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RIMINI: Mamma caccia il figlio di casa, condannata

CRONACA - Il figlio ultra cinquantenne non se ne va di casa e lei per costringerlo a trovarsi un altro appartamento gli taglia le utenze. Un mamma di 79 anni è finita a processo con l'accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e danneggiamento ed è stata condannata dal Tribunale monocratico di Rimini a 7 mesi di reclusione - con pena sospesa - e al pagamento di un risarcimento di 800 euro alle parti civili, ossia il figlio e la nuora. Il processo nasce dalla denuncia del figlio e della sua compagna, rappresentati dall'avvocato Igor Bassi, che si sono costituiti parte civile nel procedimento. Il figlio, un uomo di 53 anni, autista di autobus, ha denunciato la mamma per i dispetti ricevuti. L'anziana spesso staccava i contatori della luce e del gas e in un'occasione con una mazza chiodata avrebbe bucato le ruote dello scooter della compagna del figlio. I dispetti sono andati avanti fino all'agosto 2024 mese in cui il figlio volontariamente senza aspettare l'ufficiale giudiziario che gli aveva mandato la mamma per sfrattarlo se n'è andato via di casa insieme alla compagna.

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CALCIO: Buscè vuole un Rimini guardingo, "Con la Lucchese partita trappola" | VIDEO

SPORT - Il Rimini torna in casa nella sfida con la Lucchese e lo farà nuovamente con tanti assenti. Out risultano infatti gli infortunati Gorelli e Falbo, mentre Cioffi è influenzato. Sconterà la seconda e ultima giornata di squalifica il difensore Lepri. "In effetti noi con Entella e Pescara - ha detto Antonio Buscè alla vigilia - abbiamo giocato contro squadre importanti e molto molto dure da affrontare. Abbiamo fatto un grande sforzo fisico e anche mentale perché tu quando giochi contro queste squadre è normale che devi sempre dare non qualcosa in più ma devi sempre cercare di essere più concentrato e attento. Col Pescara è stata una partita di quelle davvero toste sotto quel piano lì e abbiamo fatto una prestazione portando a casa un punto molto importante. Detto questo, indipendentemente dalla classifica, sappiamo di affrontare comunque una partita molto difficile con quelle squadre che comunque ti danno filo da torcere. Io la classifica sinceramente la guardo poco anche perché poi è meglio per certi versi non guardarla quindi affrontiamo una squadra che ha fatto anche per me un'ottima prestazione. L'ultima partita contro la Spal dal 2 a 0 è risalita al 2 a 2, poi ha preso gol quasi alla fine e quindi la squadra è viva, nonostante possa avere qualche problematica di società e tutto il resto che magari si sente dire in questi giorni. Ai ragazzi ho detto che sappiamo di affrontare una squadra che verrà qua a renderci la vita molto molto difficile quindi son quelle partite, le chiamo trappola,col mercato di mezzo, dove si rischia di avere poi delle brutte sorprese. I ragazzi lo sanno, hanno capito che è una partita molto delicata e molto particolare. Noi dobbiamo essere comunque sempre spensierati senza pensare ad altro che non ci porta a nulla; noi dobbiamo pensare a noi stessi, a quello che dobbiamo fare e per portare dei risultati positivi a casa bisogna lavorare in un certo modo".

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EMILIA-ROMAGNA: Sanità, de Pascale sui Cau, "alcune scelte saranno riviste" | VIDEO

ATTUALITÀ - “Riorganizzeremo ciò che è necessario facendo tesoro degli esempi più virtuosi della regione”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, in merito ai Centri di assistenza-urgenza nati negli ultimi mesi per supportare e sgravare i Pronto soccorso. “E’ cultura politica di questa terra – spiega - evitare di osservare i problemi senza fare nulla e la Regione ha sperimentato risposte innovative che, come tali, devono essere sempre oggetto di verifica e miglioramento. Premesso questo, abbiamo tutti a cuore il nostro servizio sanitario, pubblico e universalistico, quindi bene la discussione anche sui Cau, in un’ottica di miglioramento complessivo. Tante innovazioni introdotte, che hanno portato buoni risultati e dopo il Covid hanno evitato di chiudere punti di erogazione dei servizi, saranno confermate”. De Pascale poi ricorda come “sotto il nome Cau sono stati attivati tre tipi di servizi: quelli che hanno sostituito Punti di primo intervento o Pronto soccorso che avevano un elevato livello di inappropriatezza in quanto erogavano prestazioni di bassa complessità con personale medico specialista che deve invece essere utilizzato per le prestazioni di emergenza urgenza. Questa tipologia è indiscutibilmente quella che ha funzionato meglio e ha evitato di chiudere punti di erogazione del servizio. Sono questi i Cau che confermiamo con maggiore convinzione e che hanno dato sistematicamente i risultati migliori”.  Il secondo tipo di Cau introdotto è quello in prossimità dei Pronto Soccorso DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione) di primo e secondo livello degli ospedali provinciali o distrettuali, con l’obiettivo di sgravarli dei codici bianchi e verdi. “Su questa tipologia- aggiunge il presidente- il bilancio non è univoco in tutta la regione. In alcuni casi hanno ridotto significativamente gli accessi al PS e la loro funzione è stata ben compresa dai cittadini, in altri non abbiamo registrato analogo effetto e dobbiamo quindi migliorare la risposta. Infine, alcuni Cau sono stati introdotti in luoghi dove precedentemente non c'erano né Punti di primo intervento, né Pronto soccorso. “In questo caso- chiude de Pascale- per noi il modello da seguire è quello delle Case di comunità e delle Aggregazioni funzionali territoriali dei medici di Medicina generale, per ricondurre tutto a una gestione univoca nelle cure primarie”.

