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ROMAGNA: Bar e ristoranti pronti ad alzare i prezzi, “costi insostenibili” | VIDEO

ATTUALITÀ - Bar e ristoranti si dicono pronti ad alzare i prezzi alla luce dei rincari dell’energia e delle materie prime. Il caffè passa a 1,40 euro. Intanto gli esercenti plaudono alle norme più stringenti sulle recensioni online.   Acqua, luce e gas sempre più cari, così come gli affitti e le materie prime. Il caffè a 1,40 sarà presto una realtà in molti locali. I ristoratori mettono le mani avanti anche in Romagna, denunciando costi sempre più insostenibili che si riverseranno, dunque, anche sulle tasche dei clienti. “Automaticamente ci sono degli scatti che avvengono da sempre. Gli aumenti delle utenze non sono più sotto controllo. Il caffè ha avuto aumenti sbalorditivi come materia prima”, denuncia Gaetano Callà, presidente di Fipe Confcommercio Rimini Il costo di una colazione cappuccino e brioche potrebbe avvicinarsi sempre di più ai 5 euro. “Una volta erano 2-3 euro al massimo, e si faceva colazione – ricorda il ristoratore -. Adesso è raddoppiato. Ma con i costi in continuo aumento, sia delle materie prime e principalmente delle utenze, è impossibile mantenerli”. Dal mondo della ristorazione arriva però il plauso al disegno di legge, presentato in Consiglio dei ministri, con norme sempre più stringenti sulle recensioni online. “Chi opera nel settore sa ormai che molte di queste recensione sono fasulle. Tutti si credono dei maestri”, sostiene Callà. Il progetto normativo prevede, fra le altre cose, la verifica dell’identità di chi scrive una recensione e il diritto dell’esercente di replicare, di chiedere la cancellazione di quelle false o di quelle più vecchie di due anni.

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CESENA: Al Bufalini ‘maratona’ record, effettuati 3 prelievi multiorgano in 4 giorni

ATTUALITÀ - Inizio d’anno da record all’ospedale Bufalini di Cesena dove in appena quattro giorni sono stati effettuati 3 prelievi multiorgano che hanno permesso a 9 persone in lista di ricevere un trapianto salvavita. La lunga ‘maratona’, resa possibile grazie alla generosità di tre pazienti deceduti nell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione, diretta dal professor Vanni Agnoletti, è iniziata nella mattina dell’8 gennaio e si è conclusa nella mattina dell’11 gennaio. Le operazioni, coadiuvate dal Centro Regionale Trapianti, in collaborazione con il Coordinamento Ospedaliero Procurement di Cesena il cui responsabile è la dottoressa Alessandra Venditto, hanno visto il coinvolgimento di decine di professionisti tra medici specialisti, chirurghi, anestesisti rianimatori e personale tecnico infermieristico di terapia intensiva e di sala operatoria che, con un grande lavoro di squadra, hanno portato a termine in rapida sequenza tutti gli interventi. Oltre agli esami standard, per garantire una corretta valutazione dell’idoneità dei potenziali donatori sono state eseguite in fase preoperatoria anche numerose ulteriori indagini di approfondimento, tra cui TAC toraciche e addominali, esami estemporanei di lesioni cutanee sospette, ecocardiografie più dettagliate, coronarografie e altro ancora. Complessivamente sono stati prelevati 2 cuori, 3 fegati, 6 reni, 6 cornee, segmenti vascolari, valvole cardiache e lembi di cute. “Questo straordinario risultato è merito di un grande lavoro di squadra che ha coinvolto decine di colleghi medici ed infermieri – commenta il professor Vanni Agnoletti direttore dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena e responsabile del programma aziendale Siat Sistema integrato per l’Assistenza al Trauma - per garantire il buon esito dell’intero percorso donativo le forze messe in campo sono state davvero importanti”. “Ringrazio tutti i professionisti che hanno lavorato ininterrottamente impegnandosi in questo autentico ‘tour de force’. -  commenta il direttore del Presidio ospedaliero Marisa Bagnoli. Al contempo rivolgo un gradissimo grazie ai donatori e alle loro famiglie. Grazie alla loro generosità e sensibilità altre persone oggi hanno una nuova possibilità di vita”. Nel 2024 all’ospedale Bufalini, che è sede del Trauma Center dell’Ausl Romagna per il trattamento della patologia traumatica maggiore, sono stati effettuati 73 prelievi di organi, un dato in aumento rispetto al 2023 dove gli organi prelevati erano stati 62.

