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BOLOGNA: 80 anni Legacoop, uno sguardo al presente e al futuro del mondo cooperativo | VIDEO

ECONOMIA - Compie 80 anni Legacoop Bologna: un anno ricco di eventi per confrontarsi sull’attualità, sull’andamento economico del settore cooperativo e sul futuro. Sarà un 2025 di eventi quello di Legacoop Bologna per festeggiare i suoi 80 anni, con ospiti illustri del mondo economico e non  come Zuppi, Mancuso, Pievani per citarne alcuni. Momenti anche per fare il punto sul mondo cooperativo bolognese: un triennio di crescita quello del 2021-2023 con patrimonio netto di 3,8 miliardi, (con buone opportunità lavorative anche per i giovani), che deve fare i conti però con la crisi del settore metalmeccanico e di quello manifatturiero e una difficoltà economica e sociale dove non crescono gli stipendi ma aumentano le spese. Per il futuro è importante guardare al ruolo dell’Europa, viste le incertezze legate agli scenari politici e economici internazionali. "Ottanta anni fa, la cooperazione ripartiva in forma organizzata a Bologna, per iniziativa delle forze del CLN che avevano animato la Resistenza e sostenuto la battaglia di liberazione. Le cooperative rimettevano insieme uomini e donne per ricostruire le comunità, materialmente e relazionalmente - dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna - Per questo vogliamo portare la riflessione sul cooperare nel territorio, che è il luogo di vita e di lavoro delle socie e dei soci delle cooperative, ma vogliamo portarla anche fuori di noi, ospitando interventi che ci raccontino l'efficacia del cooperare nei sistemi diversi dall'impresa e la sua efficacia evolutiva, innovativa, politica. Cooperare, non competere, come strategia di successo è il messaggio che vorremmo portare. Ci sembra particolarmente importante farlo in un tempo in cui investire sui conflitti sembra l'unica soluzione per tutelare i propri diritti e il proprio futuro. Noi crediamo, viceversa, nel vantaggio cooperativo come strategia di sviluppo".

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BOLOGNA: Fatture false e riciclaggio, blitz Antimafia in Emilia, Lazio e Campania | VIDEO

CRONACA - Oltre 70 perquisizioni, dieci misure coercitive e interdittive, 27 indagati e accertamenti ancora in corso su numerose aziende in Emilia-Romagna e non solo: sono alcuni dei numeri della vasta operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Bologna, insieme a Guardia di Finanza e Carabinieri, che ha sgominato un’associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false Blitz della Direzione Investigativa Antimafia di Bologna, insieme a Guardia di Finanza e Carabinieri, con oltre 70 perquisizioni fra Emilia, Lazio e Campania, quattro persone ai domiciliari e 5 sottoposte ad obbligo di dimora, oltre a 27 indagati (tra cui un commercialista bolognese) e il sequestro preventivo, per un totale di due milioni di euro, a carico di 5 società. È stata denominata “On Air”, dalla parola in codice usata al telefono per procedere con l’emissione di fatture false, la vasta operazione che dopo le indagini, relative al periodo più complicato della pandemia, ha portato a capi d’accusa che vanno dall’associazione a delinquere al riciclaggio, fino all’intestazione fittizia e all’autoriciclaggio, oltre al reato di emissione di false fatture, naturalmente. Il settore in cui operava il gruppo è quello dell’edilizia. Per le operazioni di prelievo il gruppo utilizzava decine di cosiddetti cavalli, pagati 150 euro al giorno. Quartier generale del gruppo e dei loro affari, la zona di San Giovanni in Persiceto, dove risiedeva anche il capo, classe 1966 con precedenti di altro genere alle spalle. Fondamentali le intercettazioni in fase di indagine, mentre proseguono gli accertamenti delle Fiamme Gialle sugli utilizzatori del servizio illecito garantito dal sodalizio, non solo fra Bologna e Modena. Coinvolto anche il direttore di un ufficio postale bolognese, disposta per lui la misura della sospensione dall’esercizio del servizio.   PRECISAZIONE DA POSTE ITALIANE Il dipendente delle Poste indagato nella operazione 'On Air' della Dia di Bologna, e ritenuto "parte della organizzazione criminale" accusata di associazione per delinquere, riciclaggio e altri reati, non è un direttore dell'ufficio, come indicato nel corso della conferenza stampa per illustrare l'indagine, ma un operatore di sportello. Lo precisano le stesse Poste Italiane, spiegando di avere offerto, come di consueto sin dall'avvio dell'indagine, la massima collaborazione alle forze dell'ordine impegnate nell'inchiesta. Il dipendente è stato sospeso dal servizio - spiegano ancora le Poste - e l'azienda è parte lesa nella vicenda.

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RIMINI: 25enne in ipotermia salvato dalla corrente del Marecchia dalla Polizia Locale

ATTUALITÀ - Lunedì pomeriggio tre agenti della Polizia Locale di Rimini hanno salvato un giovane (classe 2000) trascinato dalla corrente del Marecchia dopo essere entrato in acqua dal lato del fiume a monte del ponte degli Scout. L’intervento tempestivo e coraggioso degli agenti ha permesso di salvare il ragazzo, che si trovava in grave difficoltà. L’allarme è scattato intorno alle 17, quando una chiamata alla centrale radio della Polizia Locale di Rimini ha segnalato la presenza di un uomo in difficoltà nelle acque del Marecchia, nella zona appena sopra il ponte degli Scout. Il giovane, entrato in acqua dal lato del fiume su via Tonale, probabilmente nel tentativo di recuperare un cellulare, era rimasto bloccato in stato di shock in un punto centrale del fiume, con l’acqua fino al busto. Due agenti, giunti immediatamente sul posto, sono entrati in acqua nel tentativo di raggiungerlo e metterlo in salvo. Tuttavia, il ragazzo, non rispondendo agli stimoli e incapace di muoversi, è stato trascinato dalla corrente, finendo nel piccolo salto di cascata situato sotto il ponte. Nel frattempo, un terzo agente, posizionato sulla sponda lato mare del ponte, all’altezza di via Predil, si è prontamente immerso per intercettarlo. Raggiunto poco dopo anche dagli altri due colleghi, i tre agenti sono riusciti a mettere in salvo il 25enne, portandolo in sicurezza fuori dall’acqua. Una volta a terra, gli agenti hanno immediatamente prestato i primi soccorsi. Il giovane, in evidente stato di ipotermia e ancora non reattivo agli stimoli, è stato svestito e coperto con le giacche delle uniformi degli agenti, mentre si attendeva l’arrivo dell’ambulanza. Poco dopo, il personale sanitario lo ha trasportato al pronto soccorso per le cure necessarie. Sul ponte gli agenti hanno rinvenuto la bicicletta del ragazzo, che risulta non residente a Rimini. Alcuni testimoni hanno riferito che il giovane potrebbe essere entrato in acqua per recuperare un telefono cellulare, probabilmente caduto mentre si affacciava dal ponte. “Credo sia doveroso - dichiara l’assessore alla sicurezza Juri Magrini - rivolgere un particolare ringraziamento agli agenti intervenuti e all’intero Corpo della Polizia Locale per il loro straordinario operato. Si sono gettati in acqua senza esitazione, mettendo a rischio la propria incolumità pur di salvare una vita. Questo intervento dimostra non solo il grande valore degli agenti, ma anche la loro prontezza e capacità di agire con competenza e coraggio. La Polizia Locale di Rimini è impegnata in operazioni di diversa natura, spesso complesse e delicate, e con questo salvataggio ha ancora una volta dimostrato la propria vicinanza alla comunità riminese. Ai tre agenti e a tutto il Corpo della Polizia Locale vanno i miei più sinceri ringraziamenti.”

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BOLOGNA: Marco Cappato, "In Emilia-Romagna c'è stato un caso di morte volontaria"

