31 AGOSTO 2023

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31 AGOSTO 2023 - 10:31


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RAVENNA: Schlein apre la Festa nazionale del Pd, pressing sui ristori | VIDEO

Si è aperta ieri sera a Ravenna la Festa nazionale dell’Unità, la prima dell’era di Elly Schlein segretaria. “Il governo ha fatto una volgare politicizzazione dell’alluvione”, ha detto dal palco, ma facciamo il punto.

 

Archiviata l'estate militante, con tanto di rendicontazione delle iniziative chiesta ai parlamentari dem, Elly Schlein prepara il ritorno tra i banchi del Parlamento: alla serata inaugurale della Festa dell'Unità traccia l'agenda del partito democratico, dal salario minimo alla sanità pubblica, passando dalle risorse per la ricostruzione nelle zone alluvionate dell'Emilia-Romagna. La festa stessa è un monito al governo: Schlein ha scelto di tenerla a Ravenna, per lanciare un messaggio all'esecutivo accusato di avere "politicizzato in maniera volgare la questione" scaricando sui comuni l'onere di rispondere alle richieste d'aiuto dei cittadini. "Davanti alle difficoltà non esiste il colore politico dei sindaci, esiste solo la fascia tricolore dei sindaci. A cento giorni dalla passerella sul fango ancora non ci sono le risorse". E il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, si rivolge a Meloni: "Pretendiamo che torni in Emilia Romagna: Sarà accolta in maniera civile ma deve tornare, non può delegare tutto al commissario Figliuolo".

La tabella di marcia prevede, come prima tappa, la battaglia parlamentare per il salario minimo. "Insisteremo per portare la proposta unitaria delle opposizioni in Aula", spiega la segretaria che sente di avere il vento in poppa grazie alle 400 mila firme raccolte finora a sostegno della proposta. Contemporaneamente, il Pd porterà avanti la battaglia sulla manovra che si presenta come un rebus di non facile soluzione per il governo. Il timore dei dem è che le difficoltà nel reperire risorse possano tradursi in tagli ai servizi e alla sanità. 

"Il Pd non accetterà ulteriori taglia alla sanità pubblica", avverte perciò Schlein: "Quando si decide di non mettere soldi sulla sanità non è una scelta neutra e la pandemia è stata una lezione su quanto bisogna migliorarla", ricorda la leader dem che durante suo tour estivo per l'Italia, visitando le feste dell'Unità, ha avuto la possibilità di toccare con mano "la preoccupazione delle famiglie alle prese con gli alti costi dell'inflazione: le difficoltà sono tante ci chiedono di avere certezze per il futuro". E, a proposito di futuro, Schlein guarda alle elezioni europee, vero test che saggerà la tenuta della sua segreteria. Una sfida fra forze nazionaliste e forze europeiste: questo lo schema che la leader dem offre a chi la ascolta e sul quale ha intenzione di incentrare la campagna elettorale. "Sulle elezioni europee ci giochiamo il futuro decisivo dell’Unione. Essere nazionalisti è diverso dall’essere patrioti", spiega dal palco di Ravenna: "“I nazionalismi hanno prodotto solo conflitti. Lo abbiamo visto con la scellerata guerra di Putin". Un passaggio che offre l'occasione per ribadire quale sia la posizione sua e del Pd sulla guerra in Ucraina: "Serve una pace giusta che ovviamente deciderà il popolo ucraino". Ciò che Schlein non vuole polarizzare e su cui, anzi, chiede che si apra un lavoro comune con il governo e la maggioranza che lo sostiene è la lotta alla violenza di genere. I casi di cronaca che hanno funestato le ultime settimane stanno lì a dimostrare che "il pregiudizio sessista si sta radicando anche nelle giovani generazioni". Contro questo rischio, aggiunge Schlein, "La repressione non basta se non facciamo un grande investimento di prevenzione". E aggiunge: "Ho rivolto in questi giorni un appello alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: almeno su questa grande questione della violenza di genere strutturale nella nostra società dovremmo mettere da parte lo scontro politico tra maggioranza e opposizione e lavorare insieme". 




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EMILIA-ROMAGNA: Pompignoli va via dalla Lega, "non condivido linea"

“Dopo settimane di doveroso silenzio sui social, desidero ufficializzare con poche parole il mio addio alla Lega”. Così, in un post, il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Massimiliano Pompignoli. “La mia è stata una decisione difficile, sofferta ma inevitabile dopo oltre 15 anni di militanza.  Alla Lega ho dato tanto e ricevuto tanto. Oggi, con grande dispiacere, devo fare i conti con la crescente difficoltà di non riuscire più a condividere la linea e gli obiettivi di un partito che, purtroppo, non è più casa mia.  Desidero ringraziare tutti coloro che hanno camminato al mio fianco in questi anni, dandomi l’opportunità di diventare la persona che sono oggi.  Grazie per tutto quello che mi è stato insegnato e per i momenti passati insieme.  Purtroppo, molte cose sono cambiate dal 2008 ad oggi e il mio percorso all’interno della Lega finisce qui”. Pompignoli, che ora potrebbe bussare alle porte di Forza Italia, pubblica una foto mentre è al lavoro in una passata edizione della Festa leghista di Cervia, uno dei momenti “che più mi rappresentano e sintetizzano il mio percorso politico”, sottolinea, “punto di riferimento per tutti coloro che hanno sempre lavorato con onestà, sacrificio e grande umiltà”.