali, a cui si aggiungono 85mila euro per manutenzioni ordinarie. L’Assemblea dei soci, a seguire, ha nominato i nove consiglieri che guideranno la società nel prossimo triennio. Decisamente rinnovata la governance della società che ha visto l’ingresso di quattro nuovi componenti in rappresentanza dell’intera filiera del settore ortofrutticolo: Valentina Borghi, imprenditrice agricola Minerbio; Marcello Guidi, Responsabile Mercati esteri Apofruit; Cristian Moretti, Direttore Generale Agrintesa; Maddalena Zortea, azienda agricola Fungar. Cinque i componenti confermati: Carlo Costa, Alessandra Graziani, Paolo Lucchi, Patrizio Neri e Lorenzo Tersi. “Ringrazio il consiglio di amministrazione uscente per l’ottimo lavoro che è stato fatto nel corso di questi 8 mesi, dalla nomina alla mia presidenza – ha affermato il Presidente uscente, Patrizio Neri – Due sono gli aspetti che mi preme evidenziare: il lavoro di squadra che ci ha caratterizzato, consapevoli che attraverso l’inclusione delle competenze si possono ottenere risultati. In secondo luogo, la forza della filiera ortofrutticola italiana che ha trovato in Macfrut la vetrina nella quale riconoscersi e affermarsi nel panorama internazionale”. Nel corso del prossimo consiglio di amministrazione in programma lunedì 15 giugno saranno nominate le cariche della società (presidente e vicepresidente) con l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri.