ROMAGNA: Spiagge, Pettiti, “fare le gare”, balneari pronti ad opporsi | VIDEO
ATTUALITÀ - Il governo italiano ha tempo fino al 15 gennaio per fornire alla Commissione europea rassicurazioni sulle concessioni balneari e evitare così una procedura d'infrazione. Il presidente Mattarella, nei giorni scorsi, ha sollecitato il governo a rispondere all'UE e avviare la riforma delle concessioni. La premier Meloni assicura che il governo sta lavorando su una norma per mettere ordine e confrontarsi con l'UE, valutando anche la possibilità di bandi con premialità agli operatori esistenti. Ci sono, però, contrasti interni su questo argomento, con il ministro Salvini e altri contrari. Dalla mappatura recente emerge che solo il 33% delle spiagge italiane è concesso, mentre il resto è libero e, sulla base di questi dati, sottolinea al Resto del Carlino, Mauro Vanni, presidente delle imprese demaniali di Confartigianato, l’Italia può dimostrare di non dover fare bandi, perché quest’ultimi sarebbero necessari quando si presenta una scarsità di risorse naturali. Gli operatori balneari, inoltre, sono preoccupati per la riduzione del 4,5% nei canoni demaniali annui legati all'inflazione.. La presidente del Consiglio regionale dell'Emilia Romagna, Emma Petitti, propone una legge di riordino entro due mesi e una proroga di un anno per permettere ai Comuni di bandire gare. Petitti critica la mancanza di proposte serie dal 2008, indipendentemente dai governi. In conclusione, la questione delle concessioni balneari in Italia è al centro di un confronto tra governo, operatori e istituzioni europee, con posizioni divergenti sulle modalità di gestione delle spiagge.