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FAENZA: Incidente ferroviario, il Frecciarossa ha tamponato arretrando | VIDEO

CRONACA - Sono già partite le indagini per fare luce sul drammatico incidente avvenuto ieri sera all’altezza di Faenza dove due treni si sono scontrati provocando diversi feriti. Poteva essere una strage. Questa l’opinione più diffusa sull’incidente avvenuto nella serata di domenica lungo la tratta ferroviaria tra Forlì e Faenza che ha coinvolto due treni, un regionale e un Frecciarossa, che si sono scontrati, o meglio tamponati, mentre procedevano nella stessa direzione. L’impatto è stato violento ma non letale. Uno dei due convogli era fermo mentre l’altro viaggiava a velocità molto ridotta. Questo il motivo per cui il bilancio dei feriti è stato di 17 persone, che hanno rimediato contusioni di lieve entità. 118 e vigili del fuoco sono intervenuti pochi minuti dopo lo schianto, avvenuto alle 20.20, per prestare i primi soccorsi, dopodichè tutti i passeggeri sono stati fatti scendere dai treni e accompagnati a destinazione con mezzi alternativi. Ora però si cerca di capire quale sia stata l’esatta dinamica e soprattutto di accertare le responsabilità dei fatti. La Procura di Ravenna ha già aperto un fascicolo. Dalle prime ricostruzioni sembra che entrambi i treni, che viaggiavano in direzione Faenza, fossero in un primo momento entrambi fermi uno dietro l’altro. A un certo punto, tuttavia, il Frecciarossa sarebbe arretrato finendo per colpire il regionale. Sono in corso indagini interne per capire il motivo per il quale il convoglio sia tornato indietro a bassa velocità, se per un guasto o un errore tecnico. Del caso si sta interessando anche il Ministro ai Trasporti Salvini che ha ordinato  una relazione di quanto accaduto chiedendo di “Fare subito luce sulle cause dello scontro”. L’incidente ha ovviamente causato molti disagi, 4 i treni che in serata sono dovuti restare fermi nelle stazioni di Forlì, Cesena e Rimini in attesa di ripartire e anche durante la mattinata di lunedì i tecnici delle ferrovie hanno dovuto lavorare per ripristinare la linea. Il tutto assieme alla forze dell’ordine, impegnate nei rilievi. “Siamo preoccupati per l’ennesimo incidente registrato sui binari italiani” è l’appello del Codacons, che chiede un confronto con Trenitalia e Governo per affrontare il delicato tema della sicurezza ferroviaria. Inoltre l’associazione per i consumatori fa sapere che offrirà “assistenza legale ai passeggeri dei due convogli coinvolti nello scontro di ieri, i quali possono chiedere un giusto risarcimento dei danni anche in assenza di lesioni fisiche e solo per la paura e lo stress subiti e per i rischi corsi a causa dell’incidente”.

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BOLOGNA: Moglie e suocera morta, il medico Amato rinviato a giudizio

CRONACA - È stato rinviato a giudizio dalla Gup Nadia Buttelli il medico Giampaolo Amato, accusato da Procura (procuratrice aggiunta Morena Plazzi e pm Domenico Ambrosino) e carabinieri dell'omicidio della moglie Isabella Linsalata e anche di quello della suocera Giulia Tateo. Il processo comincerà il prossimo 6 marzo. Amato ha rilasciato dichiarazioni spontanee proclamando ancora una volta la sua innocenza e dicendo che da 8 mesi (il medico è in carcere dall'8 aprile) si sente privato di tutto. L'imputato, assistito dagli avvocati Cesarina Mitaritonna e Gianlugi Lebro, ha chiesto una attenuazione della misura cautelare passando dal carcere ai domiciliari. La giudice si è riservata la decisione. Parti civili nel processo saranno la sorella di Isabella Linsalata e il fratello di Giulia Tateo, assistiti rispettivamente dagli avvocati Maurizio Merlini e Francesca Stortoni. Prima di lasciare il Tribunale, Amato, scortato dagli agenti di polizia penitenziaria, ha abbracciato e baciato, così come aveva fatto al suo arrivo, alcuni parenti e amici che lo attendevano fuori dall'aula. "Ci vediamo a marzo in Corte d'Assise, lì ci difenderemo nel modo più totale, quella è la sede in cui si può discutere di questo processo, che è veramente un processo indiziario". Lo ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti l'avvocato Cesarina Mitaritonna, che insieme al collega Gianluigi Lebro, assiste il 64enne oftalmologo ed ex medico della Virtus Pallacanestro, Giampaolo Amato. Questa mattina Amato è stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale di Bologna per l'omicidio della moglie Isabella Linsalata e anche per quello della suocera Giulia Tateo. Quella di oggi è stata una "udienza inutile - ha detto ancora Mitaritonna -, di passaggio, che non porta a nulla". Amato, che è arrivato in Tribunale camminando con una stampella, è "molto provato, ma è innocente", ha concluso il legale.