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BOLOGNA: Morì schiacciato al lavoro, 7 febbraio decisione su parti civili

CRONACA - Prosegue davanti al Gup del Tribunale di Bologna, Andrea Salvatore Romito, l'udienza preliminare del procedimento sulla morte di Yaya Yafa, 22enne della Guinea Bissau vittima, al suo terzo giorno di lavoro, di un incidente all'Interporto di Bologna, il 21 ottobre 2021. Yaya Yafa morì schiacciato da un camion in manovra. La pm Michela Guidi ha chiesto il rinvio a giudizio di otto persone per omicidio colposo. Si tratta del responsabile delle operazioni hub Interporto di Bologna, blocco 13.4 di Sda, Antonino Tita, del presidente del cda e datore di lavoro di Yaya Yafa, Carlo Ludovici, del responsabile del magazzino e preposto per la Dedalog, Cristian Mancini, che lo gestisce in appalto da Sda, dell'ad e del datore di lavoro di Senner Italia - Andrea Monticelli e David Nothacker -, ditta che affidava a terzi vettori i servizi di trasporto, del legale rappresentante della Transporter Logistic, Mirko Melella, per cui lavoravano i due autisti, tra cui quello che guidava il tir che schiacciò la vittima, e degli stessi autisti, Danilo Giarracca e Cosimo Palombella. Imputata anche la Dedalog, cooperativa per la quale lavorava la vittima. Nell'udienza odierna sono state discusse le eccezioni delle difese alle costituzioni di parte civile e bisognerà aspettare il 7 febbraio per sapere se Cgil, Si Cobas, Città metropolitana di Bologna, associazione Anmil e i familiari delle vittime saranno ammesse dal Gup Romito nel processo.

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BOLOGNA: Ennesimo raid vandalico al Cassero Lgbtqia+ Center

CRONACA - A Bologna "non si fermano gli attacchi d'odio contro il Cassero Lgbtqia+ Center". Dopo il cartello 'Spazi liberi via tutti i froc*' apparso sulla porta del Cassero il primo gennaio e i manifesti e i volantini strappati buttati per terra, mercoledì è stato distrutto, per la terza volta in poche settimane, lo striscione 'Frocie sempre fasciste mai' appeso all'ingresso dell'associazione di Via don Minzoni 18. A farlo sapere, proprio il Cassero Lgbtqia+ Center. "Per questo abbiamo deciso di chiamare un'assemblea aperta a tutta la cittadinanza giovedì 6 febbraio alle 19 al Cassero – spiegano -, per discutere del crescente clima di tensione che vive la comunità Lgbtqia+ e la città tutta e per costruire insieme delle risposte". “Si tratta di attacchi di chiara matrice omofoba e fascista e con un evidente intento intimidatorio, che ci sembrano sintomatici di un problema profondo. – commenta la presidente del Cassero, Camilla Ranauro - . Come abbiamo ribadito più volte, non abbiamo dubbi che sia proprio il fatto che il governo stesso promuova odio e omolesbobitransfobia ad alimentare questa violenza". “Solo una settimana fa - ricordano dal Cassero -, c'è stato un inseguimento con lancio di oggetti ai danni di una socia, che ha deciso di raccontare la sua esperienza sui social dell'associazione rimanendo anonima, e nel frattempo, anche a Bologna, l'estrema destra è sempre più presente, con la Rete dei Patrioti che ha annunciato che tornerà nelle strade domani e continua a organizzare ronde settimanali in città, e non possiamo dimenticare che è stata proprio la notte dopo la prima loro manifestazione che si è inaugurata questa serie di attacchi al Cassero". “Tutto questo - sottolineano - ci ricorda l'importanza degli spazi di comunità come il Cassero, perché sono proprio questi presidi permanenti a rendere più sicuri gli spazi pubblici di fronte alla violenza omolesbobitransfobica, e sappiamo che è contro questa presenza dichiaratamente e visibilmente queer che sono indirizzati gli attacchi fascisti che stiamo subendo". “Il Cassero è presente da oltre 40 anni e di certo non ci lasceremo intimidire da questi attacchi. Abbiamo riparato lo striscione e moltiplicheremo i messaggi di visibilità, ma è ora di riconoscerlo: anche Bologna ha un problema di fascismo e omofobia" tira le somme l'associazione.

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