EMILIA-ROMAGNA: Cooperative sociali, lavoro per 2.135 persone svantaggiate | VIDEO
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Si è tenuta a Bologna l’assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna: un momento di confronto per il settore delle cooperative sociali, tra attualità e nuove sfide e sull’importanza del rapporto con la pubblica amministrazione e le istituzioni del territorio, a partire dalla Regione.
L'importanza delle cooperative sociali e il loro ruolo sul territorio. Nell'assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna dal titolo: "oltre il giardino, l'economia sociale per i diritti, contro le disuguaglianze" i temi affrontati sono stati diversi: lavoro, rapporto con la pubblica amministrazione e futuro per un settore che vede 2.135 persone svantaggiate al lavoro e un beneficio da oltre 10 milioni di euro per la Pubblica Amministrazione.
Un sistema, quello della cooperazione sociale iscritta all’Albo in Emilia-Romagna, che conta 679 imprese, che coniuga inclusione, lavoro e sviluppo economico e sociale e capace di generare valore per le persone e per la collettività.
“La cooperazione sociale di tipo B rappresenta una delle espressioni più avanzate dell’economia sociale, capace di coniugare impresa e interesse generale. Non siamo semplicemente produttori di servizi, ma soggetti che promuovono inclusione, diritti e partecipazione, contribuendo in modo concreto alla costruzione di comunità più coese e a un modello di sviluppo più equo”, ha dichiarato durante il suo intervento di apertura Antonio Buzzi, presidente Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna
“La ricerca mette in luce il valore generato dalla cooperazione sociale di inserimento lavorativo, non solo in termini di inclusione ma anche di impatto economico, evidenziando un contributo spesso non pienamente riconosciuto nei tradizionali sistemi di misurazione – ha commentato il presidente Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza -. In una fase storica globale segnata da profondi cambiamenti, il contributo della cooperazione diventa sempre più strategico per garantire diritti, creare opportunità e rafforzare la tenuta delle comunità”.