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EMILIA ROMAGNA: Fondi europei, Regione, “Nessun accentramento UE, serve collaborazione” | VIDEO

ATTUALITÀ - A Bologna si è svolto un incontro nella sede della regione, legato al tema dei fondi europei e al ruolo delle regioni: presente il Ministro degli Affari Europei Foti insieme alla Presidente Comitato Europeo delle Regioni Kata Tüttő. Preservare l’autonomia della gestione dei fondi europei, a partire da quelli che riguardano il mondo agricolo. Sono stati questi i punti centrali dell’incontro che si è tenuto nella sede dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna a Bologna. Con un’Unione Europea pronta a un modello centralizzato sul tema, per la gestione delle risorse resta fondamentale il ruolo delle regioni, che vogliono essere sempre più protagoniste del Pnrr e dei fondi di coesione europea, in collaborazione con le altre istituzioni. Una politica di coesione da affinare insieme alla presentazione dei progetti italiani in Europa: è il monito del Ministro Foti, che ritiene fondamentale preservare la politica di coesione, l’autonomia e la centralità delle regioni. Per il presidente Michele de Pascale bisogna mettere al centro del sogno europeo il valore delle autonomie locali, così come è sancito dalla Costituzione italiana. “Spero che il messaggio che arriva dall’Assemblea di oggi aiuti l’Unione europea a prendere la strada giusta e non quella sbagliata sulla gestione dei fondi europei. Ieri, aprendo l’assemblea dell’Anci, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ha ricordato l’importanza delle istituzioni locali: un valore che deve tenere presente anche l’Ue, soprattutto perché mai come ora nel panorama politico italiano tutte le forze politiche sono legate al sogno d’Europa. Oggi nessuna forza politica chiede di far uscire l’Italia dell’Ue, ma di cambiare l’Unione europea e questo è legittimo. Ma – sottolinea de Pascale – mai come oggi le istituzioni europee sono in difficoltà. In questo scenario, purtroppo, dall’Ue arriva una proposta di gestione dei fondi di coesione europea che non condividiamo perché la proposta di Bruxelles smonta le politiche europee e le politiche pubbliche per il mondo agricolo. Oggi servirebbero molte più risorse per sostenere il mondo agricolo nel percorso di transizione che deve affrontare, invece ci sono tagli e proposte di centralizzare le politiche di coesione ignorando le peculiarità dei vari Stati europei”. La presidente del Comitato europeo delle Regioni Kata Tutto ha ricordato l’importanza di progettare l’Europa del futuro valorizzando il ruolo delle Regioni. Una sfida che si inserisce in quello che Tutto definisce “un sistema che va verso il caos, dove aumentano tensioni e cala la fiducia. Siamo sempre più insicuri, ma dobbiamo ricordarci che abbiamo costruito l’Unione europea per avere un mondo dove le nostre popolazioni vivessero meglio e avessero migliori condizioni alimentari, lavorative, sociali”. L’intervento del ministro Tommaso Foti si è concentrato sul tema dei fondi per la coesione e la politica agricola comune (PAC), in vista della programmazione finanziaria 2028-2034. “Attualmente, sui fondi per la coesione, viene ribadita la necessità di un fondo unico, ma si aprono prospettive per riportare al centro dell’azione le Regioni rispetto agli Stati”, ha rassicurato subito Foti. “E qui raccolgo il messaggio del presidente de Pascale: cerchiamo di dare forza a una posizione che difenda la politica di coesione e lasci al centro le Regioni – ha affermato -. Preservare l’autonomia nel nuovo quadro finanziario pluriennale è una strada che va perseguita fino in fondo. E se questa posizione acquista un peso e si diffonde a livello europeo, allora non è più un tentativo, ma un indirizzo chiaro. Se le politiche di coesione dovessero subire una centralizzazione, noi diciamo ‘attenzione’ – ha ribadito il ministro -. Il sistema di condizionalità, per esempio anche sul PNRR, ha portato a escludere scelte per le quali ai Comuni non si è potuto dare nemmeno un euro per un ponte o una strada. E noi crediamo che sistemare una strada nelle aree interne sia un elemento di grande coesione sociale”. Grande attenzione anche alla questione delle politiche agricole. “La PAC in un fondo unico con coesione, pesca e immigrazione c’entra poco – ha proseguito Foti –, perché è nata con un’altra storia e con altre premesse. Non solo per dare aiuto agli agricoltori sul fronte dei rimborsi, ma perché è il pilastro dello sviluppo rurale e non può essere ritenuta secondaria. Allora occorre chiedersi se l’Europa ritenga la PAC un asset fondamentale per il suo futuro”. Infine, sul PNRR, l’appello alle Regioni. “Cerchiamo di dare una accelerata a tutte quelle che sono le misure in campo, che sono tante e variegate – ha concluso -. Capisco anche la difficoltà di rendicontazione che queste misure hanno e, sul punto, credo sia necessario iscrivere all’ordine del giorno del nostro Paese il tema della capacità amministrativa. E questo è ancor più vero sui fondi diretti europei: senza capacità amministrativa, il sistema Italia non se li aggiudica”.