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CESENA: Al via il progetto Città Globale | FOTO

ATTUALITÀ - ‘Cesena città globale’, il progetto comunale pensato per promuovere tra le giovani generazioni un approccio globale alle sfide della contemporaneità è partito ufficialmente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della città di Cesena. Lo scopo è di fornire a tutti gli studenti coinvolti gli strumenti per praticare la cittadinanza attiva contribuendo a migliorare la loro esperienza all’interno della comunità di appartenenza e della società contemporanea in continua evoluzione. Ieri mattina l’avvio delle attività, a cura del Centro Pace di Cesena e finanziate nell’ambito del progetto R-Educ dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo, è stato salutato presso la scuola media ‘Pascoli’ dalle assessore alla Scuola e ai Servizi educativi per l’infanzia Maria Elena Baredi e alle politiche giovanili e pace Giorgia Macrelli. Presente all’incontro anche la nuova dirigente scolastica Filomena Paoletti.   “La scuola – commenta l’Assessora Baredi – è un luogo delicato in cui bisogna intervenire con cura e grande sensibilità rispetto a tematiche che i ragazzi, per timore o per pudore, spesso non trattano come si dovrebbe essendo in una fase della vita, l’adolescenza, costituita da dinamiche complesse e di passaggio. Come Amministrazione, continuando ad investire nella scuola, ci impegniamo intervenendo su questo fronte con la collaborazione di dirigenti scolastici e insegnanti ma anche del terzo settore che, come in questo caso, ci aiuta a concretizzare percorsi di educazione civica. ‘Cesena città globale’ punta i riflettori sulla nostra complicata società soffermandosi su tematiche che appartengono ai giovani: discriminazioni, bullismo, forme di violenza, diventare cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri. Sarà questo un percorso molto importante che non solo arricchirà l’attività didattica ma che contribuirà a una crescita matura dei nostri studenti”.   “‘Cesena città globale’ – commenta l’Assessora Macrelli – è un’occasione per rafforzare le basi della comunità a partire dai giovani e dalle loro riflessioni. Attraverso l’educazione non formale, il progetto intende fornire conoscenze e sviluppare competenze chiave che incoraggino gli studenti a essere protagonisti di una nuova etica della responsabilità, attivandosi nei loro contesti quotidiani per il rispetto dei diritti umani, per l’uguaglianza di genere, una cultura di pace e nonviolenza. Siamo davvero in un periodo di pace? Ogni giorno vediamo quello che succede nei conflitti armati in corso e facciamo i conti con i conflitti del nostro quotidiano: è importante imparare da subito che la violenza e la sopraffazione non sono mai la soluzione. Le operatrici del Centro pace, che ringraziamo per l’impegno e la dedizione con cui porteranno avanti le lezioni in programma, consentiranno dunque agli studenti di mettersi alla prova confrontandosi su questi temi, spronandoli a non smettere mai di farsi domande”.   I laboratori saranno tre, della durata di 2 ore ciascuno, e riguarderanno precise tematiche: cittadinanza globale, cultura della pace e della non violenza (durante questo laboratorio ci si soffermerà sui concetti di pace e guerra analizzando i principali conflitti in corso in Europa e nel mondo); pace e guerra nella vita di tutti i giorni: discriminazioni, bullismo, violenza di genere. L’obiettivo è quello di coinvolgere gli studenti in un percorso che permetta loro di comprendere cosa significhi essere cittadini globali, di acquisire consapevolezza in merito alla necessità di affrontare le minacce globali alla pace e ai diritti umani e di adottare un approccio nonviolento alla gestione dei conflitti a partire dal proprio vissuto quotidiano e all'interno delle rispettive comunità di riferimento.   Con l’adozione di un approccio educativo non formale si intende promuovere la partecipazione attiva degli studenti coinvolti privilegiando un apprendimento di tipo cooperativo. A questo proposito saranno proposte attività di natura laboratoriale, realizzate secondo le tecniche e con l'ausilio degli strumenti propri dell'educazione non formale: workshop, brainstorming, giochi di ruolo, casi studio e discussioni guidate, attraverso cui i giovani partecipanti potranno ‘imparare facendo’. In questo modo risulterà più facile e diretto anche monitorare e valutare la qualità dell'esperienza vissuta dai ragazzi, in termini di conoscenze acquisite e di livello di partecipazione.

