RIMINI: Scontro sulla moschea di Borgo Marina, “serve tempo per spostarla” | VIDEO
Scontro in Consiglio Comunale a Rimini sul destino della moschea di Borgo Marina. Il centrodestra attacca sui ritardi per il trasferimento e denuncia il degrado del quartiere. La presidenza dell'aula conferma l'impegno per una nuova sede.
Continua ad infiammare il dibattito politico a Rimini il tema dello spostamento della moschea di Borgo Marina. La piccola struttura di culto di 130 metri quadri ospita centinaia di fedeli. Il centrodestra denuncia problemi di igiene e ordine pubblico. Il consigliere di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi, in Consiglio comunale, ha chiesto con forza il rispetto delle norme edilizie: “L'impatto di questo insediamento sul quartiere è evidente, pregiudica il rispetto di regole”. Chiede dunque di “avviare nel borgo Marina, oggi ridotto a ghetto afro-asiatico, il processo di riqualificazione necessario. Continuo questa telenovela”.
Dalla presidenza del Consiglio arriva un invito alla pazienza. Giulia Corazzi sottolinea che gli uffici sono al lavoro per la mappatura delle aree idonee al trasferimento, pratica che richiede il rispetto di tempi amministrativi: “Siamo tutti dentro e concordi nel portare avanti questo percorso. Ci vorrà sicuramente del tempo per valutare, esaminare tutte le alternative e anche tutte le strade che ci siamo permessi di intraprendere”. “Ci eravamo dati come tempo di riprendere i lavori nell'anno nuovo, li riprendiamo”.
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Le strategie dei partiti e le prospettive in vista delle Politiche 2027 sono state al centro della trasmissione TALK24. In studio con Ludovico Luongo, Alberto Ancarani, Capogruppo di Forza Italia nel Comune di Ravenna e Paolo Calvano Capogruppo PD dell’Emilia-Romagna. Per Ancarani, Forza Italia avrebbe bisogno di un cambiamento ai vertici o, quantomeno, della conclusione della stagione politica di Antonio Tajani. "Secondo me sì, Forza Italia ha bisogno di un nuovo segretario o, perlomeno, ha bisogno che la stagione di Tajani abbia un termine. Se questo accadrà prima o dopo le elezioni, sarà da vedere", ha spiegato l’esponente azzurro. Ancarani considera inoltre necessario ridimensionare il ruolo dell’attuale segretario nella composizione delle liste elettorali. "Mi auguro che il suo potere nello stilare le liste per le politiche venga ampiamente ridimensionato, penso in particolare dalla famiglia Berlusconi", ha aggiunto. Secondo Ancarani poi Forza Italia sarebbe riuscita a mantenere la propria presenza politica nonostante la leadership di Tajani e non grazie ad essa. "Il partito è sopravvissuto nonostante Tajani, non grazie a Tajani", ha affermato. L’esponente di Forza Italia ritiene che il partito avrebbe potuto conquistare uno spazio più ampio sul terreno del liberalismo e dell’apertura verso il centro. Una posizione che, a suo giudizio, non deve essere interpretata come un avvicinamento alla sinistra. Ancarani rivendica infatti la propria appartenenza al centrodestra. "Qualcuno ogni tanto mi accusa di strizzare l’occhio verso sinistra. Io mi sento intimamente e totalmente rappresentato dal centrodestra di questo Paese", ha chiarito. Per l’esponente azzurro, Forza Italia dovrebbe tornare a essere il perno della coalizione. Dall'altra parte Paolo Calvano, esponente del Partito Democratico, che guarda alle prossime elezioni nazionali come a un’occasione per proporre un’alternativa politica e programmatica all’attuale maggioranza. "A poco più di quattro anni di distanza, il Paese sta peggio. Serve quindi un cambio di passo che il centrosinistra, a mio avviso, è già nelle condizioni di proporre e di portare nel Paese", ha dichiarato Calvano. L’esperienza amministrativa dell’Emilia-Romagna viene indicata come un possibile punto di riferimento per costruire una proposta nazionale. Calvano richiama in particolare il ruolo del presidente della Regione, Michele de Pascale. Secondo Calvano, il modello emiliano-romagnolo può offrire indicazioni sia sul piano delle proposte sia su quello della tenuta della coalizione. Proprio l’unità del centrosinistra rappresenta uno degli elementi centrali del ragionamento di Calvano. L’obiettivo sarebeb quello di costruire un’offerta politica condivisa, capace di coinvolgere tutte le componenti della coalizione. Calvano osserva infine che un eventuale accordo tra le attuali forze di governo e Roberto Vannacci potrebbe provocare una reazione in una parte dell’elettorato moderato. "Nel caso in cui a destra arrivasse un accordo tra l’attuale forza di governo e Vannacci, penso che una parte dell’elettorato moderato potrebbe decidere di abbandonare il centrodestra e rivolgersi al centrosinistra", ha affermato. Due analisi differenti, dunque, ma entrambe concentrate sulla ridefinizione degli equilibri politici in vista delle prossime elezioni nazionali.