Ricerca

EMILIA-ROMAGNA: Regionali, c'è un terzo candidato alla presidenza

POLITICA - Si aggiunge, per la regionali in Emilia-Romagna, un terzo candidato alla presidenza: si tratta del 33enne Federico Serra sostenuto da Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista e Potere al Popolo che presenteranno la lista comune ‘Emilia-Romagna per la Pace, l’Ambiente e il Lavoro’. Una candidatura che arriva dopo quelle di Michele De Pascale per il centrosinistra ed Elena Ugolini per il centrodestra. “Le elezioni dell’Emilia-Romagna – spiega una nota - si collocano su nuovo delicato tornante dello scenario politico italiano, in cui tutto il sistema di potere sta continuando la sua opera di distruzione dello stato sociale, dalla scuola alla sanità, per investire il massimo delle risorse in armi, piegandosi alle volontà della NATO nello scenario militare della competizione internazionale. I due poli candidati alla guida della nostra regione si presentano come alternativi, ma già stanno dando le loro garanzie che nulla cambierà”.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Regionali, c'è un terzo candidato alla presidenza

BOLOGNA: Inaugurato il nuovo campus della Bologna Business School | VIDEO

ATTUALITÀ - Inaugurato il nuovo campus della Bologna Business School, la scuola per l'alta formazione manageriale con sede nel capoluogo, che grazie ad un investimento da circa 27 milioni di euro e ad un progetto a basso impatto ambientale firmato dall'architetto Mario Cucinella, avrà adesso un nuovo spazio per accogliere i suoi quasi tremila nuovi iscritti all'anno, provenienti da 65 Paesi nel mondo. Presente al taglio del nastro, anche la ministra dell'università e della ricerca, Annamaria Bernini Taglio del nastro sui colli, alla presenza di quasi tutte le più importanti cariche cittadine politiche, istituzionali ed economiche, per il nuovo campus della Bologna Business School, la scuola per l'alta formazione manageriale che dal 2000 richiama nel capoluogo oltre tremila nuovi iscritti all'anno da 65 Paesi, con 300 docenti per una metà accademici e per l'altra manager e imprenditori, oggi gestita da una fondazione con circa 20 soci, in gran parte imprese, oltre all'Alma Mater. Il progetto, realizzato in un'area da oltre 3.500 mq, immersi in 15 ettari di parco, è a basso impatto ambientale, autoproduce energia e non ha previsto nuovo consumo di suolo, visto che punto di partenza è stato rappresentato da un complesso di tre edifici in disuso da decenni. Ad occuparsene, col percorso partito nel 2020 con un contest, l'architetto Mario Cucinella, il quale spiega: “C'è molto legno, cemento a base riciclato, c'è tutto il tema della ventilazione e di un'impiantistica attenta ai consumi, ci sono i pannelli fotovoltaici. Insomma, rappresenta anche un po' quello che si può in un contesto come questo, utilizzando energia e materiali rinnovabili”. “Il nuovo campus è collegato non solo idealmente ma anche fisicamente con una scala monumentale a Villa Guastavillani, che è la nostra sede storica -commenta Max Bergami, dean della BBS- e possiamo dire che queste due aree rappresentano da una parte la tradizione, il legame con le radici e la storia, e dall'altra parte la prospettiva verso il futuro e verso l'innovazione”. Il costo totale del nuovo campus sfiora i 27 milioni di euro, quasi interamente investiti dai partner privati, ma con un contributo anche del pubblico. Presenti al taglio del nastro anche la ministra Bernini e i due candidati alla guida della Regione, Michele De Pascale ed Elena Ugolini, in campo col supporto delle forze di centrodestra e con la burocrazia nel mirino in caso di vittoria. “Io apprezzo tutto quello che è eliminazione della burocrazia inutile, tanto che per fare gli studentati, e noi abbiamo standard molto alti, ho dovuto nominare un commissario straordinario per eliminare tutti quei rischi burocratici inutili che non migliorano la qualità dell'operazione ma semplicemente rallentano il percorso -commenta infine proprio la ministra-. Questo non va fatto solo coi commissari straordinari, va fatto in maniera ordinaria soprattutto a livello regionale. Quindi non solo condivido, ma sottoscrivo”.

Thumbnail BOLOGNA: Inaugurato il nuovo campus della Bologna Business School | VIDEO

BOLOGNA: Al via la mostra “Dall’amore nessuno fugge” su il reinserimento dei detenuti | VIDEO