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MILANO: Caso Mercatone Uno, pm chiede processo per ex commissari

ATTUALITÀ - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone nell'ambito del secondo filone di indagini per bancarotta fraudolenta sulla vicenda con al centro Shernon Holding srl, società che gestiva 55 punti vendita di Mercatone Uno e che aveva oltre 1.800 dipendenti e poi dichiarata fallita nel maggio 2019, con "un passivo accertato" di "95 milioni e 631mila euro". Tra i cinque imputati, a seguito delle indagini coordinate dai pm Luca Gaglio e Roberta Amadeo e dall'aggiunto Laura Pedio e condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, figurano Valdero Rigoni e Michael Thalmann, ex amministratori di Shernon, ma anche Ermanno Sgaravato, Stefano Cohen e Vincenzo Tassinari, in qualità di "commissari straordinari" all'epoca "del Gruppo Mercatone Uno", che era stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria. Come era emerso quando la Gdf aveva effettuato perquisizioni nel marzo 2021, questo filone di indagini, chiuso lo scorso giugno, ha visto al centro un accordo, articolato in più contratti collegati, che risale al 2018 e che ha avuto tra i protagonisti l'amministrazione straordinaria del gruppo Mercatone Uno, a cui faceva capo la catena di supermercati, con i suoi tre commissari, e gli amministratori della Shernon. Gli indagati, secondo l'accusa, avrebbero "simulato il rispetto" del provvedimento autorizzativo del Ministero dello Sviluppo Economico, "del parere del Comitato di Sorveglianza" e del contratto preliminare del 2018 ma, nella sostanza, avrebbero, invece, realizzato "un'operazione che sin dall'origine" non sarebbe stata idonea a garantire "la continuità aziendale" di Shernon. In particolare, avrebbero sottratto a Shernon "le rimanenze del Gruppo Mercatone Uno" che rappresentavano "l'unica risorsa con cui Shernon avrebbe potuto generare i flussi di cassa idonei a garantire nell'immediato la gestione ordinaria", aggirando "il divieto di cessione delle rimanenze a soggetti terzi diversi da Shernon imposto dal ministero".

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ROMAGNA: Ponte dell’Immacolata, boom di presenze | VIDEO

ATTUALITÀ - Le città della Romagna si illuminano con le decorazioni natalizie, ma non  fanno mancare eventi e attrazioni per adulti e bambini. Eventi che hanno avuto il banco di prova con questo ponte dell’Immacolata, raggiungendo ottimi risultati di presenze. A Rimini il concerto di Laura Pausini ha dato il via alle festività con il botto facendo da traino ad un ponte con numeri davvero interessanti. Come si legge sulla stampa locale, si parla addirittura di sold out registrato dai 400 hotel aperti nel weekend appena trascorso. Un risultato ottenuto anche grazie ad alcuni appuntamenti eccezionali, tra cui Comunione e liberazione, Ginnastica in festa e conferenza nazionale di Rinnovamento nello Spirito, oltre ad , appunto, il concerto della Pausini. Bene anche l’entroterra  dove i comuni si sono mossi con decorazioni natalizie, eventi e mercatini di Natale. Ottimi risultati anche per le città d’arte, a Ravenna, già qualche giorno prima del ponte alcuni hotel del centro registravano il tutto esaurito. A Forlì piazza piena per l’accensione del videomapping  con tanto di show in piazza per l’Immacolata. Andrea Corsini, assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna, in un intervista alla stampa locale si è dimostrato ottimista sull’andamento turistico di fine anno in Romagna, con un ponte dell’Immacolata che fa già da traino alle prenotazioni di Natale e  Capodanno, dopo un anno complicato per il turismo.  In particolare si prospetta un tutto esaurito per Rimini con il concertone di Capodanno che vedrà sul palco Biagio Antonacci.

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BOLOGNA: Al Navile il primo Cau per le emergenze sanitarie soft

CRONACA - A Bologna è stato inaugurato, al Navile, il primo Cau, Centro di assistenza e urgenza, per i codici verdi e bianchi. L'obiettivo è alleggerire il lavoro e le attese nei Pronto soccorso. Nella mattina di apertura ha registrato già sei ingressi. È stato inaugurato a Bologna città il primo Cau, Centro di assistenza e urgenza, all'interno della Casa della Comunità Navile, che diventa così la prima struttura di questo tipo in Italia aperta 24 ore su 24, come ha sottolineato l'assessore comunale al Welfare, Luca Rizzo Nervo. È il terzo Cau nella città metropolitana, dopo quelli realizzati a Budrio e Vergato dove prima c'erano i pronto soccorso e s'inserisce nella riforma dell'Emergenza urgenza decisa dalla Regione Emilia-Romagna. Il prossimo nel Bolognese sarà inaugurato il 18 dicembre a Casalecchio di Reno. L'obiettivo è di aprirne una cinquantina sul territorio regionale entro il 2024, compresi quelli nelle adiacenze dei grandi ospedali come il Maggiore e il Sant'Orsola, per gestire i codici verdi e bianchi. “Se la sanità privata fa un passo avanti, noi del Comune ne facciamo tre” ha assicurato il sindaco Matteo Lepore. "I numeri sono confortanti - sottolinea l'assessore regionale alle politiche per la Salute Raffaele Donini -. Dove ci sono i Cau e prima c'era un Pronto soccorso e i dati di accesso sono sovrapponibili e i tempi di attesa entro le 2 ore dalla presa in carico all'uscita del paziente".  Al Cau del Navile durante il giorno è prevista la presenza di 2 medici, 2 infermieri e 1 operatore sanitario, durante la notte invece di 1 medico e 1 infermiere. "L'incognita è l'afflusso - spiega il direttore generale dell'Ausl di Bologna, Paolo Bordon - abbiamo un modello che prevede fino a 3 medici al giorno". Nella struttura possono essere svolte indagini diagnostiche legate alla bassa complessità, ci sono un laboratorio automatizzato, la radiologia, l'ecografo e l'elettrocardiogramma. "Oltre il 70% delle persone che arrivano al Pronto Soccorso cercano una risposta analoga a quella che si può dare in queste strutture - spiega Bordon - con una rete di Cau in città, almeno altri 3-4, daremo un contributo significativo alla diminuzione della pressione nei Ps".

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