ATTUALITÀ - Sappiamo che in Emilia-Romagna "ci sono state tre richieste con parere favorevole per quanto riguarda il suicidio assistito, quindi immaginiamo che sia stato concluso tutto l'iter, e uno di questi tre casi è stato esitato, quindi, se la devo interpretare, significa che quella persona ha avuto la morte volontaria". Lo ha detto Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, durante una conferenza stampa a Bologna. In Emilia-Romagna non è stata approvata una legge, ma c'è una delibera approvata dalla Regione sul fine vita. "L'aiuto alla morte volontaria è legale in Italia da 6 anni - ha sottolineato Cappato - grazie a una sentenza della Corte Costituzionale, ma nessuno ne sa nulla. Sei persone, e ora anche un primo caso in Emilia-Romagna, quindi sette a livello italiano, hanno potuto accedere a questo tipo di aiuto. Evidentemente manca informazione, conoscenza, ma mancano anche buone regole, leggi come quella approvata in Toscana e che speriamo presto possa essere approvata anche in Emilia-Romagna". Cappato ha poi sottolineato come "oggi ciascuna Asl fa come gli pare o come deve fare in assenza di regole chiare e certe. La gestione della sanità è competenza regionale, quindi ogni regione ha pieno mandato e potere, almeno dentro al proprio territorio", quindi serve "fare sì che tutte le Asl e tutte le unità sanitarie abbiano lo stesso comportamento e seguano le stesse regole e garanzie nel dare risposta ai malati". "Dopo l'approvazione della legge Toscana, che è la nostra proposta, 'Liberi subito' dell'associazione Luca Coscioni sul fine vita, credo che ora il Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna possa finalmente discutere e approvare la nostra legge anche qui in Emilia Romagna. E' fondamentale in Emilia-Romagna avviare la discussione e votare la legge prima della pausa estiva". Lo ha detto Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, durante una conferenza stampa a Bologna. "E c'è poi un'altra richiesta che facciamo al presidente della Regione Emilia-Romagna - ha detto ancora Cappato - perché tra due giorni si riunirà la conferenza Stato-Regioni che avrà all'ordine del giorno proprio il tema sul fine vita. In quella occasione anche la Regione Emilia-Romagna potrà chiedere che si approvino in tutte le altre regioni delle buone regole e procedure che diano tempi e garanzie certe alle persone che soffrono, di risposta da parte del servizio sanitario alla richiesta di aiuto alla morte volontaria". Durante la conferenza, Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia legale, ha sottolineato che i "tre casi con parere favorevole, in Emilia-Romagna, per quanto riguarda il suicidio assistito, sono assolutamente possibili, non ci aspettiamo centinaia di persone, ma da parte nostre sappiamo di persone che hanno chiesto informazioni e il numero è un pochino più alto. Dall'Emilia-Romagna abbiamo ricevuto 690 richieste (da gennaio 2024, ndr), a 45 abbiamo dato informazioni su come attivare le procedure. Solo tre poi hanno fatto richiesta. Lo scarto è alto". Per la quarta volta, domani, la Corte costituzionale tratterà di scelte di fine vita e aiuto al suicidio, a seguito delle azioni di "disobbedienza civile" compiute da Marco Cappato. I casi oggetto della valutazione dei giudici questa volta sono quelli di Elena, paziente oncologica, e Romano, affetto da Parkinson, entrambi malati terminali accompagnati in Svizzera nel 2022. Lo rende noto l'Associazione Luca Coscioni. "Il signor Romano, 82 anni, di origini toscane e residente a Peschiera Borromeo, e la signora Elena, veneta di 70 anni, non erano tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale classicamente intesi, pertanto non avevano provato ad accedere al suicidio assistito in Italia poiché si ritenevano privi di uno dei requisiti della sentenza 242\2019 sul caso Cappato-Dj Fabo, se interpretati in senso restrittivo. Entrambi avevano chiesto aiuto a Marco Cappato per andare in Svizzera e accedere al suicidio medicalmente assistito. Cappato, ad agosto e a novembre 2022, si era dunque autodenunciato a Milano, al rientro in Italia", spiega il comunicato dell'Associazione. "A settembre 2023, la Procura di Milano aveva chiesto l'archiviazione per Cappato, sostenendo che un malato terminale può scegliere di essere aiutato a morire anche se non è attaccato a macchine che lo tengono in vita. E chi gli dà supporto, secondo i Pm, non è punibile. La Gip, nel giugno 2024, ha emesso un'ordinanza per entrambi i casi in cui dichiara 'Rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 580 cp nella parte in cui prevede la punibilità della condotta di chi agevola l'altrui suicidio nella forma di aiuto al suicidio medicalmente assistito di persona non tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale affetta da una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili che abbia manifestato la propria decisione, formatasi in modo libero e consapevole, di porre fine alla propria vita per violazione degli art. 2, 3, 13, 32, 117 Cost in riferimento agli art. 8 e 14 Cedu'." "Il Parlamento italiano continua a far cadere sulla Corte costituzionale il peso della propria inerzia", afferma Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e indagato per aver accompagnato Elena e Romano in Svizzera.

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FORLIMPOPOLI: Baby gang, un nuovo arresto per rapine e violenze

CRONACA - Le indagini sulle attività criminali di una baby gang attiva nel territorio di Forlimpopoli hanno portato a un nuovo arresto. I Carabinieri della Stazione hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un diciottenne di nazionalità straniera, già detenuto presso la Casa Circondariale di Forlì per altra causa. L’arresto è il risultato delle indagini condotte nei confronti di una baby gang che ha portato, lo scorso 21 marzo, all’arresto di nove minorenni da parte della Questura locale. Gli investigatori hanno raccolto prove che collegano il diciottenne ai reati di rapina e lesioni personali aggravate, commessi nel mese di febbraio. Già in precedenza, il giovane era stato denunciato in stato di libertà insieme ad altri cinque coetanei, ritenuti responsabili di episodi analoghi di violenza e rapine avvenuti tra dicembre e gennaio.

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