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FERRARA: Berco, 152 dipendenti aderiscono alla mobilità volontaria

ATTUALITÀ - Sono i 152 i dipendenti della Berco che hanno aderito al piano di incentivazione della mobilità volontaria. Un numero insufficiente, secondo l'azienda della società in portafoglio alla multinazionale tedesca Thyssenkrupp e specializzata nella produzione di componenti e sistemi sottocarro per macchine movimento terra cingolate e che vede a rischio almeno 480 posti di lavoro tra gli stabilimenti di Copparo, nel Ferrarrese e Castelfranco Veneto, nel Trevigiano. I 152 dipendenti riceveranno gli incentivi concordati con il tavolo del Mimit dello scorso novembre, quando venne presa la decisione di ritirare i licenziamenti. "L'azienda - fa sapere attraverso una nota - ha dichiarato e riconferma oggi il proprio impegno a mantenere la presenza storica in Italia, ma rileva che al momento il primo elemento di mitigazione dell'impatto sociale, appunto la mobilità volontaria, non ha raggiunto i numeri necessari per realizzare le previste riduzioni dei costi e recuperare competitività". Il dialogo con le parti sociali va avanti, anche perché al momento non è stato raggiunto un accordo sul contratto aziendale integrativo. Berco dice anche che nei prossimi giorni "esaminerà attentamente ogni possibile iniziativa che possa garantire la stabilità finanziaria dell'azienda a lungo termine".

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RIMINI: Sparito nel 2003, individuato per caso in Veneto

ATTUALITÀ - Era il 2003 quando Stefano, allora trentenne, scomparve da Rimini. Di lui non si ebbe più notizia, per vent'anni, fino al Natale scorso quando durante un controllo di routine, la Polizia locale di Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, identificò un uomo senza fissa dimora. La verifica dei documenti fece emergere che si trattava di Stefano, oggi cinquantenne, iscritto nel database degli scomparsi. A raccontare la vicenda è il Corriere Romagna. Il riminese si era allontanato da casa senza lasciare traccia. Vent'anni in cui la sua famiglia non ha smesso di cercarlo, affidandosi anche all'associazione Penelope, che si occupa di supportare le famiglie di persone scomparse. Da quanto si apprende, la denuncia di scomparsa sarebbe stata presentata solo nel 2022. La famiglia, immediatamente avvisata del ritrovamento, si è recata in Veneto. L'anziana madre di Stefano, di 87 anni, sperava di convincerlo a tornare a casa, ma il figlio ha deciso di restare nel Trevigiano dove vive in condizioni precarie, per strada. Un incontro carico di emozione che ha lasciato, però, la madre profondamente amareggiata. "È difficile accettare che viva in queste condizioni", ha raccontato il fratello Giuseppe. "Pur riconoscendo suo figlio - ha aggiunto - sua madre è molto sola e sta vivendo una situazione emotivamente dolorosa. Ha paura per la sua salute e quella di Stefano, ma è anche preoccupata per la sua solitudine e la difficoltà di comunicare con gli altri membri della famiglia". FOTO D'ARCHIVIO

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