23 MAGGIO 2025

20:13

NOTIZIA DI POLITICA

DI

1002 visualizzazioni


23 MAGGIO 2025 - 20:13


NOTIZIA DI POLITICA

DI

1002 visualizzazioni



RAVENNA: Elly Schlein chiude la campagna elettorale per Barattoni sindaco

A Ravenna la segretaria del Pd Elly Schlein chiude la campagna elettorale di Alessandro Barattoni

Tanta gente, parole forti contro il governo Meloni, e l’appello alla partecipazione: la segretaria del Partito Democratico infiamma Ravenna nella serata conclusiva della corsa di Barattoni a sindaco.

Alla presenza di tanti sostenitori e bandiere, il centrosinistra ha chiuso la campagna elettorale a Ravenna puntando dritto al cuore delle questioni sociali e al contrasto politico con il governo nazionale. A fianco del candidato sindaco Alessandro Barattoni, è salita sul palco Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, per un comizio che ha assunto fin da subito toni netti e combattivi.

Siamo qui e ci saremo anche a Roma quando ci sarà da battere le destre. Quello è il nostro obiettivo, quello è il nostro avversario, non altro”, ha dichiarato Schlein tra gli applausi, tracciando una linea politica chiara e diretta. Ravenna diventa così non solo teatro di una sfida locale, ma simbolo di un confronto politico nazionale che si avvicina alle prossime europee e a una stagione di tensioni sempre più marcate tra governo e opposizioni.

Alessandro Barattoni, giovane esponente del centrosinistra, è sostenuto da una coalizione ampia che comprende anche il Movimento 5 Stelle, in una formula che si rifà all’esperienza delle “larghe alleanze progressiste” che il PD sta tentando in molte città italiane. Il suo profilo amministrativo e radicato nel territorio è stato accompagnato da una narrazione fortemente sociale, a cui la segretaria dem ha dato pieno supporto.

Schlein: “Stanno privatizzando la sanità senza dirlo”

Uno dei passaggi più significativi del discorso di Schlein ha riguardato la sanità pubblica, con un affondo diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Da quando è a Palazzo Chigi, la spesa sanitaria sta scendendo ai minimi storici degli ultimi 15 anni. Non lo dice l’ufficio studi del PD, lo dice l’Istat”. La segretaria ha ricordato come, secondo il rapporto dell’istituto nazionale di statistica, ben 6 milioni di italiani abbiano rinunciato a curarsi nell’ultimo anno: “Stanno privatizzando la sanità senza nemmeno ammetterlo”.

Un attacco che mette al centro uno dei temi più sentiti dagli italiani, colpiti dal calo dei servizi e dall’aumento delle liste d’attesa, soprattutto dopo la pandemia. “Un milione e quattrocentomila persone in più hanno dovuto rinunciare alle cure rispetto all’anno precedente – ha sottolineato Schlein – un dato che grida vendetta”.

Lavoro e disabilità: “Mi vergogno di un Paese dove si preferisce pagare una multa”

Non solo sanità. La leader del PD ha toccato anche il tema del lavoro e dell’inclusione, con parole dure nei confronti di quelle aziende che non rispettano le quote di assunzione delle persone con disabilità: “Mi vergogno di essere in un Paese in cui tante e troppe aziende preferiscono pagare una multa piuttosto che includere una persona con disabilità nel mondo del lavoro”.

Un tema che si intreccia con l’istruzione e l’infanzia, anch’essi protagonisti del comizio: “Non voglio più sentire dalla destra parole di esclusione per le bambine e i bambini con disabilità o proposte di classi separate. Basta! I bambini hanno diritto all’inclusione oggi nella scuola e domani nel lavoro”.

Caregiver familiari e attenzione al sociale: “Basta prese in giro”

Infine, un impegno preciso: il Partito Democratico si batterà per una legge nazionale a tutela dei caregiver familiari, cioè di coloro che assistono un parente non autosufficiente. “Serve più attenzione alle persone fragili, non le prese in giro di questo governo”, ha detto Schlein, indicando una delle priorità del suo partito nel prossimo futuro.

La critica alla Meloni: “Chiusa nel palazzo”

Il discorso si è chiuso con un’immagine netta: quella di un governo, secondo Schlein, lontano dai problemi reali delle persone. “La premier Meloni si è chiusa nel palazzo, non incontra più chi non arriva alla fine del mese o chi cerca di tenere in piedi un’impresa. Non li incontra più. Staremo noi all’ascolto dei bisogni delle persone”.

