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CESENA: Trevi, migliorano i conti

ECONOMIA - Dopo aver registrato nel secondo trimestre dell’esercizio corrente una pesante perdita nella realizzazione di un impianto di perforazione petrolifera su piattaforma in mare il Gruppo Trevi sta rientrando in un regime di attività normale. Lo stanno a dimostrare non solo i Ricavi Totali conseguiti per 355 milioni di Euro, ma soprattutto il M.O.L. di 32,8 milioni e il Risultato Operativo di quasi 16 milioni. Detti margini sono in linea, in valore assoluto, con quelli dello stesso trimestre dell’anno precedente. Il Gruppo aveva previsto di poter realizzare nel trimestre margini ancor migliori. Ciò non è stato possibile per il permanere nel settore Oil & Gas di pressioni competitive sui prezzi e il rinvio dell’assegnazione di alcuni nuovi ordini. Nel settore fondazioni permane in generale un clima positivo con volumi e margini in miglioramento rispetto al primo semestre; tuttavia non sono mancati specifici problemi su alcuni paesi in cui il settore ha sviluppato commesse. Di conseguenza la guidance per l’anno in corso viene rivista come riportato di seguito. La società prevede per l’ultimo trimestre dell’esercizio in corso un incremento importante del volume dei ricavi rispetto ai trimestri precedenti; questi sembrano destinati a superare i 400 milioni di Euro. La stima trova supporto nel Portafoglio Ordini, che ammonta al 30 settembre a circa € 1.117,2 milioni, con un incremento del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (+1% rispetto al 31 dicembre 2014).

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FAENZA: Lei lo rifiuta, lui la picchia, arrestato serbo 22enne

CRONACA - I Carabinieri della Compagnia di Ravenna, alle luci dell’alba di venerdì 13 novembre, hanno tratto in arresto un 22enne con l’accusa di violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale, violenza privata e maltrattamenti in famiglia. Nella prima mattinata è arrivata al 112 una richiesta di emergenza per una lite in corso all’interno di una abitazione, dove un ragazzo, un serbo classe ’93, stava dando in escandescenze davanti alla madre, alla sorella e alla compagna; i due ragazzi avevano trascorso la serata insieme, dopo che lui stesso era andato a prendere la compagna a Faenza. Una volta giunti a casa i due sono arrivati ad atteggiamenti intimi che però l’uomo deve aver equivocato; la ragazza infatti, man mano che le attenzioni si facevano più pressanti ha tenuto a precisare che non intendeva avere un rapporto sessuale, pertanto fermava le ambizioni del 22enne e si rivestiva. Dal diniego della donna nasceva una discussione che seppur accesa, inizialmente non è sfociato in null’altro che delle urla: quando però per lei si è rivestita per tornare a casa, il ragazzo ha perso la testa ed ha dapprima schiaffeggiato la compagna, in un secondo momento, quando quest’ultima è riuscita a divincolarsi e scappare alla porta, lui le ha bloccato fisicamente l’uscio frapponendosi con il proprio corpo. Anche il tentativo disperato di chiamare i Carabinieri con il proprio cellulare è andato a vuoto, dopo che il compagno le ha strappato di mano il telefono sbattendolo a terra con violenza, prima di riprendere spintonarla violentemente contro il muro. A questo punto però le urla sono state udite anche dalla mamma e dalla sorella del serbo che subito sono accorse in soccorso alla malcapitata e distraendo il ragazzo, sempre più fuori di sé, sono riuscite finalmente a chiamare il 112. Immediatamente sono giunti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile; purtroppo tutto ciò non è servito a placare le ire del giovane, che prima ha dato uno schiaffo alla sorella per aver contattato le forze dell’ordine e poi si è scagliato anche contro i militari intervenuti che si sono visti costretti ad immobilizzarlo per accompagnarlo in Caserma.  Al termine degli accertamenti è stato dichiarato in stato di arresto e trattenuto in camera di sicurezza. Giudicato per rito direttissimo nel tardo pomeriggio di ieri 13 novembre ha rimediato una condanna a 6 mesi di carcere, pena sospesa.

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BOLOGNA: Passante Nord, Merola dice "No", la Romagna danneggiata - VIDEO

POLITICA - Saranno state forse le ormai prossime elezioni amministrative a decretare oggi la fine dell'ipotesi di costruzione del passante nord autostradale nel nodo bolognese. Quotidiani oggi a piene pagine sul tema, anche nazionali, per raccontare come la politica, questa volta locale, pare abbia sepolto un'opera attesa da anni e da molti invocata. In sostanza, dopo la protesta di alcuni sindaci di piccoli comuni interessati, nelle scorse ore era arrivato lo stop da parte di Virginio Merola, primo cittadino di Bologna a fine mandato, la cui ricandidatura non è ancora definita e che forse è alla ricerca di un maggiore consenso. Erano decenni che si discuteva dell'infrastruttura che di recente aveva ottenuto il via libera sia dal governo che dalla società autostrade. L'opera, della lunghezza di poco meno di 40 kilometri, avrebbe permesso di collegare la A14 con le autostrade più a nord con un tracciato ad est della città, liberando la già congestionata tangenziale cittadina, velocizzando i collegamenti e portando sviluppo ad aree disagiate della provincia bolognese. Un tratto autostradale nuovo, che avrebbe permesso di raggiungere in minor tempo la Romagna, specialmente nei periodi estivi. “L'opera sarebbe nata già morta” così ha commentato il primo cittadino Merola, annunciando la volontà di provare a riutilizzare tali fondi per altri tipi di opere, soltanto però utili alla popolazione residente bolognese e non al contesto nazionale e regionale. Come risolvere la questione traffico? Pare stia tornando di moda quel vecchio progetto che prevede l'allargamento dei tracciati di autostrada e tangenziale a 3 corsie cadauno, con costi forse molto più alti, problemi logistici non di poco conto, come la vicinanza delle abitazioni e non ultimo il fatto che solo pochi anni fa si era costruita la terza corsia dinamica che aveva comportato una spesa veramente rilevante.

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FORLÌ: Il settore termale è in crisi - VIDEO

ECONOMIA - Gli albergatori, tramite la loro associazione, chiedono aiuti e tasse meno pesanti per invertire il trend negativo che prosegue da anni.

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CESENA: Fondazione Serra verso lo scioglimento

ATTUALITÀ - Staffetta di competenze fra la Fondazione Serra e il Comitato Scientifico della Biblioteca Malatestiana. D’ora in poi sarà quest’ultimo ad avere il compito di programmare attività e iniziative  per valorizzare l’opera di Renato Serra e il Museo Casa Serra, mentre la Fondazione Serra verrà sciolta. Questo il senso della proposta di delibera approvato dall’Amministrazione comunale di Cesena e che sarà sottoposta al voto del Consiglio comunale in una prossima seduta. In vista di questo passaggio (che sarà preceduto dall’esame della Commissione consiliare competente), il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alla Cultura Christian Castorri hanno inviato una comunicazione a tutti i consiglieri comunali per illustrare le ragioni che hanno portato la Giunta ad assumere questa decisione e per ribadire l’impegno a mantenere viva e promuovere la memoria di Serra, sulla scia dell’attività svolta nel centenario della sua morte, individuando strumenti e modalità più idonee.

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