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RIMINI: Fellini nelle Teche Rai, approvato l'accordo di utilizzo

ATTUALITÀ - Federico Fellini a colloquio con il critico Antonio Debenedetti, che parla del romanzo America di Franz Kafka; Roberto Benigni che racconta del progetto su Pinocchio mai realizzato da Fellini; Sergio Zavoli che intervista Georges Simenon sul set di 8 ½; il Diario segreto di Amarcord, il backstage di Maurizio Mein e Liliana Betti; Fellini insieme a Ingmar Bergman; i servizi di Lello Bersani e Vincenzo Mollica trasmessi in occasione delle uscite dei film del regista riminese. Sono solo alcune delle perle di quel tesoro che è l'archivio delle Teche Rai, decine di ore di filmati relativi alla vita e al cinema di Fellini, una miniera pressoché inesauribile di informazioni e di spunti, che la Rai, in virtù di un accordo con il Comune di Rimini, fornirà a titolo gratuito alla Cineteca Comunale. Un tassello di importanza fondamentale nella creazione del centro di studi dedicato a Fellini: un centro di ricerca e di divulgazione di rilievo nazionale e internazionale, di cui fanno già parte le oltre mille monografie acquisite dall'ex associazione Fondazione Fellini e catalogate nel corso del 2015 dalla Cineteca Comunale. Un lavoro di schedatura che proseguirà con l'inserimento nel catalogo del Servizio bibliotecario nazionale anche delle riviste e del materiale audiovisivo.  Il protocollo d'intesa con la Rai, che è stato deliberato ieri dalla Giunta Comunale di Rimini e che sarà formalizzato nei prossimi giorni, aggiorna e amplia quello sottoscritto dalla Fondazione Fellini nel 2010. Rispetto al precedente, il nuovo accordo, oltre ad essere decennale, estende l'utilizzo del materiale anche a fini espositivi, e non solo di studio, e prevede la fornitura delle copie dei filmati su supporto digitale e l'integrazione con gli ulteriori contributi audiovisivi che le Teche dovessero in futuro individuare nei propri archivi. “Questo accordo con una delle massime istituzioni culturali del Paese rappresenta un nuovo importante passo avanti di quel percorso di valorizzazione e promozione della figura e dell’opera del Maestro che la nostra città ha avviato – sottolineano il sindaco riminese Andrea Gnassi e l’assessore alla Cultura Massimo Pulini – andando ad incrementare il già importante patrimonio che il Comune ha acquisito dalla Fondazione Fellini, composta oltre che dal ‘Libro dei Sogni’, da centinaia di opere grafiche, libri, filmati. Avere la possibilità di attingere e soprattutto di poter condividere un tesoro dal valore inestimabile quale quello dell’archivio delle Teche Rai rappresenta quindi un’opportunità importante, in prospettiva della creazione del centro studi dedicato a Fellini e in previsione della imminente apertura della Casa del Cinema all’ex Fulgor, su cui solo qualche giorno fa sono caduti i veli svelandone la facciata restaurata”.

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METEO: Le videoprevisioni per il 28 gennaio 2016 – VIDEO

ATTUALITÀ - dati a cura di ANDREA RAGGINI – EMILIAROMAGNAMETEO.COM

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EMILIA ROMAGNA: Giorno Memoria, per Bonaccini "difendere i principi di dignità"

POLITICA - "La Giornata della Memoria impegna le coscienze di tutti. Perché troppo grande è stata la tragedia che essa vuole ricordare". Lo afferma Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, in occasione della ricorrenza della Giornata nella quale si ricorda la tragedia della Shoah. "Memoria - prosegue Bonaccini - deve essere la nostra capacità di difendere in ogni momento, ogni giorno, i principi della dignità dell'uomo, della libertà. A partire dalla lotta quotidiana per difendere la democrazia contro ogni forma di violenta sopraffazione, contro ogni tentativo di imporre tutto ciò che non è dignità, libertà e democrazia. Anche il Memoriale della Shoah, che si inaugura oggi a Bologna - città vittima di tanti, troppi atti di violenza - rappresenta un luogo da vivere, per diffondere cultura e investire per la pace, come hanno detto i rappresentanti della comunità ebraica bolognese" . "Solo la cultura - conclude Bonaccini - può aiutarci nel cammino, non sempre agevole, di tutela della pace e di tutti quei principi per i quali milioni di persone vennero privati - con violenza indicibile - del loro mondo, dei loro affetti e della loro vita. Anche da questo monumento, qui a Bologna, deve trovare nuova forza l'impegno di tutti per la libertà e per la democrazia". (ANSA).