ATTUALITÀ - Nella sola provincia di Rimini ci sono oltre 50 persone che stanno scontando la loro pena in una “casa” della Comunità Papa Giovanni XXIII. Un modo per “recuperare” la persona che già presenta un primo risultato: il tasso di ricaduta nel reato è molto basso, il 12% rispetto al 70% di chi resta nelle carceri tradizionali. Un modello alternativo che la Comunità Papa Giovanni XXIII ha “importato” negli anni ’90 dal Brasile dove dal 1972 sono attive le “carceri senza sbarre” create dall’Associazione per la Protezione Assistenza Condannati (Apac). Al connubio tra queste due esperienze è dedicata la mostra “Dall’amore nessuno fugge. L’esperienza Apac dal Brasile all’Emilia-Romagna” presentata oggi a Bologna in conferenza stampa e inaugurata nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna alla presenza di Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa, Giorgio Pieri, responsabile del progetto Comunità educanti per carcerati (Cec) che fa capo alla Comunità Papa Giovanni XXIII, Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti della Regione Emilia-Romagna. Presenti all’inaugurazione della mostra anche  la consigliera regionale Valentina Castaldini  e Claudia Giudici, garante regionale dei minori della Regione Emilia-Romagna. Testimonial d’eccezione l’attore Paolo Cevoli.  “Il sovraffollamento carcerario è una delle emergenza di questo Paese. L’esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII è fondamentale per il territorio di Rimini e a dirlo sono i numeri: in Italia ci sono 280 persone ospitate in queste forme di comunità per detenuti, di cui 50 a Rimini. Il lavoro della Regione, grazie soprattutto al Garante dei detenuti, ha puntato a investire proprio sulla persona. Ricordo quello che diceva Don Oreste Benzi: ‘L’uomo non è il suo errore‘. Per questo la reintegrazione del detenuto nella società serve a dare un senso alla pena detentiva”, spiega la presidente Emma Petitti, per la quale “occorre favorire percorsi, anche attraverso la presa di coscienza degli errori fatti, che consentano a questi uomini e a queste donne di riprendersi la propria vita”. “Questa è una mostra vivente perché racconta della vita di donne e uomini che si sono reinseriti o si stanno reinserendo nella società. La vera mostra è la loro vita. Chi lavora nelle carceri è un eroe, ma il sistema carcerario non funziona: sulle porte delle carceri bisognerebbe mettere un cartello con scritto “Chiuso per fallimento“. Le Comunità educanti con i carcerati (Cec) – evidenzia il coordinatore della Comunità Giovanni XXIII, Giorgio Pieri – sono luoghi di espiazione della pena alternativi al carcere che offrono percorsi educativi personalizzati da svolgere in un circuito comunitario protetto, garantendo sicurezza ai cittadini, rispetto alle vittime, riscatto al reo. L’auspicio è che, anche grazie a questa mostra, possano essere maggiormente conosciute e avere riconoscimento istituzionale e amministrativo, dato che oggi lo Stato non finanzia queste comunità. L’Emilia-Romagna conta nel suo territorio quattro sedi Cec e la Regione, riconoscendone la validità, potrebbe promuoverne il modello. Le Cec in Italia sono una decina e sopravvivono con l’aiuto di volontari e persone che vi si dedicano. Rappresentano, però, un segno di speranza: costituire una rete di comunità sul territorio nazionale per oltre 10mila persone. Ricordiamoci di cosa ci ha detto Papa Francesco: ‘Non c’è santo senza passato e peccatore senza futuro‘”.

Thumbnail BOLOGNA: Al via la mostra “Dall’amore nessuno fugge” su il reinserimento dei detenuti | VIDEO

BOLOGNA: Giovane ucciso, “Fallou colpito mentre difendeva un amico” | VIDEO

CRONACA - Un 16enne italiano è stato arrestato per l'omicidio del coetaneo Fallou Sall. La giovane vittima era intervenuta in una lite per difendere un amico. La città è sotto shock.   Una Bologna sotto shock per la morte di Fallou Sall, 16enne ucciso mentre cercava di difendere un amico durante una lite scoppiata per futili motivi. Il giovane è stato colpito a morte mercoledì sera in via Piave, prima periferia del capoluogo, mentre l’amico di origine bengalese è rimasto ferito in modo lieve. Secondo le testimonianze, il giovane – di padre senegalese e madre italiana - ha cercato di placare una lite tra l’amico e un sedicenne italiano. L’aggressore, fermato poco dopo dalla polizia, avrebbe estratto un coltello e colpito fatalmente Fallou. Il tutto per vecchi rancori tra il giovane bengalese e quello italiano, alimentati da qualche commento sui social. La dinamica esatta dei fatti è ancora oggetto di indagini da parte della Squadra mobile di Bologna e della Procura per i minorenni. Solare, appassionato di football, Fallou Sall giocava in due squadre tra Modena e Bologna e amava la musica rap. Frequentava l'istituto Itis Belluzzi Fioravanti dove gli amici lo ricordano con affetto e dolore. Il sindaco Matteo Lepore ha chiesto di riflettere e ha detto che "questi episodi sono un grido di dolore e una richiesta d'aiuto che arriva dal mondo dei ragazzi".

Thumbnail BOLOGNA: Giovane ucciso, “Fallou colpito mentre difendeva un amico” | VIDEO

RAVENNA: Sicurezza, il prefetto, “troppi coltelli in giro”

CRONACA - Nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza, a Ravenna, è stato tracciato un bilancio dell’estate appena conclusa. Il prefetto Castrese De Rosa ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando la gestione di alcuni episodi critici. “Un’estate normale – dice - con alcune fibrillazioni legate al fenomeno dei coltelli in luoghi di divertimento”, ha spiegato riferendosi ai ben nove episodi di violenza registrati. Per otto di questi, i responsabili sono stati individuati, denunciati o arrestati dalle forze di polizia. Particolare attenzione è stata posta su Cervia, per cui si chiede un rafforzamento delle misure di sicurezza in vista dell'estate 2024, con ordinanze volte a limitare l'uso di bottiglie di vetro e emissioni sonore notturne, oltre al potenziamento della videosorveglianza e del personale della polizia locale. Il prefetto ha inoltre elogiato il lavoro della Guardia di Finanza, con oltre 530 interventi, il sequestro di 18.000 articoli pericolosi e quasi 70 chili di cocaina. Infine, si è discusso dei grandi eventi sportivi in corso a Ravenna e Cervia, tra cui il ‘Dragon Boat’ e l’Ironman, che coinvolgono migliaia di atleti e richiedono imponenti misure di sicurezza.

Thumbnail RAVENNA: Sicurezza, il prefetto, “troppi coltelli in giro”