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CALCIO: Il Bologna lavora per recuperare Bernardeschi, "Sta tornando ai suoi livelli" | VIDEO

SPORT - Il Bologna continua a far sognare i propri tifosi e si è mantenuto in corsa per lo scudetto dopo aver battuto anche il Napoli: i rossoblù ora sperano di recuperare alla miglior condizione anche Federico Bernardeschi per ovviare ai recenti infortuni accusati da Rowe e Cambiaghi. "Bernardeschi sta crescendo - ha spiegato Adriano Piraccini a Doppio Passo - perché non è facile inserirsi subito in due partite nel calcio italiano. Lo stesso varrà per Immobile, ci vorrà tempo per ritrovare i giusti automatismi. Detto questo, il Bologna merita grande ammirazione: secondo me ha disputato una partita straordinaria in Coppa, giocando praticamente in dieci come se fosse in undici. Ha affrontato il giovedì una partita dopo due giorni di riposo in meno rispetto al Napoli e comunque è riuscito a mettere sotto gli azzurri". "Non dimentichiamo - puntualizza invece Sergio Domini - che veniva da un campionato in cui, sotto certi aspetti, aveva un po’ mollato, almeno così immagino, perché non sempre trovi gli stimoli giusti quando giochi all’estero. Il suo ritorno in Italia è stata una scommessa del Bologna, giusta o sbagliata che sia: deve ritrovare ritmo, mentalità e tutto il resto. Però, come diceva anche Adriano, anch’io l’ho visto chiaramente: sta iniziando a inserirsi bene".   Foto: IPA Agency

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TV: Economia Romagna, su Teleromagna la nuova puntata di Talk 24

ATTUALITÀ - Le sfide e le opportunità dell’economia romagnola sono al centro della nuova puntata di Talk 24, l’approfondimento settimanale di Teleromagna condotto da Ludovico Luongo, in onda giovedì e sabato alle 21. La trasmissione, dal titolo “Economia Romagna”, propone un confronto tra i principali rappresentanti delle filiere produttive del territorio, con un focus su agricoltura, turismo, cooperazione e manifattura. In studio intervengono Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, Bruno Piraccini, presidente di Orogel, Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense, Daniele Montemaggi, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini e Giammaria Zanzini, presidente di Federmoda Emilia-Romagna, per un approfondimento sul comparto moda e commercio. Ospiti in collegamento Chiara Astolfi, direttrice di Visit Romagna, per analizzare l’andamento del turismo e le prospettive del settore e Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, con un focus sul ruolo della cooperazione nell’economia locale.

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RIMINI: Ieg, bilancio a +6,3%, ricavi per 190,8 mln euro

ECONOMIA - Italian Exhibition Group, società che gestisce i quartieri fieristici di Rimini e Vicenza, ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con ricavi pari a 190,8 milioni di euro, in aumento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’Adjusted Ebitda si attesta a 45,1 milioni (+5,3%), mentre l’Adjusted Ebit raggiunge 29,6 milioni, con una marginalità del 15,5%. Il risultato ante imposte ammonta a 24,9 milioni (+1%). Il gruppo evidenzia una “solida crescita organica degli eventi organizzati” e una positiva integrazione delle recenti acquisizioni, fattori che – si legge in una nota – hanno compensato l’effetto della biennalità di alcune manifestazioni. La posizione finanziaria netta monetaria è positiva per 45,9 milioni. Confermata la guidance sui ricavi nella fascia alta del range, tra 260 e 262 milioni, mentre l’Ebitda atteso è stato rivisto al rialzo, tra 69 e 71 milioni. L’aggiornamento del piano industriale 2025-2030 è previsto per febbraio 2026.

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FORLÌ: Gruppo 8, proseguono i licenziamenti collettivi

ATTUALITÀ - Prosegue senza intese la vertenza tra i lavoratori di Gruppo 8, azienda del settore del mobile imbottito, e la proprietà. Durante l’incontro di questa mattina con le sigle sindacali FILLEA CGIL, FENEALUIL e FILCA CISL, l’azienda ha confermato la decisione di procedere con il licenziamento collettivo, senza ricorrere ad alcun ammortizzatore sociale. Le organizzazioni sindacali denunciano la totale indisponibilità al confronto da parte dell’azienda, che da mesi – sottolineano – mostra “scarso interesse” sia per i propri dipendenti sia per il territorio forlivese. “Ci aspettavamo maggiore serietà da un’azienda che si presenta come garante del Made in Italy”, affermano i sindacati, evidenziando come Gruppo 8 abbia respinto ogni proposta volta a tutelare i lavoratori e il loro futuro occupazionale. A rischiare il posto sono 21 dipendenti, ai quali si sommano 12 lavoratori già rimasti senza lavoro a causa della mancata proroga dei contratti. Una situazione che, secondo i sindacati, “evidenzia l’urgenza di affrontare i nodi della precarietà e della mancanza di tutele nel territorio”. Le sigle confederali accusano l’azienda di aver rifiutato tutte le alternative possibili per evitare i licenziamenti: dalla mobilità volontaria assistita alle misure di sostegno all’occupazione garantite dagli ammortizzatori sociali. Ora i sindacati annunciano che valuteranno “tutte le azioni utili, sindacali e legali”, compresa l’impugnazione dei licenziamenti ritenuti illegittimi. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, che ha ribadito l’intenzione di avviare un Tavolo regionale permanente sul mobile imbottito, richiesto da tempo da CGIL, CISL e UIL. Un passo ritenuto urgente alla luce della vertenza Gruppo 8, considerata emblematicamente grave e sintomatica delle criticità strutturali del settore.

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