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FORLÌ: 84enne trovato morto in casa, mistero da chiarire - VIDEO

CRONACA - Una morte ancora tutta da chiarire quella di Rino Benini, l’84enne ritrovato cadavere all'interno della camera da letto dell'appartamento che occupava a Santa Maria Nuova, frazione del comune di Bertinoro. A dare l'allarme, ieri in mattinata, un tunisino 30enne che da circa un mese era ospite dell'anziano. Secondo il racconto del magrebino ieri mattina dopo essere uscito per fare colazione in un vicino bar, al suo ritorno nessuno aveva risposto al suonare al campanello, dato che non aveva le chiavi di casa. Alla fine il 30enne si è recato da una vicina di casa per chiamare le forze dell'ordine. I vigili del fuoco accorsi hanno forzato la porta d'ingresso, trovando l'appartamento invaso dal fumo, in modo particolare la camera da letto. Qui è stato rinvenuto il corpo ormai privo di vita del Benini. L'anziano era steso sul letto, addosso una coperta, di materiale sintetico, semidistrutta dal fuoco che aveva provocato anche delle ustioni sul corpo dell'uomo. Da qui l'ipotesi che a provocarne la morte sia stato il soffocamento a causa del denso fumo. Ma c'è un particolare di primaria importanza che deve essere ancora chiarito: cosa ha innescato l'incendio che ha reso irrespirabile l'aria all'interno dell'appartamento? I rilievi effettuati dagli specialisti dei vigili del fuoco al momento non avrebbero trovato tracce che permettano di risalire alle cause del fuoco. Niente liquidi infiammabili, niente prese elettriche o elettrodomestici difettosi. Pare che Benini fosse un moderato fumatore, ma non sarebbe stato ritrovato alcun mozzicone di sigaretta. Sul posto oltre al medico legale anche il magistrato di turno, il pm Federica Messina. In attesa degli esiti degli esami autoptici per chiarire le esatte cause della morte dell'anziano, le indagini proseguono nell'appartamento posto sotto sequestro.

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ROMAGNA: Anche Giovanni Pascoli andava a prostitute

ATTUALITÀ - Giovanni Pascoli frequentò case di tolleranza? Pare di si. A sostenerlo è Rosita Boschetti che nel suo nuovo volume racconta particolari inediti della vita sentimentali del Poeta, dopo che, a distanza di cento anni, alcune lettere sono state desecretate.  Un libro che racconta un'altra storia che ribalta così un'immagine del Poeta di San Mauro Pascoli, comune romagnolo, sedimentata e consolidata da anni: quella di un Pascoli moderatamente attento al mondo femminile, poco virile o magari legato morbosamente alle sorelle. “Pascoli Innamorato. La vita sentimentale del Poeta di San Mauro”, volume di Rosita Boschetti, direttrice del Museo Casa Pascoli di San Mauro Pascoli, lo dice subito invece, a pagina 28: egli era, almeno in gioventù un frequentatore di case di tolleranza. Una scoperta sicuramente inaspettata, relativa al periodo giovanile del poeta, che emerge dal carteggio con il fratello Raffaele, precisamente da una delle 389 lettere secretate, contenute nel fondo pascoliano dell'archivio della Scuola Superiore Normale di Pisa, reso solo recentemente accessibile e svincolato. È lì che troviamo la lettera inequivocabile con la quale Giovanni annota, da Matera, tra le spese mensili «65 lire al mese per mangiare, 25 per dormire, 7 alla serva, 2 al casino (necessità), 15 in libri (più che necessità)». Questa rivelazione è contenuta nel volume “Pascoli innamorato. La vita sentimentale del poeta di San Mauro”, che sarà presentato al pubblico domenica 13 dicembre alle ore 17,00 a San Mauro Pascoli a Villa Torlonia-Parco Poesia Pascoli (via Due Martiri, 2 San Mauro Pascoli- FC). Una clamorosa scoperta dunque, che ribalta completamente il cliché imposto dalla tradizione, come sempre derivato dalla biografia ufficiale, quella di Mariù. La sorella, non poteva conoscere i fatti nella loro completezza, né avrebbe mai potuto fare trapelare qualcosa da lei giudicato sconveniente: il fratello non era però quel giovane sofferente ed emotivamente fragile, attaccato morbosamente alle sorelle, né tanto meno un uomo traumatizzato e avulso dalla realtà. Al contrario, questa rivelazione, oltre alla ricca documentazione raccolta nel libro sulla vita sentimentale del poeta, riporta l’immagine autentica di un uomo che, nonostante le  inquietudini e il dolore, non aveva rinunciato alla vita. Insomma, una rilettura della biografia pascoliana che si inserisce nel percorso di ricerca condotta in questi ultimi venti anni, proprio a San Mauro Pascoli, da una nuova generazione di studiosi, che contribuisce alla rivalutazione della vita del poeta, sotto aspetti inediti, mai rivelati, che vale la pena di riscoprire.