Un chiaro messaggio di alternativa, che Barattoni e la sua coalizione sperano di tradurre in voti alle urne. Con la forza dei contenuti e con il sostegno della segretaria dem, Ravenna è diventata per una sera il palcoscenico di una sinistra che vuole tornare a parlare alle piazze e, soprattutto, a chi quelle piazze le abita ogni giorno.

Cosa ha detto Barattoni

A chiusura di una campagna elettorale lunga e partecipata, Alessandro Barattoni ha voluto ringraziare la sua comunità con un discorso intenso e sentito, pronunciato dal palco della serata finale al fianco di Elly Schlein. “Una comunità, la voglia di tante persone di partecipare, di dire la propria… questo non lo dimenticherò mai”, ha detto con commozione, ricordando le tappe del suo percorso, culminate con l’iniziativa a Mezzano con Pierluigi Bersani.

Il momento più politico è arrivato con un attacco diretto alla proposta del candidato del centrodestra di azzerare l’IRPEF comunale: “Ci vuole un bel coraggio a pensare di togliere 12 milioni di euro al bilancio del Comune – ha dichiarato – significa colpire il trasporto per i non autosufficienti, il sostegno alla disabilità, i servizi educativi. È un’idea di città diseguale”. Barattoni ha invece rivendicato una visione inclusiva e solidale: “Noi vogliamo una Ravenna dove si stia bene in tanti, non solo in pochi”.

Ampio spazio è stato dedicato ai cambiamenti sociali e demografici che stanno trasformando la città: “Le famiglie non sono più quelle di trent’anni fa. Oggi ci sono nuove esigenze, nuove solitudini, nuovi bisogni. Dobbiamo guidare questi cambiamenti, non subirli”. Tra le sue proposte, l’attenzione alle persone anziane, con nuove politiche abitative e servizi per l’invecchiamento attivo.

Infine, un richiamo all’eredità dell’amministrazione uscente, difendendo il lavoro svolto durante l’emergenza Covid e l’alluvione: “Chi guida una città deve avere il coraggio di metterci la faccia. Noi ci siamo sempre stati, anche nei momenti più difficili”.

Con questo appello alla responsabilità e all’umanità, Alessandro Barattoni ha chiuso la campagna elettorale lasciando un messaggio chiaro: Ravenna deve continuare a crescere, ma con equità e solidarietà al centro dell’azione politica.




ALTRE NOTIZIE DI POLITICA

BELLARIA: Via dedicata a Silvio Berlusconi, proteste dal M5S

Bellaria Igea Marina, Comune avrà una via intitolata a Silvio Berlusconi. Martedì sera il decreto prefettizio ha dato il via libera alla scelta compiuta dalla giunta nell'ottobre scorso: intitolargli il tratto tra piazza del Popolo e via Alcide De Gasperi. La scelta della Giunta doveva però superare un ostacolo amministrativo. Berlusconi è morto l'11 giugno 2023 e, non essendo trascorsi i dieci anni previsti dalla legge, serviva una deroga. Stesso iter applicato nel 2022 quando il lungomare di Bellaria fu intitolato a Raffaella Carrà, morta l'anno prima. "Era l'ultimo passaggio necessario. La richiesta è andata avanti nei mesi e ora il procedimento è concluso", la spiegazione del Comune riportata dal quotidiano. La decisione di intitolare una via a Silvio Berlusconi non piace al M5s, che la giudica "profondamente inopportuna". "La toponomastica dovrebbe contribuire a rafforzare il senso di appartenenza di una comunità, valorizzando figure capaci di unire e non di dividere. Berlusconi, invece, continua a rappresentare uno dei personaggi più controversi e divisivi della storia repubblicana", sostengono il senatore pentastellato Marco Croatti, la coordinatrice provinciale M5s Maria Angela Bigoli e il Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Rimini.  "Silvio Berlusconi è stato protagonista di numerosi procedimenti penali, culminati in una condanna definitiva per frode fiscale. La sua vicenda politica e imprenditoriale è stata inoltre segnata da gravi ombre etiche e scandali", sottolineano i pentastellati.  "Nessuno intende negare il ruolo che Berlusconi ha avuto nella storia italiana - spiegano ancora gli esponenti del M5s -,ma è proprio la sua figura, ancora oggi, a suscitare profonde contrapposizioni. Per questo riteniamo che dedicargli una via pubblica, peraltro ricorrendo alla procedura di deroga ai termini ordinari, sia una scelta che rischia di alimentare divisioni anziché favorire la coesione della comunità".