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CERVIA: Violenza sessuale in pineta, condannati tutti e tre gli imputati

CRONACA - Tutti condannati per violenza sessuale. Questo quanto emesso dal Gup di Ravenna e riportato dalla stampa locale, nei confronti del gruppetto di giovani bolognesi accusato di aver violentato una ragazza nell’agosto del 2021 nei pressi della pineta di Milano Marittima. Per due degli impuntati, entrambi 22enni, è stata emessa una condanna di 4 anni, in quanto ritenuti colpevoli di violenza sessuale di gruppo e con l’aggravante di aver approfittato dello stato di alterazione della ragazza, ai tempi 14enne. All’altro imputato, di 21 anni, è stata invece contestata una violenza di minore entità (consistente in alcuni palpeggiamenti), per cui è stato condannato a 2 anni e mezzo. Nei confronti di tutti e tre è stata inoltre emessa una provvisionale dal valore complessivo di 15 mila euro.

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RIMINI: Truffa un'ottantenne, polizia arresta un 20enne

CRONACA - Un 20enne campano è stato arrestato, in flagranza di reato, dalla polizia di Rimini perché ritenuto l’autore di una truffa aggravata commessa nei confronti di una ottantenne a Pesaro. La vittima era stata contattata al telefono da un finto carabiniere che le aveva prospettato gravi conseguenze giudiziarie nei confronti del figlio per il mancato pagamento di un verbale da 5000 euro. Dopo alcuni minuti si è presentato un uomo che è riuscito a farsi consegnare circa 2500 euro in contanti e numerosi monili in oro. Gli agenti della Squadra Mobile di Pesaro sono riusciti ad individuare la macchina su cui si stava allontanando l’uomo ed è stato fermato e arrestato a Rimini.

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CESENA: Regionali, Lattuca si smarca, 'corro come sindaco, non sono della partita'

POLITICA - "Sono già impegnato e nel pieno della campagna elettorale per le elezioni comunali di Cesena (dell'8 e 9 giugno, ndr). Oltre all'onore di essere citato, non posso essere nella partita". Lo ha chiarito l'attuale sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, in un punto stampa a margine della plenaria del Consiglio europeo delle Regioni, sull'ipotesi di succedere a Stefano Bonaccini alla guida della regione Emilia-Romagna in vista di una sempre più probabile candidatura di quest'ultimo alle Europee Lattuca si dice "certo che" il Pd non avrà problemi sui nomi: "Abbiamo diverse soluzioni e saremo in grado di dare un futuro al governo dell'Emilia Romagna mantenendo i principi saldi ma anche sapendo innovare, come abbiamo sempre fatto", ha sottolineato.

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RAVENNA: Dà fuoco alla pompa di benzina, verso la perizia psichiatrica | VIDEO

CRONACA - E’ intenzionato a chiedere la perizia psichiatrica l’avvocato di Famakan Traore, il 25enne del Mali arrestato martedì a Ravenna dopo avere dato fuoco a una pompa di benzina in piazza Caduti sul Lavoro, in zona Darsena. Nelle drammatiche immagini registrate dai testimoni e dalle telecamere di sorveglianza, si vede il giovane che, per motivi a oggi sconosciuti, afferra la pistola del distributore e cosparge la zona con litri di benzina, per poi appiccare l’incendio con un accendino. Fortunatamente la tragedia è stata evitata, grazie all'intervento di presenti e dei vigili del fuoco. Oltre all’accusa di incendio doloso aggravato, potrebbero aggiungersi quelle di violazione del foglio di via e resistenza a pubblico ufficiale. Nei giorni precedenti al tragico gesto lo straniero era già stato arrestato per rapina a un connazionale, mentre nei mesi scorsi era finito nei guai per vari reati, tra cui spaccio e lesioni personali. Non è chiaro se ci siano state in passato sentenze che identifichino il giovane come pregiudicato, a ogni modo i precedenti di polizia a suo carico sono numerosi. Mauro Faccani, legale del 25enne, valuterà in da farsi in base alle accuse che saranno formulate, intanto si cercherà di capire se il ragazzo fosse capace di intendere e volere quando ha appiccato l’incendio.

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RAVENNA: Iniziata la demolizione della seconda Torre Hamon | VIDEO

ATTUALITÀ - Prosegue, nonostante le proteste, la demolizione delle torri Hamon a Ravenna. Ieri sono partiti i lavori per la distruzione della seconda torre. Meno di un mese. Tanto è passato tra l’annuncio della demolizione e l’effettiva distruzione delle Torri Hamon, che da mercoledì non sono ormai più, a tutti gli effetti, parte del paesaggio della darsena di Ravenna. La notizia della volontà di Eni di voler radere al suolo i due colossi di cemento era stata data dal Comune il 27 marzo, suscitando immediatamente le proteste di cittadini e associazioni che vedevano nelle due torri un patrimonio storico e paesaggistico della città: il simbolo della crescita industriale degli anni ’50. Ciononostante pochi giorni dopo, il 2 aprile, le gru avevano iniziato ad attaccare la prima torre, smontandola pezzo per pezzo. A quel punto le voci contrarie sono aumentate. Italia Nostra ha organizzato due manifestazioni, una di queste assieme alla nipote di Michelangelo Antonioni, il regista che aveva immortalato le torri nel suo film “Il deserto rosso”. Si è poi unita l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, che ha scritto una lettera al Ministro alla Cultura Sangiuliano: “La perdita di tali architetture che sono dei veri e propri monumenti del costruito industriale, rappresenta un grave danno per il patrimonio culturale” si legge nel testo inviato a Roma. Un appello lanciato anche in consiglio comunale martedì dal consigliere Ancisi della Lista per Ravenna. Tutte preghiere cadute nel vuoto. Martedì il grosso braccio meccanico della gru ha iniziato a demolire anche la seconda torre della quale, tra pochi giorni, non resterà più traccia. Al loro posto, ha spiegato Eni, che pochi mesi fa ha venduto l’area all’Autorità Portuale, nascerà un parco per il fotovoltaico.

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