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EMILIA ROMAGNA: Allevamenti, al via i presidi anti-lupo

ATTUALITÀ - Al via in tutto il territorio regionale  i primi presidi anti-lupo, finanziati dalla regione, a difesa degli allevamenti. I dati  confermano, infatti, che la prevenzione  serve: i danni all’agricoltura della fauna selvatica sono infatti in diminuzione anche nel 2015. E sempre a proposito di lupi un automobilista nel percorre ieri una strada sulle colline imolesi ha investito quello che pareva un grosso cane.  Avvicinandosi all'animale ferito l'automobilista si è accorto che, in realtà, era un lupo. Ha così avvertito la polizia, mentre l’animale si allontanava, zoppicando, verso le colline. Sono subito scattate le ricerche e alla fine, come vedete nella foto, il lupo è stato rintracciato, seminascosto in un fossato. L'animale è stato addormentato con due freccette di anestetico e poi  trasportato in un centro specializzato di Bologna per tutte le cure del caso, prima di essere rimesso in libertà.

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FORLÌ: Per Molea "No ai tagli alle province"

POLITICA - "No ai tagli alle province e ai servizi per 500 milioni: la manutenzione di strade e scuole e l’assistenza alla disabilità devono essere sostenuti dal governo e non possono essere trattati come mere voci di bilancio". Il deputato forlivese Bruno Molea, vice capogruppo alla camera di Scelta Civica, si associa all’appello dell’Unione delle province d’Italia contro i tagli agli enti: "Sono d’accordo con il sindaco e presidente di provincia di Forlì-Cesena, Davide Drei: così si corre il rischio di creare cittadini di serie A e B, divisi tra grandi città e territori di provincia. Darò il mio appoggio - assicura Molea - in sede parlamentare perché vengano approvati  gli emendamenti alla legge di Stabilità".

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COMACCHIO: Trafugavano reperti archeologici, denunciati due "tombaroli" - FOTO

CRONACA - È proprio nelle immediate adiacenze del sito archeologico denominato “Abitato di Spina”, dove pochi giorni fa gli uomini della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna hanno portato alla luce un basamento con decorazioni in bassorilievo e fregi chiaramente riconducibili all’epoca augustea, e prima ancora i resti di un faro romano, che i finanzieri della Tenenza di Comacchio hanno denunciato due “tombaroli” per illecite ricerche archeologiche e sequestrato oltre 700 reperti dei quali si stavano impossessando. Si tratta di frammenti ceramici (verosimilmente orli, pareti, anse e fondi), suddivisi tra ceramica in vernice nera, ceramica grigia e ceramica grezza di notevole pregio e interesse: alcune riportano da un preliminare esame, tracce di rotellature e palmette a stampo, tutti di epoca etrusca. I reperti sono stati trovati nel bagagliaio di una macchina di un centese con l’hobby dell’archeologia: era quasi il tramonto quando i finanzieri che perlustravano la zona lo hanno sorpreso insieme ad una donna munito degli attrezzi del mestiere, una pala e un sacco. Ma questa volta i finanzieri non si sono trovati di fronte ai classici tombaroli alla ricerca di oggetti antichi da piazzare a collezionisti sul mercato illecito, ma di persone appassionate di studi classici convinti che la grande storia si nasconda nei piccoli reperti ritrovati: nelle loro case ubicate nel centese sono stati scoperti altri 1.600 frammenti di ceramica, dei quali circa 500 con decorazioni dipinte a figure nere e figure rosse di epoca etrusca ed altre riferibili apparentemente ad età rinascimentale. Gli altri 1.100 pezzi ritrovati a seguito delle perquisizioni effettuate devono essere ancora classificati. Le testimonianze del passato, spesso cariche di un valore aggiunto in quanto opere d’arte, sono considerate testimonianze aventi valore di civiltà e segni della memoria e dell’identità collettiva, principi così importanti da essere elevati a rango costituzionale. Le ricerche non autorizzate, che depredano i siti archeologici e le antiche sepolture, con lo scopo di lucrare dalla compravendita degli antichi vasi e degli altri oggetti preziosi, rendono spesso vano ogni tentativo di ricostruzione e studio. La collaborazione fra la Guardia di Finanza e la Sovrintendenza Archeologia Emilia Romagna a difesa del bene pubblico, conferma come sia importante difendere l’identità del territorio per riportare alla luce resti che testimoniano l’esistenza di civiltà antiche e impedire che tali beni possano essere sottratti al patrimonio storico-archeologico del Paese.

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