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RAVENNA: Prostituta uccisa in casa, un indagato dopo quasi 30 anni

CRONACA - A quasi trent'anni dal delitto c'è un sospettato per la morte di Iolanda Castillo, prostituta 34enne originaria di Santo Domingo uccisa attorno al 2 maggio 1996 in un appartamento di Lido di Savio, sul litorale ravennate. Si tratta di un 62enne brasiliano ora indagato a piede libero per omicidio aggravato da sevizie e crudeltà. Come riferito dai due quotidiani locali 'il Resto del Carlino' e 'Corriere Romagna', il movente delineato dalla Procura di Ravenna punta diritto verso l'ambiente della prostituzione: il 62enne, che sfruttava il lavoro della vittima in Umbria, quando la 34enne si è allontanata per raggiungere la riviera romagnola, l'avrebbe raggiunta apposta con l'intento di punirla. Al momento l'uomo risulta irreperibile tanto che il Gup Andrea Galanti, in seguito a richiesta di rinvio a giudizio, ha sospeso le udienze disponendo la ricerca a oltranza del sospettato. La 34enne, arrivata in Italia da meno di un anno dal delitto come colf e giunta a marzo nella località ravennate, era stata trovata esanime dai carabinieri il 5 maggio su segnalazione della donna che la stava ospitando nel suo appartamento e che non la sentiva più al telefono: era supina sul letto, senza vestiti, con braccia e gambe legate dalla cintura della vestaglia e segnata da percosse e numerose coltellate. Il suo assassino, prima di andarsene, le aveva anche tappato la bocca con uno slip da uomo e le aveva conficcato due coltelli nel cuore. Le indagini avevano vagliato piste legate a clienti, possibili rancori (la posizione del brasiliano era stata archiviata nel 2006) e perfino serial killer di prostitute. Le nuove indagini - coordinate dalla Pm Monica Gargiulo - sono partite nell'ottobre 2020 quando i Ris hanno rilevato una forte verosimiglianza su un'impronta lasciata sulla scena del crimine e l'impronta del 62enne disponibile su Afis: 17 punti di convergenza che hanno riacceso i sospetti sul brasiliano grazie anche a dichiarazioni di una persona vicina all'uomo, alle analisi dei tabulati telefonici e alla valutazione dei rapporti tra 62enne e vittima. Con un problema tecnico da superare: nel 2002 l'impronta dell'indagato era stata presa in maniera non corretta nell'ambito di un arresto per droga. Ecco dunque la necessità di interpellare le autorità del Brasile per procedere a nuovi accertamenti tecnici e per confrontare anche il Dna. Finora del sospettato nessuna notizia.

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FERRARA: Allarme dei sindacati, "Berco conferma i licenziamenti"

ATTUALITÀ - l management di Berco conferma i licenziamenti: è l'allarme lanciato dai sindacati nell'ambito della vertenza della controllata della multinazionale tedesca Thyssenkrupp che, nelle scorse settimane, ha annunciato una procedura di licenziamento collettivo e la disdetta del contratto integrativo aziendale mettendo a rischio il lavoro dei dipendenti degli stabilimenti di Copparo in Emilia-Romagna e Castelfranco in Veneto. "Le istituzioni intervengano per fermare il dramma sociale: non c'è più tempo", affermano Fim-Cils, Fiom-Cgil e Uilm-Uil che ieri hanno incontrato a Ferrara i vertici dell'azienda. Secondo i sindacati, "il management di Berco è ulteriormente responsabile dopo aver ignorato il tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di aver interrotto le interlocuzioni con il ministro Urso che è impegnato in prima persona per individuare una positiva soluzione della vertenza; il management di Berco - aggiungono - dopo aver sottoscritto innanzi al Prefetto di Ferrara l'impegno a trasformare la procedura unilaterale in essere da licenziamento di 247 lavoratori in esodi volontari e avviare con le organizzazioni sindacali il confronto per la revisione della contrattazione aziendale, ha disatteso gli impegni assunti". I sindacati confederali invieranno una richiesta urgentissima al Mimit per convocare tutte le istituzioni interessate "per condividere le iniziative da mettere in campo per richiamare al tavolo la Berco e la capogruppo Thyssenkrupp e riprendere un confronto che individui una strategia di prospettiva ed eviti un tragico epilogo della situazione".

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FORLÌ: Mobile imbottito, 9 lavoratori in nero, 2 clandestini denunciati

CRONACA - Proseguono i controlli della Guardia di Finanza per quanto riguarda il lavoro regolare presso le tante aziende del settore del mobile imbottito di Forlì. Le Fiamme Gialle ha individuato nove lavoratori in nero durante controlli in tre aziende avvenute nei giorni scorsi. Tra questi, sette di origine cinese e due marocchini. Due cittadini cinesi erano irregolari in Italia e hanno tentato di eludere i controlli con false generalità. Entrambi sono stati denunciati e avviate le procedure di espulsione. Complessivamente sono state identificate 30 persone. Un imprenditore cinese di 37 anni è stato denunciato per sfruttamento del lavoro e impiego di stranieri senza permesso di soggiorno. L'azienda operava in condizioni igieniche precarie, con alcuni dipendenti costretti a viverci.

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ROMAGNA: Cadavere tra i binari, treni bloccati, fino a 290 minuti di ritardo

CRONACA - Forti rallentamenti si stanno verificando sulla linea ferroviaria Rimini-Bologna a causa del ritrovamento di un cadavere sui binari, con alcuni convogli che stanno registrando un ritrardo anche di 290 minuti. La circolazione è attualmente sospesa tra Gambettola e Santarcangelo di Romagna per consentire l'intervento dell'Autorità Giudiziaria. I treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono subire ritardi, mentre alcuni convogli ad Alta Velocità vengono deviati su un percorso alternativo via Ravenna e Lugo, con possibili limitazioni. Anche i treni Regionali potrebbero subire cancellazioni o variazioni nel tragitto.

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