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DOVADOLA: 52° Anniversario della Morte di Benedetta Bianchi Porro

Domenica scorsa, nell'Abbazia di Sant'Andrea a Dovadola, dove è conservato il sarcofago che contiene la salma di Benedetta Bianchi Porro, si è tenuta la solenne celebrazione per ricordare il 52° anniversario della sua morte.La concelebrazione eucaristica è stata presieduta dal Vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, il Cardinale Angelo Comastri, con l’intervento di altri trenta sacerdoti provenienti da tutta Italia, tra cui S.E. Card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e S.E. Mons. Lino Pizzi, Vescovo di Forlì-Bertinoro. La commemorazione ha visto la partecipazione di gran parte dei sindaci del comprensorio forlivese oltre che di decine e decine di pellegrini accorsi a rendere omaggio a questa indimenticabile figura di accettazione della sofferenza e della malattia.Il percorso di vita della Venerabile Benedetta Bianchi Porro è infatti stato una “via crucis" di momenti di buio e di paura, documentati da diari, lettere e testimonianze raccolte da parenti e amici.Nata a Dovadola nell’agosto del 1936, le sue sofferenze iniziano nei primi mesi di vita: nel novembre dello stesso anno è colpita da poliomielite. A dieci anni prima le duole un piede, poi la testa, poi diventa zoppa, poi non riesce più a stare eretta e seguono una serie di dolorosi interventi. A sedici anni il suo calvario continua e perde l’udito: i medici all’inizio la scambiano per una malattia nervosa e nonostante ciò, Benedetta si s’iscrive alla facoltà di medicina e sarà lei stessa a diagnosticare la sua patologia di cui nessuno capiva nulla: è una forma tumorale diffusa che conduce alla perdita progressiva di tutti i cinque sensi. È in queste condizioni che scopre la sua vocazione e si lega fortemente al mistero di Dio . Il giorno della sua morte chiama sua madre e le dice: “Mamma, mettiti in ginocchio e ringrazia Dio per me per tutto quello che mi ha dato”.S.E. Mons. Lino Pizzi : ”Una testimonianza molto bella di come ha saputo accettare la sua malattia e il suo venir meno pian piano: spiritualmente è cresciuta in un modo straordinario. Ha dato una lezione valida ancora oggi di come vivere la sofferenza e la mattia e di come affrontare la morte.”S.E. Cardinal. Francesco Montenegro: “ La mia presenza è quasi un debito di riconoscenza verso questa figura straordinaria quale è Benedetta. Ero un giovane prete quando mi capitò in mano uno dei suoi libri e da allora in poi ho voluto approfondire questa conoscenza e ho diffuso la figura di Benedetta nel Messinese e ad Agrigento. La considero la “Santa della gioia”: una donna che nel suo dolore ha saputo parlare di gioia e ha saputo vivere la sua sofferenza sublimandola e vivendola alla luce della croce. Anche quando ne sentiva il peso della malattia aveva sempre il cuore rivolto al cielo. Nelle sue lettere traspare come il suo amore per la vita la riempiva completamente, tanto che poi lo comunicava agli altri. Nei momenti in cui la vita non è apprezzata, avere figure come questa ci aiutano davvero ad andare oltre.”


FORLÌ: Ladri si arrampicano al terzo piano, preso un 42enne albanese - LE FOTO

CRONACA - Si sono arrampicati al terzo piano di un’abitazione di Ca’Ossi, a Forlì, barricandosi in camera da letto per impedire ai proprietari di casa di disturbarli mentre arraffavano gli oggetti di valore. Poi, si sono calati dalla finestra e sono scappati in auto. Per il furto è finito in manette un 42enne albanese, intercettato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile su una “Kia carnival” da tempo monitorata dai militari. L’uomo ha tentato di fuggire ma è stato bloccato, mentre sono riusciti a far perdere le proprie tracce i due complici. Nell’auto sono stati trovati monili d’oro e altri oggetti provenienti dall’appartamento, oltre ad attrezzi da scasso e un passaporto di un complice, anche lui albanese, di 22 anni. I carabinieri hanno perquisito la casa dell’arrestato: all’arrivo dei militari una giovane albanese ha cercato di gettare nel water alcuni preziosi ed è stata denunciata per ricettazione. Oltre ai gioielli, sono stati sequestrati gli attrezzi da scasso, due telefoni cellulari e 330 euro.

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